Mar, 21 Aprile 2026

I più letti di questa settimana

Altro in questa categoria

Con gli scarti del riso una impresa italiana ottiene materiali innovativi per l’edilizia

Una Start Up intraprendente in questi ultimi anni ha sperimento e messo sul mercato materiali e prodotti per l’edilizia derivanti dagli scarti del riso. Da dei rifiuti abbiamo così materiali termo isolanti e fono assorbenti, che non devono essere più smaltiti

La materia prima in Italia non manca. La produzione di riso è di circa 1 milione di tonnellate. Per ricavare ogni tonnellata di riso si producono 1,3 tonnellate di paglia, 200 chili di lolla e 70 chili di pula. Sono tutti scarti che prima restavano sul campo in attesa di essere bruciati. Ma ci sono ingegnosi professionisti che hanno pensato bene di provare ad impiegare nella bioedilizia anche questi scarti del riso. Materiali che diventano componenti principali per ottenere un telaio in legno e paglia di riso, dei termo intonaci, delle malte ai massetti alleggeriti fino alle finiture in lolla-calce.

Grazie a una miscela ottenuta con gli scarti di riso si hanno materiali da costruzione più leggeri ed ecologici

Una di queste startup, premiata come più innovativa si è distinta per aver aperto nuovi scenari al connubio fra architettura e scarti del riso. Questo è stato possibile grazie a una miscela di base costituita da pula, lolla e paglia di riso che consente di ottenere materiali molto leggeri, con una buona capacità termica, interamente naturali, traspiranti ed ecologici.

Questi prodotti inoltre sono sorprendentemente facili da posare e sono adatti a tutte le tipologie di intervento, dai lavori di ristrutturazione alle nuove costruzioni.

Ricehouse: pannello di legno e paglia d riso

Dal chicco alla casa, l’agricoltura che si intreccia con l’architettura

Ha colto immediatamente la portata di questa novità Ricehouse, la startup piemontese che per prima sul territorio italiano ha trasformato gli scarti derivanti dalla lavorazione del riso in materiali per la bioedilizia.  Dalla collaborazione tra Ricehouse e l’azienda italiana Nordtex sono già nati sei nuovi biocomposti, il massetto alleggerito, un intonaco di argilla, l’ecopittura, il pannello di chiusura per isolamento, la lastra per rivestimento a secco di pareti e controsoffittatura, e il pannello di chiusura con funzione strutturale. Si tratta non solo di nuovi materiali ecosostenibili, ma anche di un monito a reinserire l’edilizia in un contesto di economia circolare, ossia senza spreco.  

Ricehouse: i sogni a volte diventano realtà

Ricehouse, Società Benefit, nasce come startup con un obiettivo molto idealistico. Creare un impatto positivo sulla società, promuovendo un cambiamento responsabile nel modo di costruire, innovando nella ricerca dei materiali ed evitando gli sprechi. Ma certe volte i sogni possono diventare realtà. È così che si riesce davvero a cambiare il mondo.

Anima del progetto Ricehouse sono l’architetta Tiziana Monterisi e Alessio Colombo, geologo.  “La nostra storia ha inizio molto prima del 2016, anno di nascita ufficiale di Ricehouse. È tutt’uno con la storia mia e di Tiziana, uniti come coppia nella vita e nel progetto di start-up.

Quando abbiamo capito che fare una casa con gli scarti del riso era davvero possibile, ci siamo buttati a capofitto nel progetto.

Siamo lombardi di nascita ma facciamo base a Biella, a 100 km da Torino e a 100 da Milano.
Vivere nel contesto di Biella e dintorni, ci ha consentito di diventare consapevoli del suo ecosistema comprendendo le potenzialità di questo territorio.
Grazie al contesto abbiamo potuto essere d’esempio, interpretare nella realtà i sogni in cui crediamo, abbiamo realizzato per noi quello che proponiamo agli altri: una casa non energivora. Ci definiamo nativi ecologici
”.

Si torna sempre alla necessità di aderire a una economia circolare

Ricehouse è un esempio completo di economia circolare. Sviluppando certe intuizioni per lo sviluppo di prodotti per l’edilizia si possono risolvere problemi ambientali connessi alle pratiche di smaltimento degli scarti stessi.

Ricehouse diventa così lo snodo di filiera tra agricoltura e architettura! Per questo viene premiata più volte.

Nel 2018 ha vinto la IX edizione del Good Energy Award nella categoria Real Estate. Ha vinto il Premio Sviluppo Sostenibile 2018 ed è stata insignita del premio speciale dell’agenzia CasaClima Startup Award 2018.  

Nell’edizione 2019 di Klimahouse di Bolzano Ricehouse ha presentato una linea completa di nuovi prodotti nati dagli scarti del riso destinati all’architettura che garantiscono un risparmio energetico e un ridotto impatto ambientale.

Il progetto RiceRes per ricavare pannelli ed altri prodotti  da applicare nella bioedilizia

RiceRes è un progetto di ricerca con finanziamenti privati e pubblici, dalla Fondazione Cariplo e promosso da CNR ISMAC di Biella e dalle Università di Milano e Pavia.

Dalla paglia di riso, mescolata con lana di scarto, si è  in grado di ricavare pannelli termoisolanti e fonoassorbenti da impiegare in bioedilizia. Non solo i pannelli sono anche totalmente biodegradabili. 

La lolla viene impiegata per realizzare quattro diversi additivi per materia plastiche sottoponendo la materia prima a processi meccanici, termici e chimici. In particolare è stata ricavata una silice amorfa di origine naturale utilizzabile nella mescola di pneumatici, come già dimostrato dall’industria della Pirelli, ma anche in altre applicazioni affini.

Infine, dall’olio estratto dalla pula di riso – grazie ad un processo di idrolisi enzimatica – si è puntato ad ottenere degli acidi grassi da utilizzare come materie prime per ricavare prodotti al 100% ecosostenibili, dai bioadesivi fino a prodotti che funzionino da integratori alimentari.

Le finalità della bioarchitettura per cambiare in meglio la nostra vita

In uno dei suoi interventi sul blog di Ricehouse l’architetto Tiziana Monterisi sostiene che

“L’architettura non è solo una questione di estetica o funzionalità, ma diventa un veicolo per promuovere un futuro più sostenibile, attraverso la realizzazione di ambienti che siano in armonia con l’ambiente naturale e che contribuiscano attivamente al benessere della società.

Ed è proprio su questo che si fondano i principi della bioarchitettura: 

  • Sostenibilità e rispetto per l’ambiente, privilegiando materiali naturali, riciclati e riducendo al minimo l’uso di risorse non rinnovabili;
  • Efficienza energetica. Riducendo il consumo energetico degli edifici;
  • Salute e comfort degli occupanti. La bioarchitettura si pone lo scopo di migliorare il benessere e la salute di chi abita queste case.
  • Integrazione con l’ambiente. Armonizzare gli edifici con il contesto naturale e culturale che li circonda, rispettando il paesaggio;
  • Durabilità e flessibilità costruendo edifici che durino nel tempo e che si possano adattare alle esigenze future senza interventi invasivi;
  • Educazione e sensibilizzazione perché la bioarchitettura si propone di sensibilizzare costruttori, progettisti e gli stessi cittadini sulla importanza di certe scelte per migliorare la nostra società.

Questi progetti dimostrano come l’economia circolare applicata all’ambito della bioedilizia porti al passaggio progressivo a nuovi modelli che garantiscono un futuro sostenibile, basato su materiali nuovi a zero impatto ambientale, sfruttando quello che la natura e i sottoprodotti delle lavorazioni primarie mettono a disposizione.

 

I più letti di sempre