Sab, 18 Aprile 2026

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Flavio Briatore apre Crazy Pizza a Napoli: vincerà la sfida con la migliore pizza del mondo?

L’annuncio dell’apertura di un nuovo Crazy Pizza a Napoli da parte di Flavio Briatore ha scatenato un vivace dibattito nella città partenopea, culla della pizza Margherita. Tra entusiasmo e scetticismo, la notizia ha trovato eco tra i protagonisti della scena gastronomica locale, che hanno espresso pareri contrastanti sul nuovo arrivato.

Sorbillo: la prima differenza di Crazy Pizza con quella napoletana riguarda i prezzi

Gino Sorbillo, uno dei più celebri pizzaioli napoletani, ha accolto con spirito positivo la sfida lanciata da Briatore. “La concorrenza è benvenuta”, ha dichiarato Sorbillo in un’intervista all’Adnkronos. “Mi auguro che Flavio, per il suo coraggio e per i costi sostenuti, riesca a trovare una fetta di clientela”. Per Sorbillo, l’arrivo di Crazy Pizza è un’opportunità di crescita per la città: “Io sono contento se gli imprenditori investono sulla città. Se Starbucks ha aperto le sue caffetterie e Briatore le sue pizzerie, sono tutti progetti ambiziosi che fanno bene alla città e invitano altri ad investire su Napoli”.

Il noto pizzaiolo ha anche sottolineato come la pizza napoletana continui a riscuotere un enorme successo nel mondo, augurandosi che Napoli possa accogliere nuove forme di pizza, oltre alla tradizionale napoletana. Tuttavia, Sorbillo non ha mancato di evidenziare una delle principali differenze tra la tradizione locale e l’offerta di Crazy Pizza: i prezzi. Nei menù di Briatore, infatti, la margherita costa 17 euro, con pizze che arrivano fino a 68 euro, un prezzo decisamente superiore alla media napoletana. “Quello dei prezzi è stato l’unico motivo di polemiche, in passato, con Briatore”, ha spiegato Sorbillo, mantenendo però un tono cordiale nei confronti del manager.

Pizzeria Brandi: Se temiamo la concorrenza di Crazy Pizza? No, quella del pizzaiolo napoletano è arte

Dall’altra parte, Paolo Pagnani, titolare dell’Antica Pizzeria Brandi, storica pizzeria napoletana dove nacque la pizza Margherita l’11 giugno 1889, ha espresso un parere più critico. “Possiamo mai temere la concorrenza di Flavio Briatore? Certo che no”, ha dichiarato con fermezza Pagnani. “L’arte del pizzaiolo napoletano è una cosa seria, non a caso per l’Unesco è patrimonio immateriale dell’umanità”. Pur riconoscendo le capacità manageriali di Briatore e la qualità dei prodotti utilizzati, Pagnani ha messo in dubbio la possibilità che i napoletani si affezionino a Crazy Pizza per la pizza stessa. “Di sicuro i napoletani andranno al Crazy Pizza spinti dalla curiosità, perché fa moda, tanto per dire ‘sono stato da Briatore'”, ha aggiunto, sottolineando come la tradizione e l’autenticità della pizza napoletana siano difficilmente eguagliabili.

L’apertura di Crazy Pizza a Napoli rappresenta dunque un incontro tra tradizione e innovazione. Se da un lato c’è chi vede in questa novità un’opportunità di crescita e arricchimento per la città, dall’altro c’è chi difende con orgoglio la storicità e l’unicità della pizza napoletana. Un confronto che, in ogni caso, contribuirà a mantenere alta l’attenzione sulla pizza, vero e proprio simbolo di Napoli nel mondo. Buona fortuna, dunque, a Flavio Briatore e al suo Crazy Pizza, in una città dove la pizza non è solo cibo, ma cultura, arte e tradizione.

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