Chi lo può fare? L’artigianato di lusso della tessitura manuale della Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze. Se non sono gli unici sono tra i pochissimi a poterlo fare nel mondo e lavorano solo su commissione di Case regnanti, Musei, Produzioni cinematografiche.
Vistando i loro laboratori, si cammina attraverso ambienti con i telai manuali Jacquard, azionati da maestri tessitori per la creazione di velluti e broccati. Proseguendo negli ambienti della Scuola, fino allo Showroom, fulcro di tutta la preziosità della tessitura manuale Fondazione Lisio. Stoffe, broccati, sete, abiti da cerimonia, abiti regali, tutte le lavorazioni antiche, risalenti al medioevo e anche prima si realizzano qui e in pochi altre realtà ma sempre italiane.
È un tipo di lavoro che va scomparendo per carenza di clienti. Ovvio, chi se li può permettere? Oggi solo le produzioni cinematografiche, le case regnanti, i governi stranieri e i musei, specie quelli più ricchi d’oltre oceano. Non capitano tutti i giorni clienti del genere. il valore delle stoffe poi è enorme. Sono lavorazioni lunghe, preziose, capillari. Ci vogliono esperti, docenti, tecnici che solo in Italia si possono trovare.

Da un ritratto del 1560 si riesce a ricostruire un abito di seta in rosso corallo
L’abito di Gian Gerolamo Grumelli detto Cavaliere in rosa, ritratto dal famoso pittore Giovanni Battista Moroni, è in raso di seta (rosso corallo) con ricamo in fili d’argento e si avvicina cronologicamente al tessuto esposto. Il ritratto è infatti datato 1560 e il vestito riflette la moda di metà Cinquecento. In quest’epoca il colore rosa e il rosso erano simbolo di ricchezza per la rarità delle materie e la complessità dei processi tintori. Chi è in grado di riprodurre questi gioielli? Solo un artigianato del lusso come questo della Fondazione Liso.
Mantelli e corpetti, gonne e giacche ma anche tende, stoffe da parati, tappezzerie sono pezzi unici, di grande valore, che solo queste strutture sono in grado di realizzare e di restaurare.
Nella tranquillità delle colline fiorentine nascono gli ambienti di tessitura
La fabbrica di tessuti preziosi si trova vicino Firenze, nei pressi di Ponte a Ema. Immersa nel verde delle colline, dove si porta avanti l’antica tradizione del tessere a mano seta, oro e argento. Negli ambienti di una ex casa colonica, dominano grandi telai manuali di fine Ottocento. Servono alla creazione di tessuti esclusivi. Sotto le sapienti mani di maestri tessitori che lavorano come si faceva una volta. Si tratta di vendere oggetti preziosi certo ma in questa struttura si insegna anche l’arte della tessitura. Attraverso attività didattiche mirate e professionalizzanti, dove teoria e pratica riescono a fondersi nella formazione più alta e completa.
Tutte le tipologie decorative dal Medioevo all’inizio dell’Ottocento
L’attività produttiva privilegia quei tipi di tessuti che presentano effetti che non hanno riscontro nella produzione industriale contemporanea, come brioccati e velluti operati, cesellati, a più corpi. Tutte le stoffe sono prodotte su ordinazione.
Sono rappresentate tutte le tipologie decorative dal Medioevo all’inizio dell’Ottocento, riprese da tessuti antichi originali o ricostruite da raffigurazioni pittoriche dei grandi maestri della pittura italiana. Dall’altra le creazioni assolutamente originali studiate e realizzate in modo esclusivo ad uso della committenza. Queste ultime sono frutto di progetti speciali elaborati dai disegnatori e tecnici collaboratori della Fondazione Arte della Seta Lisio, che propongono soluzioni di design e tecniche adatte all’utilizzo del tessuto finito.
Un gruppo di esperti guida la Fondazione
Gli addetti sono un gruppo eterogeneo composto da studiosi di varie discipline. Storia dell’arte, docenti del tessile, disegnatori, tecnici tessili e tessitori, esperti del settore redazionale, progettuale e della comunicazione. Tutti in grado di coprire le molteplici competenze richieste sia per la gestione della manifattura, che della scuola, che della redazione della rivista Jacquard, così come di mostre ed eventi.
Le prime committenze sono state di tipo religioso, rifacimenti di tessuti antichi
Giuseppe Lisio fece della qualità eccellente dei suoi tessuti la sua insegna. Così la figlia Fidalma (1910-2001) presta la stessa grande cura nella scelta dei filati e delle tinture, nella progettazione e nell’esecuzione tecnica, nella riproduzione attenta degli originali.
Le committenze sono tante e tutte prestigiose, coprendo ambiti e usi diversi. Quello sacro, con ad esempio le casule per il Vaticano, le vesti per il simulacro della Vergine Nera del Santuario di Einsiedeln in Svizzera. Il parato per il Duomo di S.Maria del Fiore a Firenze, i rifacimenti di tessuti antichi per il restauro di beni culturali come la nicchia di S.Lucia nella Basilica di Siracusa. Abiti per regnanti, costumi di scena per il cinema o per le ricostruzioni storiche, complementi d’arredo per case private.
La fondatrice è stata Fidalma Lisio che ha continuato e ampliato l’attività del padre
L’istituzione della Fondazione Arte della Seta Lisio si deve al sogno di Fidalma Lisio. Nel 1971, desiderosa di tutelare il lavoro del padre, decide di continuarne l’attività. Prende in consegna i telai a mano ed i disegni dell’antica manifattura. Con l’intento di continuare a proporre le antiche tecniche di lavorazione, destinate altrimenti a scomparire. Affianca alla produzione una qualificata Scuola d’Arte, che fin dalla metà degli anni Ottanta, che forma numerosi allievi provenienti da tutto il mondo.
L’intero processo produttivo di un broccato tessuto a mano prevede undici passaggi
L’intero processo di produzione di un velluto o di un broccato tessuto a mano vede come prima fase la preparazione del telaio manuale.
Si susseguono ben undici passaggi necessari: dalla tintura della seta – effettuata rigorosamente in Italia – alla creazione dei cartoni Jacquard. Dall’orditura per l’ordito di fondo (preparazione dei rocchetti, creazione dell’ordito e piegatura sul subbio), alla preparazione delle bobine per il pelo (per esempio da 800 fino a circa 3600 bobine per tipo di telaio). L’annodatura dell’ordito – sia del fondo che del pelo – è effettuata interamente a mano filo per filo. Tutto questo richiede estrema precisione e concentrazione da parte del tessitore, che per tradizione, oltre ad essere l’esecutore finale del velluto o del broccato, è anche l’allestitore stesso del telaio.
La Fondazione è attiva anche per il restauro e ricostruzioni tessili storiche
Oltre alla produzione di tessuti destinati all’arte, all’alta moda, all’arredamento e al settore liturgico, la Fondazione Lisio è attiva nel settore restauro e ricostruzioni tessili storiche. Soprattutto di palazzi, musei e dimore d’epoca, per le quali si studiano e si realizzano stoffe coerenti all’aspetto storico. Inoltre, là dove richiesto, ricostruendo su modelli e frammenti antichi, l’aspetto originario di un reperto.
Tra le collaborazioni presentate:
Una serie di undici divani detti “juvarriani” (1730-1735 c.), conservati presso il Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama di Torino;
La Ricostruzione del velluto operato tagliato laminato della Camera da letto del Re nel Palazzo di Wilanów presso Varsavia;
Oltre 400 metri di velluto manuale in seta. Circa 100 metri di due tipi di Drap d’or (teletta d’oro) nelle sale da parata dell’appartamento reale di Augusto II il Forte a Dresda;
La riproduzione di un Succo d’Erba per il Castello di Suscinio, Francia;
La riproduzione su disegno originale di un tessuto damascato per l’allestimento della Sala della Madonna di San Gerolamo del Complesso monumentale della Pilotta (a Parma).
Dialoghi di seta: a maggio un evento a Bergamo sulle sete antiche
Il 10 maggio di quest’anno, fino al 26 del mese, negli ambienti di Palazzo Moroni si svolge la mostra Dialoghi in seta. Dieci frammenti rari, di sete antiche, realizzate tra il XVI e il XX secolo. Le quali provengono dalla collezione di tessuti antichi della Fondazione Arte della Seta Lisio. Un filo di seta lega questo palazzo con l’arte della seta. La fortuna della famiglia che l’ha abitato per quasi quattro secoli si fonda fin dal 500 sul commercio tessile. Al quale si aggiunge nel 600 la coltivazione del gelso, che campeggia nel suo stemma e che risuona nel cognome. Morus in latino e morù in bergamasco e che fiorisce in primavera nell’orto della tenuta.
Tre giorni dedicati all’intero ciclo della seta, con mostre e incontri
Tre giorni dedicati all’Arte della Seta, attraverso il racconto affascinante delle fasi del suo ciclo naturale. Con attenzione al ruolo centrale che la sua attività produttiva ha avuto per la storia e la cultura lombarda. Infine, per fortuna della famiglia Moroni, si giunge fino alla narrazione delle sue declinazioni manifatturiere contemporanee e future.
Una intera giornata di studi, visite guidate speciali, laboratori tematici, incontri con autori ed esperti di design del tessuto, installazioni, percorsi espositivi. Una eclettica mostra mercato. L’evento insomma offrirà un racconto inedito del palazzo e del territorio, che coniuga il passato con il futuro attraverso la preziosa testimonianza di un’eccellenza antica. L’evento si svolge in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Nuova Accademia di Belle Arti, il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e Taroni.
Alcune altre collaborazioni della Fondazione Lisio
Tra i collaboratori della Fondazione, per citarne solo alcuni: Aalto University – School of Arts – Design and Architecture Finlandia, Helsinki. Accademia Belle Arti Firenze. Accademia del Costume e della Moda di Roma. Fashion Institute of Technology, Usa. Florence Institut of Art- Southern New Hampshire University. Institut français de la mode, Parigi. Opificio di Restauro delle Pietre Dure, Firenze. Richmond University, AIFS . Scuola d’Arte Sacra, Firenze. The Danish National Research Fountation’s Centre of Textile research. University of Copenaghen. Camera Nazionale della Moda Italiana. Musei Vaticani. Fai – fondo per l’ambiente italiano. Museo de’ Medici. Museo Wilanónow Varsavia. Ufficio Unesco dl Comune di Firenze e molti altri.



