Mer, 22 Aprile 2026

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Inviate 1835 firme al vescovo di Tivoli Parmeggiani: giusta difesa per Padre Santonocito

Il diritto alla difesa è caratteristica tipica di qualsiasi stato di diritto. Tuttavia, per potersi difendere, è necessario chiarire all’imputato quali siano le contestazioni, e nel dettaglio.

Il libro “Habemus antipapam”

Queste regole normali sembrano però essere saltate nella Chiesa, dato che siamo ormai al terzo caso di un sacerdote che, pacatamente e documenti alla mano, dichiara che Bergoglio non è il vero papa – ma un antipapa – per una serie di motivi canonici. Don Fernando Cornet lo ha fatto con il libro “Habemus antipapam?”; Padre Giorgio Maria Faré ha pubblicato, in una lunga omelia, il suo studio di circa 40 pagine. Se il secondo sacerdote è stato scomunicato, ma con diritto di impugnare la sanzione, non così è avvenuto per don Cornet, ridotto allo stato laicale ipso facto dal “misericordiosissimo” Bergoglio, il quale, come fatto a Rebibbia, apre le porte delle carceri italiane, invoca indulti e amnistie, ma con i preti che mettono in dubbio la sua legittimità, è implacabile come un tribuno termidoriano.

Caratteristica-base di queste randellate canoniche bergogliane, la mancata contestazione nel merito delle affermazioni dei sacerdoti menzionati.

Stessa sorte è toccata a Padre Natale Santonocito, che l’8 dicembre scorso, in una dichiarazione via social aveva affermato che Bergoglio non è il papa per una serie di arcinoti motivi canonici che hanno trovato recentissima e definitiva conferma nell’interpretazione giuridica della Declaratio come “declaratoria di decisio”, un decreto penale che il papa emette per scisma, usurpazione, eresia e gravi delitti contro la fede.

Convocato dal vescovo di Tivoli Mauro Parmeggiani, P. Santonocito si è detto ben disposto a ritrattare tutto, a condizione che gli facessero notare l’errore. Questo non è avvenuto: come ha dichiarato in un’intervista, al sacerdote hanno tentato di far credere che fosse stato plagiato, irretito, ma Padre Natale è stato irremovibile. Così, chi scrive ha promosso una petizione al vescovo per chiedere che si contestino nel merito le affermazioni di Padre Natale, oppure che gli si revochino le sanzioni canoniche.

La lettera al Monsignore

Oggi, 4 gennaio 2025, sono state inviate presso la segreteria del vescovo Parmeggiani 1835 firme di fedeli con commenti a corredo del seguente testo:

“Alla cortese attenzione di S.E.R. Mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e Palestrina  

Eccellenza reverendissima,

il giorno 8 dicembre 2024, Padre Natale Santonocito, sacerdote della Sua diocesi, ha pubblicato su piattaforme digitali una dichiarazione in cui lo stesso non riconosceva Jorge Mario Bergoglio come legittimo Pontefice. In data 9 dicembre 2024, Lei ha comminato la sospensione a divinis al Padre Natale Santonocito e gli ha revocato l’incarico di viceparroco delle parrocchie di San Giuseppe e San Cesareo in San Cesareo.

Lei ha auspicato nel suo comunicato che il sacerdote potesse prontamente ritrattare e Padre Santonocito si è dichiarato disponibile a farlo, a condizione che gli si facesse notare quali sue dichiarazioni fossero erronee.

Tale contestazione, però, secondo quanto testimoniato dal sacerdote non è mai avvenuta, nemmeno dopo il successivo colloquio avuto direttamente con Lei il 17 dicembre 2024. Sul sito della diocesi non è comparso alcun documento del genere.

Considerato che le affermazioni del sacerdote sono suffragate da dati di fatto facilmente constatabili da tutti i fedeli, come ad esempio le incongruenze tra quanto pronunciato da Benedetto XVI nella sua Declaratio e quanto riportato dal sito vaticano, sia in latino che nelle lingue volgari, (vedasi in aggiunta il recente studio sulla Declaratio) considerato che il P. Santonocito ha citato espressamente articoli del diritto canonico e della costituzione Universi Dominici Gregis che non sembrano lasciare spazio a dubbi o ambiguità,

                                      LE CHIEDIAMO RISPETTOSAMENTE

di procedere a una contestazione nel merito, punto per punto, delle affermazioni di Padre Natale Santonocito o di revocare i provvedimenti sanzionatori nei suoi confronti. Infatti, il diritto di difesa è fondamentale in tutti gli ordinamenti, se non vengono motivate le ragioni dei provvedimenti sanzionatori tale diritto risulta gravemente compromesso. Come è possibile difendersi se non si conoscono le ragioni?

Il diritto canonico, inoltre, specifica: can. 221 §2. “I fedeli hanno anche il diritto, se sono chiamati in giudizio dall’autorità competente, di essere giudicati secondo le disposizioni di legge, da applicare con equità”. §3. “I fedeli hanno il diritto di non essere colpiti da pene canoniche, se non a norma di legge”.

Sarebbe infatti una terribile ingiustizia se Padre Santonocito avesse ragione e venisse punito senza una contestazione/correzione nel merito delle sue affermazioni, cosa che la Chiesa nella sua bimillenaria storia, non ha mai negato nemmeno agli eretici più impenitenti.

Allo stesso tempo, riteniamo che colui che viene attualmente riconosciuto come Pontefice da Santa Romana Chiesa debba ricevere da Lei un’adeguata difesa per la tranquillità dei fedeli.

“Gesù gli rispose: «Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?»” Gv, 18 19-23

Speranzosi della Sua comprensione e della Sua sensibilità di pastore, in attesa di una Sua risposta, Le porgiamo i sensi della nostra più alta considerazione.

Dott. Andrea Cionci, con Avv. Roberto Tieghi, Avv. Roberto Antonacci, Avv. Costanza Settesoldi, Avv. Simon Grasso e seguenti firmatari”.

Staremo a vedere se il vescovo si degnerà di rispondere.

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