Sab, 19 Settembre 2026

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Confagricoltura festeggia i primi 60 anni di Agriturist, nata per valorizzare il turismo rurale

Agriturist promuove un settore in grande evoluzione e con un giro d’affari che sfiora i due miliardi, con più di 4 milioni di presenze l’anno.

Gli agriturismi italiani offrono qualità, autenticità e sostenibilità, tre valori che fanno dell’Italia un’eccellenza unica al mondo. Sono un tassello fondamentale per il turismo sostenibile e un volano per lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali. Con oltre 26.000 aziende attive in Italia, l’agriturismo rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra produzione agricola e turismo esperienziale. Il comparto agrituristico vale oggi circa 2 miliardi di euro mentre il turismo rurale ha raggiunto l’anno scorso un valore di produzione di 1.934 milioni  di euro, il 3,3% in piu’ rispetto all’anno 2023.

Agriturist è stata la prima associazione in assoluto a inventare la “vacanza verde” in Italia, nel 1965 – coniando anche il nome “Agriturismo” – segnando l’inizio di una rivoluzione culturale e imprenditoriale che ha trasformato il rapporto tra agricoltura, territorio e ospitalità in azienda, favorendo così una maggiore conoscenza del settore primario, dei prodotti della terra, dei borghi e delle aree interne del Paese.

A Palazzo della Valle a Roma non solo si  è ripercorsa la storia di 60 anni di turismo rurale ma è stata anche analizzata la situazione attuale, con punti di forza e di debolezza del settore.

Garibaldi, Giansanti, Congionti, Augugliaro

“Le nostre strutture valorizzano il territorio offrendo fattorie didattiche, fattorie sociali e vendita diretta di prodotti tipici.  – ha affermato il presidente di Agriturist, Augusto Congionti – Questo connubio unico rende l’agriturismo italiano un modello ineguagliabile a livello internazionale. Inoltre, molti agriturismi adottano pratiche sostenibili, come l’utilizzo di energie rinnovabili, il fotovoltaico e le biomasse, e promuovono il recupero dei materiali nella ristorazione. Per crescere, tuttavia, è necessario un maggiore sostegno da parte delle istituzioni, soprattutto in termini di semplificazione normativa e riduzione degli ostacoli burocratici”.

L’agriturismo vale quasi 2 miliardi di euro, confermandosi un settore centrale per l’economia rurale italiana. Il turismo rurale, con 1.934 milioni di euro correnti di valore della produzione (+3,3%% rispetto al 2023, + 63% sul 2015), comprese le attività ricreative e sociali, fattorie didattiche e altre attività minori, rappresenta il 37,7% del valore delle attività secondarie con un incremento ulteriore rispetto all’anno precedente, confermandosi al secondo posto tra le attività secondarie in agricoltura, dopo le energie rinnovabili.

I dati più recenti raccontano anche del record assoluto per quanto riguarda la domanda, con più di 4,7 milioni di ospiti e 17 milioni di pernottamenti in agriturismo nel 2024, valori superiori al 25% rispetto a quelli pre-pandemici.

La diversificazione dei servizi offerti dagli esercizi agrituristici che caratterizza il turismo rurale italiano lo rende attrattivo per un numero sempre crescente di turisti che negli anni ha ricercato nei nostri territori le particolarità gastronomiche (dall’enoturismo all’oleoturismo e ai prodotti tipici) ed esperienziali (dal pernottamento e ristorazione alla raccolta di prodotti agricoli, all’escursionismo tematico, alle fattorie didattiche). L’offerta si è articolata quindi ampliando le tipologie di servizio e adeguandosi alle nuove tendenze del turismo nazionale e internazionale.

Oggi Agriturist si trova di fronte a una nuova frontiera: in molte situazioni non basta più offrire un letto e una colazione genuina. Servono connessioni web ad alta velocità, spazi di coworking rurali attrezzati, servizi che permettano di conciliare produttività lavorativa e qualità della vita. L’agriturismo del futuro è un hub dove il confine tra vacanza e quotidianità si sfuma, dove si può partecipare a una videoconferenza e, ad esempio, vendemmiare, dove le famiglie possono trasferirsi per mesi anziché per giorni.

“Il turismo esperienziale e rurale ora deve affrontare diverse sfide – ha sottolineato Congionti – come la necessità di infrastrutture adeguate, il rischio di sovraffollamento e la difficoltà di mantenere un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Ci sono poi i temi della comunicazione efficace, dell’uso delle tecnologie digitali per raggiungere il pubblico giusto e della formazione degli addetti per un dialogo proficuo con le altre realtà dei territori, per promuovere pacchetti esperienziali personalizzati”.

“Oggi l’agricoltura non è solo produzione di beni primari, ma anche di beni energetici e accoglienza. In questo percorso si inserisce la valorizzazione delle aree interne, che è una delle missioni più alte che Agriturist ha portato avanti nel tempo” ha concluso il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Antonella Fiorito

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