Passeggiare sotto i soffitti a volta delle cantine di Alfredo alla Scrofa non è solo un momento da dedicare al vino, ma una vera e propria immersione nella cultura enologica italiana, con qualche deviazione – ben ponderata – fuori confine. Chi conosce Alfredo per la sua Fettuccina non sempre immagina quanto, sotto le fondamenta di questo storico ristorante romano, si nasconda un mondo parallelo fatto di bottiglie selezionate, annate rare, e racconti che solo il vino sa custodire.

Non solo etichette: il valore della selezione
C’è una cosa che distingue una cantina costruita con consapevolezza da una semplice collezione di bottiglie: l’intenzione. Qui, ogni etichetta racconta un pezzo di territorio, una scelta precisa, spesso frutto di un rapporto diretto con i produttori. La Selezione Alfredo non è una lista di nomi famosi messi in fila per impressionare, ma il risultato di un lavoro paziente fatto di assaggi, visite, confronti.
C’è il Barolo austero di Serralunga, certo, ma anche il Cesanese pigro e avvolgente di Piglio; si salta dalle colline di Montalcino a un insolito Grignolino piemontese che, in carta, ha un suo perché. Ogni bottiglia è stata scelta per una ragione che va oltre l’etichetta: è quel tipo di selezione che si fa con il naso, con la bocca e con il cuore.
Degustazioni guidate: tre percorsi, una sola passione
Ogni sabato alle 17, le cantine di Alfredo aprono le porte agli ospiti per un’esperienza che è a metà tra una lezione e un racconto attorno a un tavolo. I percorsi di degustazione sono tre, e ciascuno ha il suo carattere, proprio come i vini che propone.
I Grandi Rossi Italiani è un viaggio attraverso le potenze enologiche del Bel Paese: Brunello, Amarone, Barbaresco, ma anche perle meno conosciute come l’Aglianico del Vulture o il Sagrantino di Montefalco. L’idea non è celebrare la forza, ma raccontare la complessità, l’evoluzione nel bicchiere, la relazione con l’ossigeno.
Viaggio nell’Italia del vino è forse il più completo: bianco, rosso, rosato, bollicine, dall’Alto Adige alla Sicilia. Si esplorano terroir diversi, approcci produttivi, filosofie. Si parla, si ascolta, si beve, si impara.
I Vini del Lazio è una scelta precisa, quasi una dichiarazione d’amore per un territorio spesso sottovalutato. Velletri, Frascati, le vigne della Tuscia: il percorso guida gli ospiti alla riscoperta del Lazio vinicolo, che ha molto più da dire di quanto si creda.

La selezione Alfredo e il valore dell’identità
Un progetto che merita una parentesi a sé è quello dei vini etichettati Alfredo alla Scrofa. Non si tratta di un’operazione commerciale, ma di un lavoro artigianale fatto in collaborazione con piccoli e medi produttori italiani. Sono bottiglie pensate per raccontare una precisa visione della cucina e dell’ospitalità: eleganza, riconoscibilità, ma anche autenticità.
Tra i bianchi spiccano un Verdicchio dei Castelli di Jesi vinificato in anfora e un Fiano dal profilo minerale; tra i rossi, un Nebbiolo delle Langhe sorprendentemente accessibile e un Etna Rosso che profuma di cenere e fragoline. Non è una linea da collezione, ma da bere, da vivere.
Uno sguardo oltre confine e oltre le mode
La carta non si ferma ai confini italiani. C’è spazio anche per qualche grande classico francese – Chablis, Bourgogne, Bordeaux – ma anche per scelte meno battute come un sorprendente Assyrtiko greco o un Pinotage sudafricano selezionato per la sua straordinaria capacità di abbinamento con i piatti più intensi della cucina romana.
E poi c’è un’intera sezione dedicata ai vini Triple A: naturali, artigianali, autentici. Non perché “di moda”, ma perché dietro ci sono storie vere, di viticoltori che lavorano la terra in modo coerente e rispettoso. Ogni bottiglia di questa sezione è accompagnata da un racconto – breve ma denso – che spiega la filosofia del produttore.
Le isole minori: vini che parlano piano
Tra le novità più affascinanti c’è la sezione dedicata ai vini delle isole minori italiane. Pantelleria, Salina, Ischia, Capraia: territori spesso marginali nella mappa del vino, ma capaci di regalare emozioni uniche. Passiti salmastri, bianchi minerali, rossi che sanno di vento e di sale. È una collezione piccola ma viva, che cambia nel tempo e che merita di essere esplorata senza pregiudizi.
Cocktail d’autore e pairing fuori dagli schemi
Non solo vino. Per chi preferisce la mixology, la carta dei cocktail offre soluzioni pensate in dialogo con la cucina. Dai grandi classici a creazioni originali ispirate agli ingredienti stagionali, fino ai pairing più audaci come un Negroni speziato con un piatto di trippa alla romana. È una scelta coraggiosa, ma che funziona: il vino resta protagonista, ma non è più l’unico attore sulla scena.
Chi arriva da Alfredo alla Scrofa cercando solo le sue celebri fettuccine, finisce spesso per scoprire, quasi per caso, un mondo sommerso fatto di bottiglie, storie, passione. Non è un caso: è il risultato di anni di ricerca, di relazioni costruite con rispetto, e di un’idea precisa di ospitalità che mette sempre al centro la qualità.



