Sab, 18 Aprile 2026

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Il vino affinato nelle profondità marine: il nuovo oro dell’enologia

Lo scorso mese, il Vinitaly ha concluso la sua 56esima edizione con uno straordinario aumento di pubblico, segnando un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Con oltre 100.000 visitatori e una vasta rappresentanza di operatori internazionali provenienti da oltre 150 paesi, l’evento ha una volta di più confermato la sua posizione di primo piano nel panorama vinicolo mondiale.

I vini degli abissi

Le novità presentate al Vinitaly 2024 sono state numerose e affascinanti. Tra le più sorprendenti, spicca la sezione dedicata ai vini degli abissi, noti anche come “Under Water Wine”. Questi vini, nati quasi per caso dalla scoperta di bottiglie di Champagne Veuve Clicquot affondate nel 1940 al largo delle coste svedesi, hanno suscitato un interesse crescente tra gli enologi e gli amanti del vino.

L’idea di affinare il vino nelle acque marine è nata da esperimenti condotti da cantine francesi e italiane, in collaborazione con esperti enologi e consulenti vitivinicoli. Questi esperimenti hanno portato alla creazione di una cantina subacquea unica al mondo, situata nell’isola di Pag, in Croazia, dove le bottiglie vengono immerse nelle profondità del mare per un periodo di tempo variabile.

Durante un’esclusiva degustazione guidata dal responsabile Italia di Coral Wine, Ivan Mudronia, e dal sommelier Ais Zeno Fisogni, ho avuto l’opportunità di esplorare le meraviglie di questi vini affinati sotto il livello del mare. Secondo Mudronia e Fisogni, i vini immersi a diverse profondità marittime subiscono un processo di affinamento unico, influenzato dalla pressione, dalla temperatura e dalla presenza di organismi marini.

Una cantina subacquea professionale

Il progetto di Coral Wine, nato nel 2013, ha portato alla creazione di una cantina subacquea professionale che produce circa 30.000 bottiglie all’anno. Situata in una valle nascosta dell’isola di Pag, questa cantina subacquea rappresenta un esempio di eccellenza e innovazione nel settore enologico.

L’ambiente unico delle acque marine offre condizioni ottimali per l’affinamento del vino, garantendo una temperatura costante, un’assenza di luce e una pressione uniforme. Le bottiglie sono immerse in ceste progettate appositamente per permettere il passaggio delle correnti marine, consentendo agli organismi marini di crescere attorno ad esse.

Questa pratica, oltre a produrre vini dal profilo organolettico unico, contribuisce anche al ripristino della flora e della fauna marine, creando un ambiente sostenibile e biodiversificato. Inoltre, i costi di produzione e immagazzinamento dei vini subacquei sono notevolmente ridotti rispetto ai metodi tradizionali di affinamento in cantina.

Il successo dei vini affinati nelle acque marine dimostra che l’innovazione e la ricerca scientifica continuano a guidare l’evoluzione dell’industria vinicola. Con l’interesse crescente per queste pratiche innovative, è inevitabile chiedersi fino a dove ci porterà la ricerca nel campo dell’enologia e quali meraviglie gustative ci riserverà il futuro.

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