Sab, 19 Settembre 2026

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Eccellenza catanese: dalle bucce d’arancia si ricavano tessuti simili alla seta

Un esempio lampante di economia circolare, quella che non spreca e riutilizza gli scarti. Da quelli delle bucce di arance, utilizzate per fare i succhi, si ricavano tessuti simili alla seta. I marchi della moda e del lusso del Made in Italy li usano per i loro modelli.

La tecnologia esclusiva della società Orange Fiber, un’azienda catanese, permette di creare filati circolari dagli scarti degli agrumi.  Il “pastazzo” è ciò che resta dopo la produzione del succo di agrumi. Rappresenta il 60% del peso del frutto fresco. Tramite i processi ideati dalla Orange Fiber e la loro filiera, si recupera questo scarto dell’industria alimentare e lo si trasforma in tessuti perfetti per i brand e i designer che credono nella sostenibilità. Il materiale è nato come prodotto alternativo alla classica cellulosa, per la cui produzione si abbattono oltre 70 milioni di alberi. Il prodotto sviluppato può essere stampato, colorato e confezionato, così i marchi che lo usano non devono modificare niente del processo produttivo e possono tessere queste stoffe insieme a tutti gli altri materiali.

Invece che dai derivati del petrolio e del cotone cominciamo a usare gli scarti di arance per produrre tessuti

Tutto nasce dall’idea di recuperare lo scarto della lavorazione delle arance per farne dei succhi. Il 60% del peso del frutto è scarto. Attraverso le ricerche condotte dal Dipartimento di Chimica del Politecnico di Milano è stato possibile arrivare a brevettare un processo innovativo per trasformare le bucce e gli scarti delle arance in una fibra. Risolvendo così in parte anche i problemi di smaltimento.

Nella moda il 60% dei capi sono realizzati con derivati del petrolio e questo, oltre che creare un problema ambientale lega il valore delle fibre all’oscillazione del prezzo del petrolio, creando problemi sull’andamento dei prezzi per le imprese della moda.

Un 25% di prodotti deriva invece dal cotone, la cui produzione richiede elevate quantità di acqua e di terra e spesso si usa per produrre pesticidi. Un po’ lo stesso problema del mais con cui si fanno i mangimi per gli animali: troppa acqua e troppo terreno. E di acqua e di terra non ce n’è una quantità infinita. Ad oggi solo il 6% dei prodotti è costituito da materiali naturali artificiali che passano attraverso una trasformazione chimica in fibra, come nel caso di Orange Fiber.

Cos’è l’economia circolare che dovremo adottare se vogliamo sopravvivere

Il concetto di economia circolare è necessariamente il modello di economia che dovremo adottare fin da subito, per salvaguardare l’ambiente e quindi la nostra sopravvivenza. Il sistema economico deve essere pianificato per riutilizzare i materiali di scarto dei cicli produttivi in altri cicli produttivi. Riducendo al massimo gli sprechi.

Questo processo si rende necessario soprattutto per le plastiche e i derivati del petrolio che stanno soffocando i fiumi e creano isole negli oceani, finendo sminuzzati negli stomaci dei pesci e quindi anche nei nostri.

Dovremo abbandonare una volta per sempre l’economia lineare in uso adesso e che si basa sul concetto che le materie prime e l’energia siano beni infiniti e che gli scarti si possano gettare senza problemi. Ma i problemi sono arrivati. Gli scarti ci stanno sovrastando, stanno creando difficoltà di smaltimento e di igiene nelle metropoli. Problemi di occupazione di terreni con le discariche e di affluenza di animali selvatici nelle stesse aree in cui vive l’uomo. Dagli studi scientifici abbiamo capito che non solo si possono riciclare i rifiuti ma da loro si può trarre ricchezza, per esempio sono utilizzabili come una fonte energetica.

Dalla cellulosa alla fibra, nasce un processo produttivo virtuoso

Nell’impianto pilota di Orange Fiber in Sicilia si estrae la cellulosa per produrre la fibra. La filatura si realizza in partnership con un’azienda spagnola e la tessitura con un’altra azienda di Como. Individuare queste aziende non è stato facile perché non esistono più in quelli che trasformano la cellulosa in fibre. Hanno dovuto ricostituire una filiera che permettesse la realizzazione di questo prodotto.

Orange Fiber ha una lunga storia alle spalle. L’idea è nata molto tempo fa e da poco è operativa. A partire dal deposito del brevetto nel 2013. Mentre la società è stata costituita nel febbraio 2014. Il 2016 è stato il vero anno della svolta in cui l’azienda ha vinto il “Global Change Awards” della Fondazione H&M. Nello stesso periodo ha firmato un contratto esclusivo con la famosa casa di moda fiorentina Salvatore Ferragamo, per la fornitura di oltre 10.000 metri di tessuto. Con i quali è stata realizzata la Ferragamo Orange Fiber Collection, una collezione per l’abbigliamento quotidiano lanciato nell’aprile 2017.

Orange Fiber vende tessuti ai marchi della moda e del lusso

I clienti target di Orange Fiber sono i marchi della moda e del lusso. Secondo il Pulse report dell’industria della moda 2018, l’89% dei marchi della moda che partecipano all’iniziativa, affermano che la loro priorità è sostituire i materiali tradizionali con materiali sostenibili. Orange Fiber va proprio in questa direzione e nell’aprile 2019  il loro tessuto è stato inserito nella Conscious Exclusive del colosso svedese H&M. Una collezione speciale in edizione limitata interamente dedicata ai materiali sostenibili. Come già avvenuto nel 2017 per la collezione Orange Fiber di Ferragamo. Uno dei capi della collezione è stato esposto per diversi mesi anche al Victoria & Albert Museum di Londra, nell’ambito della mostra Fashioned from Nature, dedicata al legame tra moda e natura.

Dalle arance e dal legno è nato un’altra nuova fibra

Dal 2021 il Gruppo Lenzing, leader mondiale di fibre speciali a base di legno, sta collaborando con Orange Fiber per produrre il primo “Tencel – Fibra di lyocell con marchio ™. Composta da pasta di arancia e legno. Questo nuovo prodotto mira a realizzare la visione condivisa di entrambe le aziende per migliorare la sostenibilità nel settore tessile e della moda. “L’introduzione di Tencel™ Limited Edition sfrutta la nostra leadership nei processi di produzione altamente sostenibili e siamo orgogliosi di collaborare a questa serie di fibre in edizione speciale con Orange Fiber”. ha affermato Gert Kroner, vicepresidente della ricerca e sviluppo globale presso il gruppo Lenzing. “Riciclando materiali di scarto come le bucce d’arancia nei nostri prodotti, stiamo adottando misure proattive verso un futuro più sostenibile e riducendo al minimo l’impatto ambientale dei rifiuti”.

Una fibra che si lega facilmente ad altre aumentandone i pregi tecnici e la comodità

Questa nuova fibra può essere combinata con altre fibre tessili come cotone, poliestere, acrilico, lana e seta per migliorare l’estetica e la funzionalità dei tessuti. Le proprietà fisiche uniche delle nuove combinazioni hanno il vantaggio di maggiore resistenza, assorbimento efficiente dell’umidità e morbidezza per la pelle. In sostanza sono più comode. Negli ultimi anni Orange Fiber ha ricevuto numerosi premi. L’azienda ha avuto l’opportunità di entrare in contatto con realtà rilevanti nel mercato della moda e del lusso. Potendo acquisire credibilità presso importanti attori dell’ecosistema sostenibile, come la Ellen MacArthur Foundation, da sempre impegnata nella tutela dell’ambiente e nell’innovazione.

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