Mer, 22 Aprile 2026

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Il Made in Italy vende ma lo producono sempre più immigrati

Le esportazioni del Made in Italy tirano grazie anche al 50% della manodopera straniera. Non è affatto un male, anzi, solo dobbiamo finirla di parlare di “invasione” e ci sono anche 28mila imprenditori stranieri nell’agroalimentare.

Le esportazioni di prodotti italiani nel 2023 sono cresciute dell’8% rispetto al 2022, per oltre 21 miliardi di euro. Lo afferma l’Unione italiana food, su dati Istat del commercio estero 2023. L’unione riunisce 530 industrie italiane con oltre 900 marchi del mondo alimentare in 20 diversi settori.

Un fatturato di 600 miliardi con oltre il 10% in esportazioni

Nella produzione alimentare l’Italia è prima in Europa per valore totale e numero di occupati. Nel mondo i prodotti più venduti sono la pasta (3 miliardi), il caffè (55 miliardi di tazzine), i dolci (1 miliardo di kg) e 345 mila tonnellate di surgelati. Tutti i settori hanno un segno positivo le confetture, i prodotti da forno, i brodi, minestre, salse e sughi, integratori alimentari. Stiamo parlando come si vede di prodotti industriali e non di artigianato. Un settore che comunque registra 600 miliardi di fatturato e 64 miliardi di export ma c’è un dato interessante, lo fa con oltre il 50% di manodopera straniera!

Dovremmo chiamarlo Made in Immigritaly. Dietro la facciata lo sfruttamento

Il rapporto Fai-Cisl parla di Made in immigritaly. E portano degli esempi. Il Parmigiano Reggiano lo fanno grazie ai lavoratori indiani e le raccolte di pomodoro al Sud avvengono grazie agli africani.  Anche il settore carni senza l’apporto degli stranieri immigrati non starebbe in piedi. I lavoratori arrivano da Romania, Marocco, India, Albania, Senegal

In Puglia ci sono 157mila lavoratori stranieri in agricoltura. Si tratta in gran parte di manodopera immigrata e sfruttata, come si deduce dalle inchieste giudiziarie fatte tra il 2017 e il 2021.

Immigranti – Imagen de Mircea Iancu en Pixabay

Appalti e subappalti sono in crescita spesso senza le garanzie di legge

Come sono in aumento i sub appalti leciti e illeciti, spesso senza le garanzie di legge, come dimostrano le tante morti sul lavoro recenti. Bisogna smetterla di parlare della immigrazione come un’invasione. Questa immigrazione regge le sorti di tanta parte dell’economia nazionale e delle pensioni. Non superano percentuali ridicole come quantità complessiva e sono spesso oggetti di uno sfruttamento illegale da parte di imprenditori italiani, quando non anche della criminalità organizzata.

Ma non c’è solo manodopera straniera, ci sono anche 28mila imprenditori stranieri che operano nel settore agroalimentare, il 3% del totale. Il 60% arriva da paesi extra Ue e il 43% sono donne.

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