Augusto Tocci, professore di selvicoltura, questa volta ci parla dell’alloro, una pianta utile per la cucina ma soprattutto per tisane e decotti che abbassano il colesterolo cattivo e la pressione.
Carissimo Augusto Tocci buongiorno. Ci troviamo sempre al Casalone di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo per parlare di…?
Buongiorno, oggi parliamo di alloro. Questa pianta che ho qui vicino a me è carica di tante foglie che non servono solo per avvolgere e aromatizzare i fegatelli di maiale o come tanti sanno per fare le corone che si mettono sulla testa i poeti o i neolaureati.
È anche bagnata e porta fortuna.
È una pianta miracolosa per la cucina sia per la nostra salute. Viene utilizzata per preparare tisane e decotti, toglie un po’ di colesterolo, abbassa la pressione e fa bene a tutto l’apparato digerente.
Quando parli di tisane e decotti dici due cose diverse, ci vuoi spiegare la differenza?
La tisana si fa coi fiori secchi che metti dentro una tazza e ci metti l’acqua bollente sopra. Esattamente come quando si fa il tè. Il decotto invece è quando metti delle foglie in un recipiente con acqua e la porti a ebollizione coperta per un decina di minuti.
Qual è meglio?
Con i fori e le foglie generalmente si fanno le tisane. Con le radici, con i semi, con i frutti si fanno i decotti.
Cos’altro volevi dire sull’alloro?
Volevo dire che qui all’agriturismo ci facciamo delle polpettine messe sopra alle foglie. Una ricetta che risale addirittura agli antichi Romani. Si chiama. Il “Libum di Catone”, si fa con tre libbre di formaggio macinato, due libbre di farina, un uovo, s’impasta e le polpettine poi si mettono sopra le foglie di alloro e si fanno cuocere in forno. Questa è una delle nostre ricette più importanti negli antipasti.
L’alloro è una pianta miracolosa. Per questo si chiama “Nobilis” e se una cosa è nobile vuol dire che va utilizzata il più possibile.
(dal sito “degustibusitinera.it” 14.5.2020)Il Liber de agri cultura è un’opera in prosa, composta intorno al 160 a.C. da Marco Porcio Catone, noto come Catone il Censore e ricordato per il suo severo moralismo. Amava l’agricoltura alla quale si dedicava nei periodi di pace, tra una campagna militare e l’altra. Con il suo Liber de agri cultura offre preziosi consigli agli imprenditori agricoli sulla corretta conduzione di un’azienda, con informazioni sulle coltivazioni, sull’allevamento, sulle pratiche enologiche ed olearie, sull’arte culinaria. Tra le ricette proposte, generalmente preparazioni semplici con prodotti della terra, vi è proprio questa gustosa focaccia al formaggio, il libum. La parola libum deriva dal verbo libare, cioè fare una libagione (libatio), una cerimonia rituale in cui veniva versato liquido prezioso (vino, olio, sangue, latte) in offerta alle divinità. In letteratura il termine “libagione” si trasforma, per antonomasia, in “gran bevuta di vino”, oltre al generico significato di “offerta”. Ne consegue che questa semplice focaccia venisse offerta durante i riti sacri della libatio.
Un’ultima cosa. Tu sei nell’orto dell’agriturismo ma l’alloro si trova facilmente in commercio mi pare, è così?
Si trova anche in commercio ma è meglio prenderlo nelle zone dov’è pulito, come nei boschi, quello che trovi in commercio è più adatto per fare le corone per i poeti come faceva Dante Alighieri o per quelli che si laureano e si fanno le foto con l’alloro sul capo.
Grazie Augusto alla prossima.



