La famiglia Saladini è rimasta una delle ultime a seguire la tradizione artigianale del borgo toscano. Un’attività che si tramanda dal V secolo e che prima vedeva coinvolta tutta la cittadina. Si eseguono coltelli da tavola e da cucina, forbici o coltelli particolari da collezione, lavorati a martello o a incudine, con un valore molto elevato.
Scarperia è un borgo medievale situato nel Mugello, alle porte di Firenze, conosciuto in tutto il mondo come “la città dei ferri taglienti”. La produzione di coltelli e utensili da taglio è un’attività che si tramanda fin dal V secolo, e ancora oggi i coltelli artigianali di Scarperia sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. I coltellinai della famiglia Saladini lavorano qui dalla metà dell’Ottocento, e ancora oggi la passione dei loro avi rivive attraverso i manufatti artigianali. Dove si unisce la tradizione del fatto a mano con un design moderno, caratteristica distintiva presente in tutti i loro prodotti.

Coltelli da formaggio
Leonardo Saladini, figlio d’arte ha appreso in bottega la manualità del lavoro
Nel 1984 Leonardo Saladini, classe 1969, inizia la sua avventura di coltellinaio nell’azienda dello zio Marcello Azzini. Con il tempo apprende i metodi ed i segreti del lavoro e nel 1995 si sente abbastanza maturo per aprire un proprio laboratorio d’arte, con il sogno di poter realizzare una linea di coltelli esclusiva e personalizzata. Il progetto prende vita e nel 1997 Saladini apre il suo laboratorio nella storica via Solferino, un tempo fervente dell’attività di tanti negozi di coltellerie. Leonardo ha poi fatto crescere nel tempo il marchio aziendale, rinnovandone la tradizione e attualmente si occupa del settore commerciale.
Giacomo Cecchi ha invece conseguito attestati dopo una laurea in architettura e design
Nel 2002 Giacomo Cecchi (nato nel 1974) si unisce a Leonardo. Durante gli studi di architettura per il design, ha appreso preziosi insegnamenti nell’arte degli strumenti taglienti, conseguendo gli attestati di “maestro coltellinaio” e di “lavorazione artistica dei metalli”. I maestri che hanno insegnato a Giacomo sono stati Marcello Azzini e Renzo Berti, due grandi coltellinai, entrambi dotati di un ingegno raffinato e alta precisione, che seppero trasmettere ai giovani. Oggi Giacomo progetta e realizza i nuovi modelli. Nel laboratorio prendono forma i coltelli ma i macchinari fondamentali restano sempre principalmente le mani. Tutta l’esperienza di secoli di tradizione e storia viene perpetuata qui.

Coltelli da carne
Si entra in un laboratorio moderno ma gli odori e i rumori sono quelli della bottega artigiana
Un tempo le botteghe erano situate al piano terra delle abitazioni del centro storico, dove sono nati e cresciuti anche Giacomo e Leonardo. Per chi entra la prima volta dentro al laboratorio si sente forte l’odore antico dei materiali di base, come i metalli, le corna bovine, i legni, le ossa. Volendo si può vedere tutto il processo di lavorazione, dal grezzo al finito. Come un ricordo d’infanzia si torna ad una dimensione umana, una riscoperta delle capacità di creare ed inventare cose nuove, è forse questo il fascino del mestiere.
Le lame sono lavorate e marchiate con la punzonatura come si faceva anticamente
Nella Coltelleria Saladini si producono lame forgiate. Il logo è marchiato in profondità sulle lame (punzonatura) che permane nel tempo, operazione che avviene solo quando la lama ancora non è stata indurita dalla tempra, quindi in fase di lavorazione. Molte lame che si trovano in commercio invece sono già temprate e si possono marchiare solo con tecniche superficiali, come per esempio incisioni a laser. Il marchio punzonato è per questo un segno di originalità che distingue i prodotti artigianali da quelli che si trovano sul mercato ed una garanzia in più verso la clientela. La scelta dell’acciaio è molto selettiva dal momento che si utilizzano principalmente acciai da tempra di alta qualità, inossidabili con alto tenore di carbonio oppure totalmente al carbonio.

Si fanno anche lame da collezionisti, con una attenzione particolare alla forgiatura
La lavorazione dell’acciaio si divide principalmente in due metodologie: lame tranciate e lame forgiate. Le lame tranciate sono usate per i coltelli a serramanico ed i tagliasigari, e per una linea di coltelli da tavola. Queste lame si ricavano da lamiere d’acciaio che hanno spessori già predisposti per il loro utilizzo. I coltelli forgiati invece subiscono un trattamento più complesso ed anche più performante rispetto al precedente. Nella loro produzione vengono utilizzati per coltelli da tavola e da cucina, talvolta anche per coltelli particolari da collezione dove la forgiatura richiede l’abilità manuale della lavorazione a martello ed incudine. Durante questo procedimento l’acciaio subisce una compattazione, assumendo quindi caratteristiche di durezza e resistenza eccellenti. La forgiatura, inoltre, conferisce già la forma della lama, del nodo e del codolo che successivamente andrà inserito nel manico.
Una volta ottenuto il giusto grado di durezza le lame sono pronte per essere poste in vendita
Una volta punzonate, arrotate e rettificate entrambe le tipologie di lame subiscono i trattamenti termici di tempra e di ricottura che, a seconda della composizione dell’acciaio, ne determinano il giusto grado di durezza per un ottimo taglio. I processi di tempra si sono evoluti anche in base alle caratteristiche dei nuovi acciai, oggi si usano trattamenti criogenici che, grazie alla bassissima temperature dell’azoto liquido (- 196°c), riescono a conferire una maggiore stabilità micro strutturale dell’acciaio ed una conseguente maggiore durezza/resistenza all’usura ed alla corrosione. Queste particolari lavorazioni ci consentono di avere forme esclusive, disegnate o personalizzate su richiesta, per uno stile unico e riconoscibile.



