Sab, 19 Settembre 2026

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Accordo ICCIUK-Agriplan: il vino italiano punta sul Regno Unito con una corsia guidata ai fondi OCM

Il vino italiano torna a guardare con decisione al Regno Unito e lo fa con un’operazione che, per molte aziende, può diventare una leva pratica: un accordo di collaborazione siglato per conto della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito (ICCIUK) da Walter Gumina con Agriplan Srl, pensato per accompagnare le cantine nell’accesso ai progetti OCM Vino dedicati alla promozione nei Paesi terzi, con focus proprio sul mercato britannico.

Walter Gumina

Intesa nel Regno Unito per il vino italiano: cosa cambia davvero per le cantine

Non è un annuncio “di facciata”: l’accordo mette in fila competenze diverse con un obiettivo operativo, semplificare la progettazione e la gestione delle attività finanziabili OCM (fiere, eventi, comunicazione, relazioni pubbliche, degustazioni, azioni marketing rivolte a operatori e consumatori). Il nodo, per molte imprese, è sempre lo stesso: arrivare preparati, con dossier solidi, tempistiche rispettate e rendicontazioni che reggano ogni verifica. Qui l’intesa promette un percorso assistito, dal disegno del progetto alla sua presentazione, fino al lavoro più tecnico che spesso scoraggia le realtà meno strutturate.

Export vino e fondi OCM: perché Londra resta un mercato che “vale”

Il Regno Unito continua a essere un approdo ambito: domanda dinamica, forte sensibilità del consumatore, grande peso di importatori e canali premium, oltre all’effetto-vetrina di Londra su stampa specializzata e buyer internazionali. Nella comunicazione dell’iniziativa si insiste proprio su questo: la possibilità di intercettare un pubblico che cerca vini mediterranei e che, se conquistato, tende a premiare qualità percepita, reputazione, storia aziendale e coerenza del brand.

Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito: ruolo istituzionale e rete di contatti

ICCIUK opera come Camera riconosciuta dal Governo italiano secondo la normativa di riferimento e lavora come ponte stabile con il tessuto economico britannico: un elemento che, per le aziende, significa accesso a relazioni commerciali, occasioni B2B, eventi, contatti con operatori e stakeholder. Nella struttura della Camera, Walter Gumina ricopre l’incarico di Secretary General, figura che coordina progetti e iniziative a supporto dell’internazionalizzazione.

Agriplan e supporto alle imprese vitivinicole: il “dietro le quinte” che fa la differenza

Agriplan entra in campo con un profilo tecnico che parla la lingua dei bandi: impostazione delle attività, costruzione del piano economico, coerenza dei messaggi, calendari, materiali, indicatori, documentazione. La logica è ridurre attriti e incertezze, soprattutto per cantine che producono eccellenza ma non hanno un ufficio interno dedicato a finanza agevolata e progetti internazionali. L’intesa, in pratica, prova a unire “chi apre porte e connessioni” con “chi rende il progetto realizzabile e finanziabile”.

Promozione del vino nei Paesi terzi: vantaggi e ricadute per territori e consorzi

Se l’operazione funzionerà, l’effetto può andare oltre la singola azienda. I progetti OCM, quando costruiti bene, aiutano a consolidare la presenza di un territorio, valorizzano denominazioni, vitigni, identità produttive e portano continuità agli investimenti in comunicazione, non solo picchi legati a una fiera o a una stagione. Per consorzi e reti di impresa, la disponibilità di un accompagnamento “chiavi in mano” può facilitare iniziative coordinate, con messaggi più uniformi e una programmazione pluriennale.

Reazioni attese: cosa chiedono le cantine e cosa si aspetta il mercato britannico

Dal lato delle aziende, le richieste tipiche sono concrete: tempi certi, costi chiari, assistenza reale nella parte amministrativa, accesso a buyer credibili, eventi non improvvisati e una narrazione del prodotto capace di parlare al pubblico UK senza stereotipi. Dal lato britannico, cresce l’attenzione verso tracciabilità, denominazioni, sostenibilità e trasparenza: elementi che, se gestiti con cura, rafforzano la fiducia e rendono più solido il posizionamento del vino italiano negli scaffali, nelle carte dei vini e negli e-commerce specializzati.

Perché l’accordo è “importante per tutte le aziende del vino”

Il valore principale sta nel metodo: creare un canale strutturato che unisce istituzione economica italiana a Londra e una società specializzata, con l’obiettivo di rendere più accessibile uno strumento che spesso resta appannaggio di chi ha uffici dedicati. In un momento in cui i mercati chiedono presenza costante, storytelling credibile e investimenti misurabili, poter contare su un percorso guidato può incidere sul fatturato export, sulla stabilità dei rapporti commerciali e sulla capacità di difendere margini. Non è la bacchetta magica, ma è un tassello che può spostare l’asticella per molte cantine, piccole e grandi, interessate a trasformare il Regno Unito in un mercato di riferimento.

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