Sab, 18 Aprile 2026

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Rossella Macchia: chi è la neo presidente del Consorzio Vini Roma Doc

Rossella Macchia è stata eletta Presidente del Consorzio di Tutela Vini Roma DOC, subentrando a Tullio Galassini, che ha guidato l’organizzazione sin dalla sua fondazione. La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio, che rappresenta oltre 60 cantine, un simbolo duraturo del legame storico tra Roma e la produzione vinicola.

Al suo fianco, sono stati nominati vicepresidenti Gabriele Gaffino di Cantina Gaffino e Damiano Federici di Vinicola Federici. Il Consiglio di Amministrazione si compone di figure di spicco del settore: Adelaide Cosmi di Casa Divina Provvidenza, Sara Costantini di Borgo del Cedro, Paolo Iacoangeli di Tenuta Iacoangeli, Andrea Cortina di Vini Andreassi, Lorenzo Costantini di Villa Simone e Felice Mergè di Femar Vini.

Rossella Macchia si presenta

Ho 44 anni e sono la General manager di Poggio Le Volpi, azienda vitivinicola del Lazio che ha insieme alla produzione di vino anche un’attività di ristorazione, Epos Bistrot – Barrique.

La mia storia la reputo affascinante e forse particolare nella sua semplicità. Non nasco nel mondo del vino, perché i miei studi si sono sviluppati nell’ambito della medicina. Mi sono laureata in podologia, una branca della Medicina, ma entro nel mondo affascinante del vino perché conosco l’uomo al quale sono legata da ormai 15 anni: Felice Mergè.

Enologo, si definisce vignaiuolo, lungimirante, che ha per passione e vocazione il vino. La produzione, l’amore per la terra, per la vite e tutto quello che c’è intorno.

A dire la verità non ero così estranea alla cultura del vino perché vengo da una famiglia in cui la nonna ha insegnato a me e a mia sorella bambine, ad avvicinarci al vino, anche solo per bagnarci le labbra. Quel gusto per me è familiare.

Come conosco Felice Mergè e dalla medicina vengo catapultata nel mondo del vino

E’ proprio la medicina che ci ha uniti, perché avendo un problema ad un piede, Felice mi contatta per vedere se si può risolvere. Era qualche giorno prima di un Vinitaly di 16 anni fa. Ci incontriamo, il problema viene superato e dall’incontro nasce una bellissima amicizia, una confidenza e un’affinità che porta a frequentarci. Dopo un anno Felice mi confida che immagina me come volto dell’azienda e che sta pensando seriamente di propormi di lavorare con lui. Part-time.

Era un periodo in cui stavo facendo un primo bilancio della mia vita, riguardo alle scelte da compiere e alla soddisfazione che il mio lavoro mi stava dando. Non ero molto soddisfatta, mi mancava molto l’adrenalina di un’avventura professionale più coinvolgente.

Mancava anche qualche ostacolo da superare, mi piace vedere davanti a me obiettivi da centrare, progetti da costruire, sogni da raggiungere e anche battaglie da vincere. La proposta di Felice arrivava proprio al momento giusto. Decido così di lasciare il mio lavoro convinta che ce l’avrei fatta.

Intanto Felice che si era separato e stava cambiando casa, mi manda un messaggio con una novità. La proposta di lavoro da part-time era diventata full-time e comprendeva anche vitto e alloggio… Era la sua proposta di vita insieme, personale e professionale. Oggi sono quello che sono grazie a lui che è una persona che vede a lungo raggio e ti lascia spazio. Certo io sgomito un pochino per prendermelo, ma tutto quello che ho fatto è stato possibile perché qualcuno mi ha permesso di farlo e quel qualcuno è Felice.

Allora entro in azienda e comincio a interessarmi a tutto quello che mi gira intorno, la cantina, l’enologo, i clienti… Faccio il corso da sommelier naturalmente ma la grande fortuna è stata proprio quella di vivere appieno Felice e attraverso lui conoscere e apprezzare il mondo del vino, l’enologia in tutti i suoi aspetti. Poter degustare tanti vini così diversi ti permette di accrescere velocemente la tua esperienza.

Rossella Macchia: “Adoro i Riesling della Mosella”

Una grande soddisfazione è quella di trovarti a tavola con un calice tra le dita e riuscire a condividere le tue conoscenze sul vino con altre persone che ne sanno quanto e più di te.

Certo non potrò mai essere come Felice, che ha un palato e un naso sviluppatissimi e non solo per il vino, anche in cucina è molto meticoloso, attento, preciso. Nel gusto siamo diversi. A lui piacciono i vini rossi scorbutici, io amo i Riesling della Mosella, li adoro, l’ idrocarburo, così presente in quei vini, mi fa impazzire.

Mi interessa molto conoscere e sentire la differenza tra un vino e l’altro. Quest’anno sto riscoprendo i Sauvignon, mi piacciono molto freschi, però per esempio se parliamo di Sauvignon neozelandesi preferisco le annate precedenti rispetto all’annata corrente, perché hanno un frutto meno evidente che secondo me li rende molto più equilibrati e mi piace.

Preferisco i vini rossi di struttura e di corpo, tondi ma non troppo raffinati, semplici, che rispecchiano poi la tendenza del mercato oggi, quello che vogliono i consumatori.

Ma quello che mi conforta di più è poter condividere tutta la nostra passione. Il Consorzio Roma Doc è un consorzio giovane. Quando entrammo, Felice da consigliere, io da vicepresidente, la spinta è stata quella della volontà di comunicare e condividere l’eccellenza di questo territorio. Stiamo parlando di un disciplinare e di un territorio molto ampio.

La carica di presidente durerà tre anni: gli obiettivi

Sicuramente riuscire a comunicare il più possibile la cultura del vino e perché non può essere considerato alla stregua di una bevanda come un’altra. E vorrei trasferire al maggior numero di persone, almeno a tutti quelli che amano il vino, l’importanza della terra e di un territorio come il nostro: un bene che non ha prezzo ma che rappresenta un valore inestimabile e farlo attraverso l’esempio del vino che produciamo è il modo migliore, ne sono sicura.

Da sempre a Roma e nel Lazio siamo produttori di vino ma non riusciamo a comunicarlo, mentre i cugini francesi lo fanno così bene. Cultura è anche riuscire ad aggregare le tante aziende che fanno parte del Consorzio e fare in modo che sentano forte l’ appartenenza e l’ identità comune.

E poi dobbiamo essere forti soprattutto in casa e quindi vogliamo essere più vicini al mondo dell’hotellerie e della ristorazione, romana e laziale.

Penso al Consorzio Vini Roma Doc non come un organismo commerciale ma come una organizzazione radicata in questa terra come le radici della vite e composto da tante persone che rappresentano il saper fare italiano.

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