Mer, 22 Aprile 2026

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Raccogliere e cucinare erbe selvatiche fa bene alla salute e alla tasca

Con la bella stagione torna la voglia di camminare nei campi e nei boschi alla ricerca di erbe selvatiche che fanno bene alla salute non costano niente, solo il piacere di andarle a cercare per preparare tisane, zuppe, ripieni, frittate, insalate che portano sollievo al nostro organismo.

Il problema, ogni volta che si parla di erbe selvatiche, è sempre lo stesso. Dove le trovo? E chi le sa riconoscere? Si trovano nei boschi, negli ambienti non contaminati, all’ombra delle querce e dei larici, vicino ai ruscelli, ma lontano dalle strade asfaltate e dai viottoli troppo battuti dai cercatori di funghi e dai cacciatori.

Riconoscerle non è difficile è solo questione di pratica

Saperle riconoscere non è difficile. È solo questione di pratica. Ci sono tanti libri che trovate in una libreria fornita o su internet. Stampatevi le foto e cominciate. Se potete andare con una persona anziana esperta tanto meglio. Noi abbiamo il professor Augusto Tocci (link) che ce ne parla anche sui video. Ci mostra le piante e ci racconta anche come cucinarle per la soddisfazione di chi ha il privilegio di poterle provare. Non sono comparabili con le verdure che compriamo al supermercato. La scala dei profumi e dei sapori è 100 per le selvatiche e 10 per le coltivate. Per non parlare dell’aspetto salutistico.

Fare le passeggiate fa solo bene e non solo al fisico

Andare a cercarle significa fare lunghe passeggiate nel bosco e questa stessa è una attività salutare per il nostro organismo. Significa respirare ossigeno a pieni polmoni. Rigenerare l’ossigeno nel sangue. Rilassarsi tra tutto quella pace e quel verde. Fare anche incontri simpatici, con altri esseri umani che hanno avuto la stessa nostra idea e quando ci incroceranno ci saluteranno con un sorriso, cosa alla quale non siamo più abituati e non sapete quanto quel sorriso vi può fare bene.

Potrebbe essere un’occasione per conoscere finalmente il bosco come luogo pieno di vita

Passeggiare è un’attività motoria che i medici consigliano a qualsiasi età, soprattutto se la persona è anziana. Non si deve correre o trotterellare. Non serve. Basta avere un buon passo e arrivare a sudare, facendo dei chilometri possibilmente senza perdersi. Magari su un tragitto segnalato con indicazioni e cartelli, oppure facendovi accompagnare da una persona esperta del posto.  Sicuramente se la persona è del luogo saprà riconoscere la borragine, l’ortica, il tarassaco o la cicoria. Sono tutte erbe facili da trovare e spesso neanche le riconosciamo. Queste passeggiate servono anche a comprendere che il bosco non è un, luogo statico, fermo, dove non succede niente. Le piante sono gli esseri viventi che molti milioni di anni prima di noi sono apparse sul pianeta. È grazie a loro che noi siamo potuti nascere, perché l’ossigeno che respiriamo viene dalle piante.

Senza le piante non ci sarebbe stato ossigeno. Dobbiamo a loro la nostra esistenza

Senza le piante non ci sarebbero stati i mammiferi. E non è vero che non siano intelligenti. Sono esseri senzienti, vivi, che respirano e interagiscono con l’ambiente a modo loro. Tanti animalisti chiedono di non uccidere agnellini e vitelli e non si preoccupano delle piante. Anche le piante dal punto di vista dell’essere vivo e vitale avrebbero questo diritto etico, perché no? Sono concetti semplici e chiari. La vita e la morte sono un tutt’uno nella natura. La morte di un essere vivente serve a dare vita ad altri. Siamo tutti interconnessi, vegetali, mammiferi, insetti, pesci, uccelli. Un unico corpo vivente. Ma mentre le piante rappresentano il 98% della vita, tutti gli altri, compresi i funghi, sono il resto. Chi è allora che più conta sul pianeta? Ancora pensate che l’uomo sia l’essere più importante?

La terra ha fatto a meno di noi prima e lo farà anche dopo la nostra estinzione per miliardi di anni

Non ergiamoci a padroni del mondo ma neanche a salvatori del pianeta. La Terra è vissuta milioni di anni senza di noi e continuerà a vivere altri miliardi di anni quando noi saremo estinti, probabilmente per colpa nostra. Dato che poi non siamo così intelligenti come crediamo. Più di noi hanno vissuto le piattole e i pipistrelli e più di noi continueranno a vivere questi animali che hanno saputo trovare un adattamento più consono. Neanche una esplosione nucleare li farà sparire, mentre noi saremo solo un mucchio di polvere. Quindi godiamoci la presenza sul pianeta uccidendo qualche cicoria e qualche pollo, che possiamo godere delle cose belle della vita senza pensarci simili a una divinità.

Raccogliere erbe spontanee, e gustarle, vi riconcilierà con la natura

Le erbe spontanee e alcuni fiori di campo possono essere ottimi ingredienti per le insalate, ma le possiamo cuocere al vapore sbatterle con delle uova per farne  frittate, zuppe o farinate. Possiamo anche decidere di essiccarle per squisiti infusi e tisane per l’inverno. Quali sono da raccogliere? Ne citiamo alcune.

Melissa

La melissa, pianta di cui vanno pazze le api, è in grado di influenzare positivamente il nostro stato d’animo. Ideale per le insalate ma anche per metterla nella macedonia di frutta o mescolarla coi funghi. C’è chi la usa come calmante al pari della camomilla facendone un infuso o per prevenire il raffreddore bevendo una tisana di melissa addolcita con il miele

Sambuco

Il sambuco cresce prevalentemente nei luoghi freschi, vicino ai torrenti o ai fiumi. Lo si può trovare anche nei prati e sul ciglio delle strade. È conosciuto soprattutto per le sue proprietà diuretiche, ma è adatto anche per essere incorporato in svariate preparazioni gastronomiche. Con la fioritura di maggio è possibile preparare il succo di fiori sambuco, una bevanda zuccherina e aromatica indicata per i primi caldi o per accompagnare dessert e frutta fresca.

Erba Alliaria

L’erba alliaria predilige i terreni boschivi e ha un aroma e un sapore che ricordano vagamente quello dell’aglio. L’erba alliaria è una pianta spontanea perenne che si raccoglie prevalentemente da maggio in avanti, estremamente digeribile, delicata e utilizzabile in tanti modi diversi.

Coi fiori bianchi si possono gustare fare insalate a crudo squisite. Coi semi si può aromatizzare le zuppe e le minestre. Il profumo ricorda quello speziato della senape. Le foglie arricchiscono i sandwich e gli infusi, succhi, pesti a crudo, zuppe, minestre o per insaporire torte salate e piadine.

Spinacio selvatico

Lo spinacio selvatico può essere raccolto durante tutto il periodo primaverile per utilizzarne i germogli più teneri, prima che fiorisca. Cercatelo vicino ai pascoli e in generale nei terreni e nei prati che abbondano di sostanze nutritive. Può essere consumato fresco a crudo, soffritto in padella o lessato. Contiene molto ferro, per questo è consigliato contro l’anemia.

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