Sab, 19 Settembre 2026

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È meglio investire nella nuova casa o ristrutturare la vecchia? A Badia Polesine possono darti un consiglio pratico

Possono essere valide tutte e due le opzioni, in vista della direttiva europea, votata il 12 marzo scorso, che obbliga gli Stati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Questo perché il traguardo zero emissioni è fissato entro il 2050. Bisogna quindi rendere le nostre case più sostenibili energeticamente e ridurre in ogni caso l’impatto ambientale.

L’obiettivo fissato della direttiva è la riduzione dei consumi di energia di una quota pari al 16% entro il 2030. Invece il traguardo più ambizioso è quello dell’anno 2050. Quando il nostro patrimonio edilizio dovrà arrivare a zero emissioni, raggiungendo la neutralità climatica. Il requisito di arrivare almeno al 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria è connesso con la riqualificazione degli edifici stessi, ovvero bisognerà ristrutturare le vecchie case. Chi si dovrà addossare le spese?  Non è chiaro ma la popolazione italiana dubito che abbia questa possibilità.

Le norme per rientrare nelle classi energetiche più basse sono severe

Entro il 2030, sarà necessario ristrutturare il 15% degli immobili non residenziali e, entro il 2033, il 26% degli edifici rientranti nelle classi energetiche più basse.

Secondo le statistiche fornite dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) e le stime dell’associazione italiana dei costruttori edili (Ance), l’Italia conta approssimativamente 12 milioni di edifici destinati all’uso residenziale e l’attenzione prioritaria sarà rivolta verso i circa 9 milioni di edifici caratterizzati da prestazioni energetiche inferiori.

Inoltre, secondo le stime di Enea, il 70% degli stabili italiani appartengono a classi energetiche inferiori alla D, il 30,3% in classe G, il 24% in F e il 15,6% in classe E, per cui i lavori di riqualificazione interesseranno la maggior parte degli stabili italiani. 

Come al solito ancora gli Italiani non considerano del tutto la tegola che sta per cascare loro sulla testa

Se il problema di adattare i vecchi edifici a questi standard è particolarmente gravoso per paesi come il nostro, con un patrimonio abitativo datato, sulle case da costruire invece si può intervenire in maniera decisa. A partire dal 1° gennaio 2028, tutti gli edifici di nuova costruzione di proprietà di enti pubblici devono essere realizzati secondo i criteri di sostenibilità fissati dall’Europa. A partire dal 1° gennaio 2030, anche tutti gli altri nuovi edifici, residenziali e non residenziali, privati, dovranno corrispondere alla direttiva.

Prima del raggiungimento degli obiettivi sopra menzionati, gli Stati membri sono tenuti comunque a garantire che tutti i nuovi edifici rispettino almeno gli standard di energia quasi zero e soddisfino i requisiti minimi di prestazione energetica.

Le emissioni di gas serra prodotto nel ciclo di vita di uno stabile dovranno essere monitorate per tutti gli edifici di nuova costruzione secondo i parametri GWP (Global Warming Potential), inclusi gli attestati di prestazione energetica.

Ovviamente ci sono edifici esenti e per fortuna ancora non si parla di sanzioni e di restrizioni nella vendita o affitto degli immobili

Non è un problemino da poco ma lo è ancora più grave riguardo agli edifici vecchi, soggetti a ristrutturazioni significative per adeguarsi alla normativa europea. Sono esenti dagli obblighi

gli edifici soggetti a vincoli specifici o vincoli di area, edifici religiosi, edifici temporanei, le seconde case utilizzate meno di quattro mesi all’anno, gli immobili militari o destinati a scopi di difesa nazionale e quelli con superficie utile inferiore a 50 m2.

Attualmente, la direttiva non contempla sanzionispecifiche per coloro che non aggiornano i propri immobili ai nuovi standard entro i tempi stabiliti e non sono previste restrizioni sulla vendita o sull’affittodi quest’ultimi. Ma non è detto che sarà così anche per il futuro.

Società nuove ed altre ristrutturate, sono pronte a sopperire alla domanda di adeguamento degli immobili ai nuovi standard

Nasce da qui l’esigenza di cominciare a pensare a case ecosostenibili. A un tipo di costruzione che utilizzi risorse naturali rinnovabili per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. Una casa dotata di impianti alimentati con fonti di energia rinnovabili come l’energia solare o l’eolica e progettata per offrire il massimo comfort e favorire il risparmio energetico.

Per questo sono nate molte nuove imprese o altre si sono ristrutturate ampliando le proprie esperienze nel settore dell’edilizia alla ricerca di materiali innovativi ed ecocompatibili. Per esempio Pronto Casa Energy di Badia Polesine (Rovigo) ha visto crescere il numero degli operai specializzati del +700% e il numero delle commesse del + 300% nel 2018.

L’obiettivo concreto è quello di migliorare il comfort abitativo degli edifici senza incidere negativamente sull’ambiente

Costruendo ex novo la casa si riesce a risparmiare sulla compatibilità ecologica

Negli ultimi anni, le realizzazioni di case in Classe A si sono moltiplicate in tutta Italia.
Sono edifici che come costruzione hanno un costo quasi equivalente a quello di un’edilizia tradizionale ma permettono un grosso risparmio di energia, tanto da risultare molto convenienti per le tasche dei proprietari e risultando confacenti alla richiesta di eco-compatibilità e a una dimensione più green dell’abitare.

Oggi, possiamo realizzare un’abitazione in Classe A4, a bassissimo consumo energetico (NZEB – Near Zero Energy Building), utilizzando materiali innovativi insieme alla classica struttura a telaio in cemento armato. Così facendo otteniamo il massimo confort e la massima sicurezza, senza ingombranti cappotti esterni.

I materiali innovativi però si possono adattare anche alle ristrutturazioni

Pronto Casa Energy, in particolare, adopera materiali come Ytong, Isotex e infissi con doppie e triple vetrocamere, un corredo edilizio tra i migliori per garantire un’alta efficienza e consumi bassi. La loro attività si svolge soprattutto tra Veneto ed Emilia e Romagna ma in ogni regione d’Italia se ne trovano di altrettanto valide.

Gli interventi dell’impresa riguardano sia le case di nuova costruzione sia le ristrutturazioni. Tutto si basa sull’impiego di questi materiali più adeguati.

Ytong, isolamento termico eccezionale

Ytong è un materiale da costruzione leggero e altamente isolante che rappresenta una scelta ecocompatibile per la costruzione di edifici a basso consumo. La sua struttura porosa offre un isolamento termico ottimale, contribuendo a mantenere la temperatura interna costante e riducendo la necessità di riscaldamento o raffreddamento. Ciò si traduce in significativi risparmi energetici e costi più bassi per i proprietari di case in Classe A4.

Isotex,sistemi di costruzione ad alte prestazioni

Isotex è un altro materiale innovativo che utilizziamo per la realizzazione di abitazioni in Classe A. Si tratta di un sistema costruttivo a base di fibre di legno che combina eccellenti proprietà isolanti con una particolare resistenza strutturale. Gli elementi Isotex sono progettati per ridurre al minimo i ponti termici e massimizzare l’efficienza energetica degli edifici. Grazie a questo materiale, le case offrono un comfort superiore e consumi ridotti.

Il Palazzo Navigli com’era prima della ristrutturazione e dell’adeguamento alle norme europee

Un palazzo del 1600 riqualificato in base alle nuove normative europee

Nelle foto viene mostrato il prima e il dopo della riqualificazione di Palazzo Navigli a Badia Polesine, realizzata dalla Società Pronto Casa Energy. Cercando di mantenere inalterate le caratteristiche della costruzione del 1600. Il palazzo è stato ristrutturato contro il pericolo sismico e con una riqualificazione energetica che lo adeguano alle nuove normative europee.

Foto prese dal sito Pronto Casa Energy

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