Mer, 22 Aprile 2026

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Sappada, Friuli. Un borgo tutto di legno con case ben conservate dal 1600!

L’Italia è disseminata da piccole perle che sono i borghi, i piccoli paesini di origine medievale, i quali conservano intatta la struttura originaria, le case, le chiese, i castelli o le rocche, quando ci sono, e intorno un paesaggio naturale idilliaco, nel quale è cresciuta una gastronomia sana e ricca di sapori che li rendono ancora oggi mete appetibili.

Il toponimo Sappada viene da Žepod’n, nell’idioma locale, simile al tedesco, dell’attuale borgata di Cima Sappada. La sua origine potrebbe essere zum poden, “sul pianoro”. Secondo altri Plod’n – come viene chiamata Sappada dai suoi abitanti – sarebbe collegato al fiume Piave (o Plavis) che nasce qui, derivante dalla radice indoeuropea plou, “scorrere dell’acqua“. Come si vede un nome che già deriva dal territorio e che serve a identificare un luogo.

La sua storia si collega allo sfruttamento delle miniere di ferro

Sappada appartenne al Patriarcato di Aquileia. Sembra che a fondarla siano stati dei tirolesi emigrati dalla zona di Sillian, attratti dalle miniere di ferro. Queste erano già conosciute nel 1334 e furono attive fino al Novecento inoltrato. La colonizzazione cominciò con la costruzione di 14 masi, corrispondenti alle attuali borgate, che poi in realtà sono 15 perché se ne aggiunse una più tardi. Il maso sapete tutti cos’è. Una tipica costruzione di pietra e legno che la famiglia passa di padre in primogenito, per non disperderne la proprietà in più rivoli.

La caratteristica saliente di Sappada e il suo fascino, sono le tantissime costruzioni in legno

Sappada è un paese nato dal legno: “case che sembrano cataste di travi sorgenti dai prati”, ha scritto un viaggiatore nel 1871. In pratica è l’architettura tradizionale, e molto ben conservata, tipica delle zone di montagna alpina. Si tratta della cosiddetta struttura “Blockbau” tipica della cultura tedesca. Le case vengono costruite con travi orizzontali, incastrate agli spigoli e poggianti su un basamento in pietra. Sotto c’è la stalla, sopra il fienile. Il tetto è di scandole. La famiglia usufruisce così del caldo procurato dalla presenza degli animali ed è coibentato dal fieno posto sopra le loro teste che li separa dalla neve perennemente presente sul tetto.

Corrispondono a questa tipologia molte abitazioni, anche quelle di più recente costruzione o restaurate, delle borgate Mühlbach (dove ha sede il Museo Etnografico). Cottern (dove spicca casa s’Krumpm della fine del Seicento). Hoffe (con casa s’Greatlan della prima metà del Settecento). Fontana (con casa s’Paulan del 1737). Kratten (con il bellissimo complesso unifamiliare della seconda metà del Seicento e casa s’Gott Paurn del 1634, una delle più antiche). Soravia (con una stalla-fienile del 1778). Cretta (con la Casa-museo della Civiltà Contadina in una Blockhaus del 1825 costruita interamente in legno con basamento di pietra).

Cima Sappada si trova a quasi 1300 metri di quota, in posizione panoramica sulla valle ed è un po’ staccata dal resto del borgo. Conserva una Blockhaus di fine Settecento perfettamente mantenuta, che si chiama Spanglar’s Haus. Da qualche anno è aperta al pubblico. La casa è stata mantenuta nella sua struttura originale. Così si può ammirare com’era vivere in montagna nei secoli passati. L’antico focolare in pietra e l’affumicatoio fanno bella mostra di sé nella stanza principale. Anche la vecchia latteria, Zepodar Sende, è adesso visitabile, con il museo ospitato in una casa del 1650, quasi intatta. Poco distante dall’abitato, lungo il corso del Piave, una segheria e un mulino ad acqua sono altre interessanti testimonianze di una civiltà rurale che è giusto conoscere. Insomma più che un borgo è un museo a cielo aperto visitabile gatuitamente.

In Italia i piccoli borghi conservano la struttura medievale, un paesaggio naturale e una gastronomia sana e ricca di sapori

Un angolo di Sappada – da sito Facebook

La costruzione di una nuova strada più a valle ha preservato la Vecchia Sappada in alto

La conservazione pressoché integrale delle borgate è dovuta alla realizzazione nel 1922 della strada nuova, parallela a quella più antica ma spostata un po’ più a valle. In tal modo si è ottenuta una valvola di sfogo per le nuove costruzioni sulla strada più trafficata, mantenendo inalterata la parte vecchia.

Nella borgata Granvilla c’è da vedere la chiesa parrocchiale, di impronta barocca settecentesca, con una pala d’altare del 1802 di Joseph Renzler. È del 1732 la chiesetta di Sant’Osvaldo a Cima Sappada, con portico aperto ai lati come negli edifici religiosi della Carnia. Di chiesette, crocifissi, opere pittoriche e segni del sacro sono disseminate le borgate, così come di fontane (ogni frazione ha la sua) e di piccole cappelle, la più antica delle quali (1726) è in borgata Bach.

Tra le borgate di Sappada Vecchia, Cima Sappada è quella che presenta il maggior numero di strutture architettoniche del Sei e Settecento, tra cui una casa padronale in muratura.

Passeggiate si possono fare lungo i corsi d’acqua e nei luoghi che sono stati set cinematografici

Le sorgenti del Piave invece si trovano nell’alta Val Sesis, a 1816 metri di quota, sotto il Monte Peralba e al confine con l’Austria. Ci si arriva con soli 8 km in auto da Cima Sappada. Nella zona sono visibili anche alcune fortificazioni della Grande Guerra.

Una piacevole passeggiata risale il rio Mühlbach che, al termine del percorso, illuminato di notte nei mesi estivi, è scandito da cascatelle e piccoli ponti in legno. Ideale per una scampagnata o per una passeggiata ristoratrice.

Per il suo aspetto di autentico villaggio alpino con le case in legno, Cima Sappada è stata scelta dal regista americano Terrence Malick come set del suo film Radegund, ambientato ai tempi del nazismo.

Cosa mangiare e cosa portare via

Ristoranti, baite e rifugi propongono tutti la tipica cucina sappadina che, d’impronta germanica, predilige il burro fuso e se ne infischia delle diete. Salumi e formaggi affumicati prevalgono su quelli conservati col sale. Abbinata alla polenta, la ricotta acida insaporita con erbe aromatiche è presente in molti piatti della tradizione, anche come ripieno nei ravioli “pizzicati”. Oggi la ricotta acida è riproposta dalla Latteria Plodar Kelder, che si rifornisce da due stalle.

Eventi, feste e sport

ll Carnevale è l’appuntamento più atteso dell’inverno. Si svolge a febbraio in più tappe: la Domenica dei Poveri, la Domenica dei Contadini e quella dei Signori. Il mascheramento è totale e nessuno scopre il volto durante la festa. La pesante maschera di legno che copre il volto, altera la voce facendola rimbombare. La maschera guida è il Rollate, un personaggio imponente, vestito con un pellicciotto di montone scuro che ricorda il manto dell’orso e con pantaloni a righe orizzontali ricavati dalla tela che serviva a coprire gli armenti in inverno.

Le piste da sci sono frequentate soprattutto da famiglie con bambini. Il comprensorio sciistico di Sappada offre cinque seggiovie e otto sciovie per un totale di 20 km di piste collegate tra loro da un servizio di ski bus.

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