La società italiana Haltadefinizione detiene il primato di queste acquisizioni digitali che permettono uno studio accurato dei dettagli invisibili a occhio nudo ma sono anche un modo per studiare e valorizzare le opere d’arte attraverso strumenti tecnologici di analisi e di diffusione che ci invidia il mondo intero
Haltadefinizione è una società acquisita nel 2017 da Franco Cosimo Panini Editore, quelli che avevano iniziato con gli album delle figurine dei calciatori. La stessa Casa editrice che da più di 30 anni si contraddistingue per attività che riguardano la valorizzazione e la conservazione del nostro patrimonio artistico, culturale e museale. Una società che fonde quindi una esperienza pluriennale nel settore editoriale di divulgazione dei beni culturali con l’acquisizione di immagini digitali di opere d’arte ad altissima risoluzione.
Acquisizioni di immagini digitali di enorme grandezza per studiare le opere in dettaglio
Grande è l’archivio di immagini d’arte ad altissima definizione raccolte. Tanto che questa società è stata la prima al mondo, nel 2006, a pubblicare una foto da 8,6 gigapixel della Parete Gaudenziana di Varallo, in provincia di Vercelli. Una parete che ospita uno dei cicli di affreschi del 1513, tra i più importanti del pittore rinascimentale più famoso di questo territorio: Gaudenzio Ferrari. Gli affreschi creano un effetto scenico mozzafiato: raccontano in 20 episodi ben contornati la Vita e la Passione di Cristo, per una superficie totale di 10,4 metri x 8.
L’anno successivo si sono superati con una ripresa da 16,1 gigapixel del Cenacolo di Leonardo. Attualmente questa resta l’acquisizione digitale più grande al mondo. I rapporti di Haltadefinizione hanno sviluppato collaborazioni consolidate con enti e realtà museali come il Cenacolo Vinciano, l’Accademia di Brera, la Cappella degli Scrovegni o le Gallerie degli Uffizi.
Perché tutto questo? A che serve avere immagini così definite delle opere d’arte?
Uno dei grandi progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, è stata, nel 2009, l’acquisizione in gigapixel del ciclo di affreschi di Giotto della Basilica Superiore di Assisi. Permettendo per la prima volta di mostrare dettagli quasi impercettibili a occhio nudo del dipinto. Queste immagini consentono una visione dei dettagli mai vista prima. Inoltre possono costituire un modo per valorizzare il patrimonio culturale, proprio perché la digitalizzazione può essere utilizzata per fruire delle stesse opere attraverso touschscreen interattivi o con visori immersivi. Più o meno gli stessi che usano i giornalisti dei tg per mostrare le prime pagine dei quotidiani allargano o restringendo le notizie a tutto schermo. Applicazioni queste che sono state presentate in anteprima recentemente nel corso dell’evento Assisi Digital Heritage, realizzato al Fuorisalone di Milano con PTS, Digital Design e Mille997.
Con queste tecnologie si potrà accedere alle opere di un museo anche da casa analizzandole nel dettaglio
È stato messo a punto un visore tramite un’applicazione per Apple Vision Pro, che permette di sperimentare una esperienza innovativa. L’uso di questo visore ha offerto ai visitatori la possibilità di calarsi nel mondo di Giotto, potendo godere di una fruizione senza precedenti per il dettaglio che il visore permette. Una delle possibili applicazioni di questa tecnologia per esempio è la possibilità di garantire un accesso virtuale completo a musei, gallerie, chiese e siti archeologici a distanza. L’evento è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione dei frati del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, da sempre sensibili nei confronti dei progetti di conservazione e valorizzazione digitale del patrimonio che custodiscono.

Apple Vision Pro dal sito Haltadefinizione
Un nuovo modo di promuovere le opere d’arte per le istituzioni che le conservano
Le immagini in gigapixel vengono poste su un touchscreen interattivo che include un visore panoramico a 360 gradi della Basilica Superiore di Assisi. Così da poter zoomare su ogni singola scena e di proiettare gli affreschi a parete. Si comprende bene quale sia la portata rivoluzionaria di questa tecnologia per appassionati ma ancor più per studiosi e studenti del patrimonio culturale artistico.
Tutto sommato è nato un nuovo modo di promuovere le opere d’arte per le istituzioni che le conservano, con strumenti sofisticati specificatamente orientati alla diffusione del sapere storico-artistico e alla comunicazione dei progetti di digitalizzazione.
Tutte le acquisizioni finiscono in una Image Bank in gigapixel
Nel 2019 Haltadefinizione ha siglato un accordo con il Ministero della Cultura, rinnovato poi nel 2021, al fine di regolare l’utilizzo delle immagini del suo image bank, un archivio fotografico online che oggi conta centinaia di immagini in gigapixel. L’image bank è in costante aggiornamento e ampliamento e si è rivelato particolarmente importante nel corso dell’emergenza pandemica che ha caratterizzato il 2020, permettendo il lancio di progetti di fruizione virtuale dell’arte come, ad esempio, quello condiviso con la Pinacoteca di Brera.
Haltadefinizione investe costantemente nello sviluppo dei software e dei DAM per la gestione e l’utilizzo delle immagini in gigapixel, ma si impegna anche a progettare le attrezzature più idonee e a condurre le campagne di acquisizione, studiandole e adattandole, insieme con l’azienda partner Memooria.
La collaborazione si estende anche ad altre istituzioni europee
Nel 2021 è iniziata una nuova era per Haltadefinizione: la tech company si è aperta al mercato internazionale con l’inaugurazione di una nuova sede in Germania, grazie alla partnership con Verlag Müller, Schindler e Faksimile Verlag.
Questo è un importante traguardo che consente ad Haltadefinizione di presentare i suoi servizi esclusivi e d’avanguardia nel campo culturale e delle nuove tecnologie ai musei di tutta Europa.
Documentare la collezione numismatica del Museo d’arte e storia di Ginevra
In questo contesto, si inserisce la nuova partnership tra Haltadefinizione e Genoud SA, azienda specializzata in progetti grafici ed editoriali legati al mondo delle arti e all’industria del lusso. Così è nato il lavoro per la digitalizzazione della prestigiosa collezione numismatica custodita presso il MAH – Musée d’Art et d’Histoire de Genève, comprendente oltre 80.000 oggetti culturali (tra cui monete, medaglie, gessi e punzoni) che verranno acquisiti in altissima definizione durante il processo di riordino e catalogazione della collezione. Questo progetto sottolinea l’obiettivo condiviso di Haltadefinizione e Genoud di introdurre soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la valorizzazione delle collezioni di musei, biblioteche e archivi storici e aziendali.
Anche il FAI partecipa al progetto dell’archivio delle immagini digitali delle opere d’arte
Nel novembre 2023, il seicentesco Palazzo Moroni, acquisito dal Fondo per l’Ambiente Italiano nel 2019, è stato oggetto di una digitalizzazione in gigapixel di alcuni suoi dipinti tra cui i capolavori di Giovan Battista Moroni. Il palazzo è all’interno del tessuto storico di Bergamo e immerso nell’incantevole contesto delle mura venete riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Il progetto si pone come obiettivo di supportare la mission del FAI di dotarsi di un archivio digitale di tutte le collezioni.



