Mar, 21 Aprile 2026

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Quasi 100mila le imprese artigiane femminili a Roma: giovani imprenditrici e donne straniere

A Roma, le imprese artigiane femminili rappresentano un settore dinamico e in espansione, riflettendo una realtà che merita attenzione e sostegno. I dati parlano chiaro: nella Capitale, le aziende guidate da donne sono ben 97.136, rappresentando il 21,8% del totale delle imprese. Un fenomeno, che se confrontato con Milano, dove le imprese femminili sono 66.448, dimostra la vitalità imprenditoriale delle donne romane.

Nonostante una leggera flessione nel numero complessivo di imprese femminili rispetto al 2022 (-0,5%), il vero motore di crescita è rappresentato dalle giovani imprenditrici e dalle donne straniere. Le imprese femminili giovanili a Roma sono 10.285, costituendo il 10,6% del totale, mentre quelle gestite da imprenditrici straniere sono 14.966, pari al 15,4% delle imprese femminili. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo, poiché queste aziende sono le uniche a registrare una crescita: ben 318 nuove unità rispetto all’anno precedente.

Settori in crescita: i servizi alla persona

Le imprese artigiane femminili a Roma si concentrano principalmente in settori tradizionali ma essenziali, come i servizi alla persona, che rappresentano il 40% del totale, seguiti da pulizia e giardinaggio (18,5%), turismo e riparazioni (5%). Tuttavia, alcuni settori, come la manifattura e le attività artistiche, stanno crescendo a un ritmo più lento, suggerendo la necessità di politiche mirate per sostenere anche questi ambiti.

È interessante notare come le imprese gestite da donne straniere riflettano tendenze simili a quelle delle imprenditrici italiane, dimostrando che l’artigianato femminile a Roma è caratterizzato da micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare. Questo dato evidenzia l’importanza del tessuto imprenditoriale come fattore di integrazione, un punto sottolineato dal presidente di Confartigianato, Andrea Rotondo.

Necessità di politiche inclusive

Nonostante il trend positivo, Rotondo sottolinea la persistenza di disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Le politiche attuali non sono ancora sufficienti a colmare il divario esistente, e c’è un bisogno urgente di interventi che favoriscano la conciliazione tra vita privata e professionale, elemento chiave per incentivare una maggiore partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale.

Analizzando i dati relativi all’occupazione indipendente femminile in Italia, emerge un quadro complesso. Dal 2019 al 2023, infatti, il Paese ha perso 59 mila lavoratrici indipendenti, passando da 1 milione 669 mila a 1 milione 610 mila. Nel Lazio, però, la situazione appare più incoraggiante: dopo un calo di 10 mila unità tra il 2019 e il 2022, nel 2023 si è assistito a una ripresa, riportando il numero di lavoratrici indipendenti ai livelli pre-pandemia, con un totale di 167 mila unità.

L’integrazione attraverso l’imprenditoria

Le imprese straniere, in particolare, rappresentano un pilastro del sistema economico romano. La crescita di queste aziende dimostra come il sistema delle micro e piccole imprese sia un fattore determinante di integrazione sociale ed economica. Rimangono comunque ancora numerosi ostacoli da superare, come l’accesso ai finanziamenti e il superamento delle barriere burocratiche e culturali. A tal proposito, Confartigianato ribadisce l’importanza di un sostegno attivo da parte delle istituzioni, come la Regione e la Camera di Commercio, per identificare le priorità e implementare azioni concrete a favore di queste realtà imprenditoriali.

Rotondo conclude evidenziando il ruolo delle associazioni di categoria, che non solo offrono servizi essenziali come la formazione professionale e l’accesso al credito, ma devono anche promuovere una maggiore consapevolezza nelle comunità locali sull’importanza di sostenere l’imprenditoria femminile e straniera. Questo impegno è fondamentale per far emergere il potenziale sommerso e costruire un futuro imprenditoriale più inclusivo e sostenibile.

L’imprenditoria artigiana femminile a Roma rappresenta una forza in grado di trainare l’economia locale e promuovere l’integrazione sociale, a patto che le istituzioni e la società civile rispondano con politiche adeguate e mirate a sostenerne la crescita.

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