Una società nata dalla ricerca universitaria per l’utilizzo degli scarti della lavorazione delle castagne del Monte Amiata, ha prodotto una piccola fabbrica di cosmetici per il viso e il corpo, definiti “cosmoceutici”, perché bioattivi come i prodotti della farmacia.
Le preziose castagne del Monte Amiata
Nasce nel cuore dell’Amiata, ai confini con la Val d’Orcia, la linea Biocastanea. Cosmetici ecologici, sicuri e sostenibili, a base di estratto di riccio di castagna, con effetti benefici dimostrati sulle cellule della pelle umana, anti invecchiamento e purificanti. Grazie a loro viene contrastato lo stress ossidativo, promossa la produzione di collagene e bloccato il danno dei raggi ultravioletti al DNA. La loro pro-funzionalità ne fa non dei convenzionali cosmetici bensì dei cosmeceutici, cioè cosmetici bioattivi come lo sono i prodotti farmaceutici.

Il concetto di economia circolare, un processo al termine del quale non ci sono più scarti
È dalla ricerca sulla bioeconomia circolare che si giunge alla produzione di bio-cosmetici, fatti con gli scarti biologici. La ricerca universitaria ha consentito la nascita di una linea di cosmetici ecologici e bio certificati, a base di estratto di riccio di castagna. Certificati IGP (identità geografica protetta) del Monte Amiata. La ricerca è stata poi applicata con Biocastanea, frutto di una start up innovativa dal nome SienabioACTIVE. Una società che pone al centro della propria missione quello di realizzare certamente un profitto ma con equità, sostenibilità ambientale, inclusione e parità di genere. Un’azienda a maggioranza e guida femminile, con sede nel cuore del Monte Amiata e con certificazione biologica internazionale.
Quando i ricci venivano portati via dal bosco per poi estrarne le castagne finivano bruciati
Così si trasforma uno scarto in risorsa. Il progetto, finanziato su fondi europei dalla Regione Toscana, è finalizzato alla lotta al cambiamento climatico. L’impresa ha sfruttato attraverso la ricerca universitaria la ricchezza antiossidante di uno scarto per antonomasia: il riccio della castagna. Non è mai servito a nulla il riccio delle castagne. Una volta tolte le castagne veniva abbandonato nel bosco e andava a ricostituire il ciclo naturale del castagno, l’humus del terreno, per tornare nel ciclo produttivo della natura.
Ma quando venivano portati via dal bosco, per estrarne successivamente le castagne, il destino dei ricci era la combustione, con relativa produzione di CO₂, riconosciuta come la causa principale del cambiamento climatico. Si è voluto trasformare questo circolo vizioso in uno virtuoso, col riutilizzo dello scarto di produzione castanicola.

Nell’ambito del concetto di economia circolare si utilizzano materiali di scarto per trarne prodotti benefici per la nostra salute
La bioeconomia è il cuore biologico dell’economia circolare. Un processo promosso dal Green Deal Europeo e da Agenda 2030 che include tutte le attività economiche derivanti da prodotti e processi fondati sul bio. Iniziative che vogliono contribuire a soluzioni sostenibili per le sfide globali su cibo, salute, energia, ambiente. Attraverso la valorizzazione degli scarti biologici si trasformano i boschi, le terre coltivate, le coste e i processi produttivi ad essi collegati in biofabbriche naturali di sostanze bioattive, favorendo la realizzazione di prodotti innovativi secondari e terziari ad alto valore aggiunto. A questo punto gli scarti biologici diventano non più un peso o un problema da smaltire ma gli elementi base delle fabbriche naturali di sostanze bioattive.
Tutta la gamma dei prodotti è certificata bio e anche vegana e il packaging in carata riciclata
L’impresa Biocastanea ha ottimizzato un metodo green per estrarre sostanze antiossidanti dal riccio della castagna. L’ estratto e tutti i prodotti che ne derivano sono biocertificati. La linea capelli dell’impresa è anche 100% vegana. Anche il packaging è in carta riciclata e riciclabile, senza utilizzo di plastica. Così creme, saponi, shampoo, balsami sono tutti testati e posti in vendita a beneficio di chi li voglia utilizzare.



