I prodotti DOP continuano a guadagnare spazio nella spesa degli italiani, in controtendenza rispetto a un contesto dove molte categorie faticano sui volumi. È il segnale che arriva dalla ricerca NielsenIQ commissionata da Aecis e presentata a Roma, a Palazzo delle Esposizioni, con un dato netto: le DOP crescono sia a valore (+5,8%) sia a volume (+2,7%), confermando che la certificazione resta un “faro” riconoscibile quando si sceglie cosa mettere nel carrello.
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: i numeri che spiegano la tendenza
Lo studio, illustrato da Veronica Albanese e Giorgio Pedrazzini di NielsenIQ durante l’incontro moderato dalla giornalista Rai Margherita Basso, parte da un perimetro ampio: un paniere di prodotti che, da etichette e packaging, “si presentano” come italiani (nell’accezione estesa del termine). Parliamo di 27.978 referenze che sviluppano oltre 11,6 miliardi di euro di vendite. Dentro questo universo, le indicazioni geografiche hanno vissuto 12 mesi di volumi in riduzione, con una delle poche eccezioni proprio nei prodotti DOP, capaci di aumentare le quantità acquistate.
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: cosa racconta la conoscenza dei marchi
Un altro passaggio chiave riguarda la notorietà: i marchi DOP risultano fra i più riconosciuti, con due consumatori su tre che dichiarano familiarità con queste sigle, insieme a IGP e prodotti Bio. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché in un acquisto rapido — quello tipico da scaffale — la riconoscibilità diventa un acceleratore di fiducia, soprattutto nel banco frigo dove la scelta spesso si gioca su pochi secondi.
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: il focus sui formaggi e il “prezzo giusto” della qualità
Nel mondo dei formaggi, lo studio fotografa una dinamica concreta: prezzo e qualità restano le parole guida. Un acquirente su tre arriva a scegliere un negozio specifico per comprare i formaggi desiderati, privilegiando punti vendita specializzati e assortimenti capaci di offrire referenze con certificazione geografica. Da qui deriva un indicatore utile anche per la distribuzione: oltre metà degli acquirenti si dichiara disposta a pagare mediamente circa il 10% in più per formaggi che garantiscono provenienza e tipicità, quindi tracciabilità percepita e standard condivisi.
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: sostenibilità “misurabile” e scelte d’acquisto
La parola sostenibilità, quando viene letta come metodo di produzione e attenzione al benessere di lavoratori e animali, incide sulle decisioni di acquisto per circa una persona su due, con un impatto stimato del 44% sulla scelta. È un dato che si collega anche al rumore di fondo del mercato: il concetto “sostenibilità” compare ormai in un numero enorme di etichette del largo consumo, su oltre 121 mila referenze che valgono quasi 45 miliardi di euro nel canale di supermercati e ipermercati, con crescita annua a valore del 2,1% e volumi in lieve calo (-1,2%).
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: Aecis, i Consorzi e la linea indicata al settore
Aecis — Associazione Europea Cultura Innovazione Sostenibilità — nasce dall’unione dei Consorzi di Tutela dei formaggi DOP Provolone Valpadana, Piave e Casciotta d’Urbino, e con questa ricerca mira a trasformare i dati in indicazioni operative. In apertura dei lavori, il presidente Aecis Libero Stradiotti ha insistito su un punto: le indicazioni geografiche hanno un vantaggio “di natura”, perché portano con sé pratiche già collegate a valori etici, ambientali ed economici e a un legame stretto con i territori di origine; per molti consumatori, scegliere DOP significa scegliere una garanzia di qualità e identità, anche quando comporta una spesa più alta.
Dopo gli interventi dei presidenti dei Consorzi — Modesto De Cet (Piave DOP), Giovanni Guarnieri (Provolone Valpadana DOP) e Paolo Cesaretti (Casciotta d’Urbino DOP) — il confronto si è spostato sugli aspetti di filiera e sulle pratiche che rendono credibili le parole stampate in etichetta. Roberta Terrigno di Domus Casei–Ruminantia ha riportato l’attenzione sul rapporto fra organizzazione consortile e obiettivi ambientali e sociali, ricordando che la sostenibilità, per funzionare, deve diventare un fatto verificabile e comprensibile, non uno slogan.
Nei carrelli degli italiani vincono le DOP: conseguenze per imprese, retail e politiche pubbliche
La ricerca NielsenIQ, costruita su 1.500 interviste a acquirenti di formaggi residenti in Italia, 25-64 anni, offre anche una lettura utile per chi decide assortimenti e investimenti: se il consumatore è disposto a riconoscere un premium price quando vede certificazione e origine, allora diventa decisivo comunicare bene, rendere chiari i claim e sostenere la distintività del prodotto lungo tutta la catena, dallo scaffale alla narrazione digitale.
Sul fronte istituzionale, l’incontro di Roma si collega al progetto finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), che Aecis intende sviluppare con iniziative informative e divulgative lungo il territorio nazionale. L’obiettivo è accompagnare imprese e consumatori verso sistemi alimentari più responsabili, facendo leva proprio su quei prodotti a indicazione geografica che, numeri alla mano, stanno già dimostrando capacità di tenuta e attrattività nel carrello degli italiani.
Antonella Fiorito



