Un birrificio a Prato e uno a Caserta segnalati come eccellenze italiane, esempi di un mondo in espansione di oltre mille birrifici che operano nella penisola e che ci pongono al sesto posto in Europa come numero di aziende e al nono come produttività
Cresce il movimento degli appassionati della birra in Italia. Nell’anno 2022 erano stati valutati in 1.326 i birrifici, con una crescita del 104% nell’arco degli ultimi sette anni, per un totale di 9.612 addetti diretti (+22%) e una produzione a quota 17,6 milioni di ettolitri nel 2021.
Negli anni ’90 è nato il movimento dei birrai italiani per tentare stili nuovi per questa bevanda
La birra è stata nel recente passato un prodotto assolutamente innovativo e poco conosciuto nel nostro paese. L’impiego di ingredienti di prima qualità e legati al territorio unito al forte legame con le tradizioni, ha permesso di reinterpretare gli stili birrai secondo il genio, la creatività e l’estro tipico del made in Italy.
C’era la necessità e la voglia di confrontarsi, di affrontare i problemi comuni, ma anche di cercare visibilità e fare “gruppo” in una nuova avventura: questi i motivi che hanno convinto un ristrettissimo gruppo di pionieri artigiani ad incontrarsi nel 1996 ed a costituire nel 1999 la prima associazione culturale di microbirrifici in Italia: Unionbirra, nome modificato quasi subito in Unionbirrai.
Secondo l’Unionbirrai sono ormai oltre 1.300, e sempre in crescita, i birrifici artigianali in Italia
Il dato emergeva da un rapporto 2022 “Birra artigianale, filiera e mercati” di Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, presentato a Firenze, nell’ambito di un Convegno voluto da Obiart, Laboratorio del dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze, è dedicato allo studio del settore brassicolo artigianale italiano. In quella occasione si era rilevato come l’Italia si fosse collocata al sesto posto a livello europeo (dopo Francia, Regno Unito, Germania, Svizzera e Olanda) per numero di birrifici, e al nono per volume di produzione.
Tante etichette, ognuna è una birra diversa. Siamo nel regno dell’artigianalità
Un’indagine diretta condotta presso i birrifici artigianali evidenzia che su 130 realtà esaminate la produzione totale nel 2022 alimenta 1.162 diverse etichette permanentemente inserite in listino, e altre 716 in maniera non continuativa: a livello di media ciò significa che ogni birrificio ha un portfolio con 7-10 linee di prodotto diverse. Allo stesso tempo l’indagine evidenzia come i birrifici artigianali abbiano articolato una variegata serie di attività di accoglienza del cliente: nel 46% dei casi è presente una tap room, nel 24,6% un brew pub e nel 32% con somministrazione di alimenti. Sotto il profilo dei consumi, il report segnala, sulla base di un’indagine su 1700 contatti, che il 41% è consumatore abituale di birra, il 12% solo di quella industriale e il 29% di birra industriale e artigianale.
La realtà dei piccoli birrifici essendo spesso di carattere artigianale è molto mutevole. Tanti ne aprono ma c’è anche chi chiude e magari non lo ha dichiarato o non è stato rilevato. Una percentuale del 15% di birrifici sospesi, non più attivi, non sappiamo se momentaneamente o in maniera perpetua, è da tenere in conto. Di fatto, ed è quello che ci interessa di più, uno spazio per l’apertura di nuovi birrifici in Italia ancora c’è. Al momento tra le eccellenze italiane ne risultano alcune che vogliamo citare a titolo d’esempio.

Birra La Rosa dei Venti di San Quirico di Vernio (Prato) dal sito ufficiale
Due birrifici artigianali presi ad esempio che dimostrano la passione per questo prodotto e la volontà di crescere
Il Birrificio artigianale Rosa dei venti della provincia di Prato, che ha iniziato nel 2005 a commercializzare questo prodotto e un altro si chiama Erbanina Birrificio Artigianale di Gioia Sannitica (Caserta)
Il primo è nato a San Quirico di Vernio (Prato), per merito di Maurizio Gandolfi, uno dei primi in Italia a porsi come birraio.
Fin dall’inizio la sua azienda ha scelto di prediligere i canali distributivi della qualità, ponendo l’attenzione sulla selezione delle materie prime, sul rispetto dei tempi e della stagionalità.
In base a questo il suo birrificio fa un uso innovativo di ingredienti nobili come il miele, la farina di castagne, l’abete ed il farro biologico. Le sue birre rifermentano in bottiglia, evolvono nel tempo affinandosi in struttura ed equilibrio.
Ogni cotta è una storia a sé, ogni bottiglia una scoperta. Il laboratorio artigianale ha in produzione ben sette tipologie di birra in bottiglie da 33 e 75 cl.
Una leggenda alla base del nome Erbanina della birra del Sannio

Birre della linea Erbabina di Gioia Sannitica dal sito ufficiale
Il Birrificio Artigianale Erbanina invece sorge a Gioia Sannitica, in provincia di Caserta.
Il nome si richiama alla storia e alla cultura locale, alla leggenda della strega Erbanina, che si tramanda come in questi luoghi attraverso generazioni. Erbanina era una ragazza che nel 1500 viveva da quelle parti, sposata con un cavaliere ma nessuno sapeva che era una strega (janara) che confezionava filtri e pozioni magiche, nelle notti di luna piena. Il racconto qui diventa boccaccesco. Il marito la sorprende a volare dalla finestra e invece di preoccuparsi di chi aveva sposato, roso dalla gelosia, pensando a chissà quale tradimento fosse in atto, sostituisce la pozione magica con della normale sugna. Vittima del raggiro la povera e ignara Erbanina, invece di spiccare il volo, la volta successiva cade rovinosamente a terra e muore sul colpo. Un raro caso di moglie-strega che si fa raggirare dal marito.
Un’azienda che nasce nel Parco del Matese, in una zona incontaminata
La birra ha poco a che fare con unguenti e pozioni ovviamente, a parte il nome della strega, ma il mastro birraio vorrebbe ritrovare la magia del passato nelle bottiglie che realizza. L’azienda nasce per volontà di un gruppo di amici, nella frazione di Curti della cittadina sannitica. Il birrificio si trova nel versante campano del Parco del Matese, un territorio a vocazione agricola dominato dai monti, caratterizzato da natura incontaminata e borghi rurali, una zona ricca di storia, arte, cultura e di prodotti enogastronomici di alta qualità.
Le loro birre sono tutte artigianali, ad alta fermentazione, non filtrate, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia. Si fanno con acqua pura delle montagne, malti, luppoli e lievito di alta qualità, opportunamente selezionati e sapientemente miscelati tra loro, secondo le ricette del mastro birraio, per regalare ogni volta un viaggio sensoriale.



