Sab, 18 Aprile 2026

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Vinitaly 2026 a Verona, tutte le novità dell’edizione in corso

Vinitaly 2026 è entrato nel vivo a Verona e quest’anno si presenta con un impianto ancora più largo: 4.000 aziende espositrici, 18 padiglioni occupati, circa mille top buyer ospitati da quasi 70 Paesi e una fiera che spinge con decisione su business, digitale e nuovi consumi. Il dettaglio che colpisce di più è proprio questo: non è soltanto una grande vetrina del vino italiano, ma una macchina costruita per intercettare mercati, tendenze e nuovi modi di bere.

Le novità di Vinitaly 2026: No-Lo, spirits e turismo del vino

La prima novità evidente è l’allargamento dell’offerta. Debutta il padiglione Xcellent Spirits, pensato per rafforzare il peso dei distillati, mentre Vinitaly-NoLo Experience dà una forma più stabile al segmento no e low alcohol, oggi osservato con crescente attenzione dagli operatori. Accanto a questo asse, cresce anche Vinitaly Tourism, che diventa un’area sempre più operativa con buyer specializzati e un lavoro mirato sull’enoturismo, cioè su cantine, territori e pacchetti di esperienza che possono trasformare il vino in viaggio e permanenza.

Verona diventa capitale del gusto anche fuori dai padiglioni

L’edizione 2026 non si ferma ai cancelli di Veronafiere. Dal 10 al 12 aprile il fuori salone Vinitaly and the City ha riportato il vino nel centro storico con 70 appuntamenti diffusi e una formula più ricca del solito. La novità più visibile è il Salotto dei vini rari, con 32 etichette selezionate dai vitigni autoctoni rari d’Italia, affiancato da degustazioni guidate, wine talk e appuntamenti pensati anche per un pubblico più giovane, incluse esperienze multimediali dedicate alla Gen Z. I carnet degustazione sono partiti da 18 euro online, saliti a 22 euro durante i giorni dell’evento.

Più cucina d’autore e premi nuovi per spingere il vino italiano

Il programma di quest’anno insiste molto anche sul legame con il cibo. Dentro la Gourmet Experience trova spazio il nuovo Ristorante d’Autore di Campagna Amica – La Casa della Cucina Italiana, affiancato dal ritorno dei Momenti d’Autore con i cuochi di JRE e da uno street food gourmet raddoppiato. Intanto arriva anche un nuovo riconoscimento, “Taste Of Italy – Wine List Excellent”, pensato per valorizzare ristoranti, enoteche e hotel che promuovono il vino italiano in Italia e all’estero. È un segnale preciso: Vinitaly cerca di allargare il proprio raggio, mettendo insieme produzione, ristorazione, accoglienza e promozione internazionale in un unico racconto economico e culturale.

Perché questa edizione conta più delle altre

Il contesto pesa. Il vino italiano si muove in mercati meno lineari, con consumi che cambiano e una concorrenza globale più aggressiva. Per questo Verona prova a diventare non solo il luogo dove si assaggia e si compra, ma anche quello dove si leggono in anticipo i movimenti del settore. Più matching, più strumenti digitali come Vinitaly Plus e Bacco AI, più attenzione ai segmenti emergenti: il messaggio dell’edizione 2026 è netto. Restare centrali non basta più, bisogna diventare utili. E quest’anno la fiera sembra volerlo dimostrare in modo molto concreto.

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