Siamo nel cuore della Gallura, al nord dell’isola, tra boschi, sorgenti d’acqua, vigneti e tradizioni millenarie. Qui sorge Tempio Pausania, caratterizzata da un centro storico interamente edificato in granito e per questo nota anche come “Città di Pietra”.
Le origini, la storia, il fascino di un luogo tra mare e montagna
Dal Monte Limbara a 1300 metri la vista spazia su panorami di una natura incontaminata, dalle montagne al mare che dista solo 25 km e offre spiagge tra le più belle dell’isola. Sula montagna il CAI ha tracciato percorsi di trekking ma ugualmente si possono praticare il canyoning e usare la bicicletta, per godere degli spazi paradisiaci di questa terra.
Probabilmente il nome deriva dal latino Templum per la presenza nei dintorni di un tempio pagano e Pausania da Phausania, piccolo abitato scomparso o inglobato nel centro cittadini. Centro che può vantare una fisionomia medievale intatta.
Punto di riferimento per la Gallura è qui che si lavora il granito, il sughero e che c’è una forte produzione di vini
Come il resto della Sardegna anche questa parte è stata abitata fin dal neolitico, come dimostrano la presenza di circoli megalitici, dolmen, nuraghi che si possono ancora visitare.
Fin dal 1300 la città è un punto di riferimento per le popolazioni circostanti. Sede del curatore del distretto territoriale di Gemini del Giudicato di Gallura. Sede vescovile dal 1506 e poi, nel 1837, per concessione di Re Carlo Alberto di Savoia diventa capoluogo di una vastissima provincia e sede di Prefettura, con gli onori di Municipio e la dignità amministrativa di “città”. Nel novecento i pastori abbandonano gli stazzi e vanno in città. La popolazione di Tempio cresce rapidamente. Attualmente è uno dei nuclei più industrializzati dell’isola. Centro artigianale dove si lavora il granito, il sughero e con una forte produzione vitivinicola.

Murales di Fabrizio de André a Tempio Pausania dal sito istituzionale si facebook
Il Centro storico con monumenti medievali e la piazza intitolata a Fabrizio de André
Tempio conserva nel suo splendido centro storico di impianto medievale, antichi edifici e piazze in granito. Dove sorgeva il convento seicentesco delle Cappuccine oggi c’è il Palazzo municipale e piazza Gallura. Nel centro storico, tra gli edifici civili, spiccano la residenza medioevale attribuita a Nino Visconti, giudice di Gallura e amico di Dante, citato nell’VIII canto del Purgatorio, l’ex Mercato (1663), che fu prima prigione, il seicentesco convento degli Scolopi, i tipici palazzi con le loro facciate in pietra a vista, i più antichi dei quali edificati dalla nobiltà locale tra 1600 e 1700. Il Teatro del Carmine (primi del ‘900). La Stazione ferroviaria: indubbiamente una delle più belle nel panorama dell’intera rete delle Ferrovie della Sardegna. Fu edificata agli inizi degli anni ’30 e all’interno si possono ammirate dipinti su tela del pittore Giuseppe Biasi. Qui arriva il “trenino verde” che attraversa la Gallura.
Tra gli antichi vicoli lastricati di granito spicca piazza Faber, intitolata a Fabrizio De André, che aveva scelto Tempio come luogo d’elezione. Qui un’installazione progettata in collaborazione con Renzo Piano svetta colorata in contrasto con il rigore dei palazzi in granito.
Le Chiese e gli Oratori del 1600
La Cattedrale di San Pietro Apostolo, risalente al XIII secolo e la chiesa di Santa Croce si accompagnano ai palazzi Massidda, Sanguinetti e al teatro del Carmine, creando un panorama urbano senza tempo.
L’Oratorio del Rosario: nella piazza San Pietro, sorge di fronte alla Cattedrale. L’Oratorio del Purgatorio: edificato nel 1679. Nel fronte ritroviamo i caratteri tipici delle chiese galluresi, facciata piatta, non scandita da ordini e conclusa da un timpano al cui vertice ritroviamo la tipica veletta in granito.
I musei dedicati alla musica, all’arte contemporanea alla Grande Guerra
Il Museo Bernardo De Muro: raccoglie un’importante testimonianza della vita e della carriera musicale del tenore Bernardo De Muro, interprete internazionale del canto lirico.
Mostra storica “I diavoli rossi – la Brigata Sassari nella Grande Guerra”, mostra semi-permanente nella Palazzina dell’Antica Stazione Ferroviaria
Da visitare il museo di arte contemporanea nel bosco di Curadureddu.
Eventi e feste come il Carnevale allegorico che ogni anno porta 100mila presenze
Il Carnevale di Tempio – Lu Carrasciali Timpiesu – è il più importante Carnevale allegorico dell’isola, con oltre centomila presenze ogni anno.
I Riti della Settimana Santa (in particolare il Venerdì santo il rito dello Sgraamentu, la deposizione di Cristo dalla Croce, e l’Intoppu, suggestivo incontro tra la Madonna e il Cristo risorto.
Il festival di musica dedicato a Fabrizio De Andrè. A luglio il Tempio Faber Festival.
La Festa della Musica, il 21 giugno.
Bookolica, Festival dei lettori creativi, in estate.
Mintuà – parole in circolo, rassegna letteraria estiva.
Museo di arte ambientale “Organica” (Bosco di Curadureddu, Monte Limbara) un museo a cielo aperto con opere installate nel bosco e una rassegna di mostre di arte e fotografia da maggio a dicembre.
Lastricolor, appuntamento annuale per bimbi e adulti, per colorare con un’azione partecipativa il lastricato del centro storico (via Roma e via Matteotti).
Foliage, un festival autunnale di musica per boschi nel Parco del Limbara.
La Stagione teatrale al Teatro del Carmine dall’autunno alla primavera.

Una via lastricata a colori a tempio – dal sito istituzionale su Facebook
Luoghi da vedere nei dintorni
Il fascino segue andando a visitare i dintorni di Tempio. Le fonti di Rinaggiu, conosciute fin dall’epoca romana per proprietà curative, i lecci del Parco delle Rimembranze o i numerosi siti nuragici (il villaggio di monte Lu Finocchiu, le tombe di Giganti e undici nuraghi, tra cui il nuraghe Majori e il nuraghe Izzana) sono un preludio agli scenari del Parco del Limbara, con i suoi boschi, le cascate, le innumerevoli passeggiate e i percorsi di trekking.
La gastronomia gallurese
Suppa cuata, zuppa tipica gallurese a base di pane, brodo e formaggio vaccino.
Mazza frissa, piatto povero della tradizione locale a base di panna.
Acciuleddi, treccine di pasta fritta ricoperte di miele e scorzette d’arancia
Frisgioli longhi, le frittelle lunghe tipiche del Carnevale
Panafittas, piatto povero della tradizione contandina a base di pane raffermo
Casgiatini, dolci tradizionali della Pasqua a base di formaggio
I prodotti da comprare: granito, sughero e vino
La risorsa del sughero è la più preziosa della Gallura, viene lavorata a Tempio per la produzione di tappi, oggettistica e tessuti. Si fanno anche abiti col sughero.
L’estrazione della tipica pietra locale, il granito rosa e il granito grigio, pietre esportate in tutto il mondo.
E infine i vini della Gallura. Nei numerosi vigneti del territorio comunale si prosegue la tradizione secolare della produzione enologica. Tra i vini tipici: vermentino, moscato, cannonau e spumante.



