Con la campagna “Col cibo si educa, col cibo si cambia”, Carlin Petrini di Slow Food ha lanciato un appello per introdurre l’insegnamento obbligatorio nella scuola della gastronomia.
Il 20 aprile Carlin Petrini, patron di Slow Food ha rilasciato a La Stampa un appello che riguarda la necessità di una educazione alimentare come insegnamento obbligatorio nella scuola italiana. L’iniziativa fa parte della campagna “Col cibo si educa col cibo si cambia” che Slow Food ha promosso d’accordo con l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo.
“Le scelte alimentari che compiamo più volte al giorno possono diventare un’importante leva di cambiamento. Affinché ciò avvenga, urge un importante investimento in educazione alimentare, che fornisca ai giovani gli strumenti per diventare protagonisti del proprio futuro – si legge nell’appello, che si può firmare a questo link -. L’educazione alimentare permette di riscoprire il piacere del cibo, di comprenderne il valore, di conoscere il modo in cui viene prodotto, trasformato e distribuito, di capirne le dinamiche sociali, culturali, economiche e ambientali”.
Sostanzialmente siamo d’accordo nel sostenere l’appello ma con alcune osservazioni
Da parte nostra, come Italiait.it, siamo d’accordo sul fatto che gli Italiani debbano conoscere la complessità della gastronomia, che rappresenta la storia e l’identità del nostro Paese. Chi meglio della Scuola può assolvere un compito di una tale difficoltà e responsabilità? Nutriamo due dubbi sostanziali. Che tale insegnamento non possa iniziare dalla scuola elementare. Per ovvi motivi di apprendimento, se non per semplici contatti ed esperienze saltuarie dei ragazzi con agricoltori e allevatori.
In seconda istanza si dovrà formare una categoria sufficientemente preparata di insegnanti. Persone in grado di trasferire ai giovani, non tanto delle nozioni ma le basi per comprendere il valore identitario dei beni alimentari e delle cucine regionali e la loro importanza. Aggiungendovi anche l’aspetto dell’economia circolare, del ricorso a fonti energetiche pulite e della lotta allo spreco, come condizione indispensabile per la salvaguardia delle nostre società.
Petrini si rende disponibile a seguire una dieta sana e che sostenga la lotta per la salvaguardia delle nostre società sul pianeta
L’appello di Petrini e Slow Food continua: “Chiedo dunque al Governo italiano di inserire l’educazione alimentare come insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado e, come individuo, mi impegno a coinvolgere molte altre persone e realtà, perché solo con l’unione si può davvero fare la differenza. E, conclude l’appello , per supportare concretamente la causa e nella convinzione che non basti più avanzare istanze, ma sia necessario anche assumersi delle responsabilità, nel quotidiano mi impegno a scegliere consapevolmente ciò che mangio adottando una dieta sana per il corpo e sostenibile per il pianeta”.
Anche l’enologia rientra di diritto in questo progetto, con l’aggiunta di informazioni medico sanitarie su un consumo moderato e responsabile
Un’ultima considerazione. Si approfitti del lancio di questo appello per estendere la proposta anche a corsi specifici sulla storia e la cultura del vino. Anche in relazione all’importanza della produzione enologica nazionale e della sua rilevanza sulla bilancia commerciale italiana, come traino di tutto il comparto gastronomico. E si approfitti per dare agli studenti elementi di natura medico-sanitaria, per comprendere che un utilizzo moderato di sostanze alcoliche non crea dipendenza. Anzi è fonte di conoscenza e di approfondimento della specificità territoriale del nostro Paese. Un Paese unico al mondo ad avere in ogni sua regione una qualche produzione vitivinicola che caratterizza il territorio. Sono specificità che neanche il comune cittadino conosce e se non si conosce non si può difendere ciò che si ha.



