Il Consorzio Webuild, lo stesso del ponte sullo stretto, ex Impregilo, guida da un anno la progettazione e la costruzione della più importante opera marittima mai costruita in Italia, che migliorerà l’accessibilità nautica e la sicurezza del principale porto nazionale. I lavori termineranno nel 2030.
We Build sta realizzando il più grande intervento di potenziamento della portualità italiana a Genova e la diga più profonda d’Europa. Una parete semisommersa che ha la funzione di proteggere il Porto di Genova dal moto ondoso e consentire uno spazio di manovra atto a ospitare le grandi navi cargo e da crociera.
Queste imbarcazioni lunghe 400 metri e larghe 60, come le navi da crociera World Class, che provengono dall’Asia attraverso il Canale di Suez o dall’America, non dovranno circumnavigare l’Europa per arrivare a scaricare i propri container a Rotterdam, riducendo la navigazione di circa 1.000 miglia nautiche. Con un grande risparmio di tempo e di carburante. Genova diventerà così un grande hub europeo per la navigazione merci, in concorrenza con i porti più importanti d’Europa. A trarne vantaggio sarebbe l’intero Paese per via degli aumenti dei traffici commerciali. Mentre l’impatto del progetto sul porto, sulla città si farà sentire fin dall’inizio con la creazione di oltre 1.000 posti di lavoro diretti e indiretti.
Un’opera unica al mondo nel suo genere, vanto della ingegnosità italiana
La Nuova Diga Foranea di Genova è un’opera unica al mondo nel suo genere, anche rispetto ad altre opere similari, per complessità, dimensioni. Oltre ad essere il più grande intervento di sempre per il potenziamento della portualità italiana.
Il basamento poggerà su fondali fino a una profondità record di 50 metri e nella sua configurazione finale raggiungerà una lunghezza complessiva di circa 6.000 metri. Si tratta di consolidare il fondo marino fatto di sabbie e di argilla. Per questo si usano 70mila colonne di ghiaia lunghe tra i 7 e i 12 metri infilate nel terreno sottomarino. Sopra viene poggiato il basamento e la barriera. Per realizzare questa parte si usano 4 piattaforme galleggianti di 600 metri quadrati, ognuna con una gru. In più viene impiegata la nave Maria Vittoria e la bulk carrier Sider Olympia, in grado di trasportare via mare 40mila tonnellate di ghiaia.
Verranno impiegate tecniche innovative per la costruzione delle colonne nella ghiaia
Nel corso della realizzazione dell’opera si useranno accorgimenti che la rendono unica ed eccezionale per le tecniche innovative adottate. La realizzazione delle colonne di ghiaia per esempio, avviene mediante la tecnica detta “Wet Top Feed – Blanket Method”. Ovvero si spinge nel terreno una sonda vibrante, il vibroflot. Come un enorme ago lungo tra i 17 e i 21 metri. La sonda, agganciata a gru alte 40 metri e posizionate su piattaforme galleggianti, i pontoni, viene appoggiata sul fondale marino, dove in precedenza è stato posizionato uno strato di ghiaia abbastanza spesso, per accogliere colonne di oltre 13 metri. Vibrando nel terreno e coadiuvata dall’impiego di getti d’acqua e aria combinati, la sonda penetra nella sabbia e crea uno spazio di forma tubolare, nel quale scivola il materiale ghiaioso circostante. A mano a mano che la ghiaia scivola, la futura colonna prende forma e viene progressivamente compattata.
Si adottano criteri di economia circolare per il riutilizzo di materiali di scarto
Sul basamento vengono poi posizionati elementi prefabbricati in cemento armato. Per i primi 4.000 m della diga saranno posizionati oltre 90 cassoni cellulari. I cassoni misureranno fino a 33 metri di altezza (come un palazzo di dieci piani), 35 metri di larghezza e 67 metri di lunghezza. Verranno anche impiegati 7 milioni di tonnellate di materiale roccioso da versare nei cassoni. Il materiale viene prelevato dalla precedente diga, più vicina al porto, e che verrà smantellata. Si attua così anche una sorta di economia circolare per risparmiare sui costi e non disperdere materiale riutilizzabile.
I lavori sono divisi in due fasi: nella prima fase, che terminerà nel 2026, sarà realizzato il nuovo ingresso da levante, largo oltre 300 metri, e sarà esteso lo spazio di manovra per le navi. Nella seconda fase, la cui conclusione è prevista per la fine del 2030, sarà completato l’ampliamento del canale di Sampierdarena, che arriverà a una larghezza di 400 metri, aumentando così l’operatività e la competitività di tutti i terminal dello storico bacino commerciale.
Il progetto costituirà il più grande rinnovamento delle infrastrutture portuali della costa ligure degli ultimi 25 anni!
La Webuild sarebbe la prosecuzione della Salini Impregilo, una grande compagnia di costruzioni che opera in tutto il mondo
Webuild guida il consorzio con una partecipazione del 40% assieme ai partner Fincantieri Infrastrutture Opere Marittime, Fincosit e Sidra. Il progetto è valutato nel budget del cliente complessivamente 928 milioni di euro.
Webuild Spa sarebbe la ex Salini Impregilo Spa, un gruppo specializzato da anni nell’edilizia e nell’ingegneria civile in tutto il mondo. Letteralmente, perché opera in ogni continente con oltre 85mila dipendenti. La società nasce nel 2014 dalla fusione di Salini in Impregilo, diventando così il più grande gruppo di opere di ingegneria civile nel settore delle costruzioni. Hanno esperienza nella costruzione di dighe, centrali idroelettriche, opere idrauliche, infrastrutture idriche, porti, strade e autostrade, ferrovie metropolitane, aeroporti, opere sotterranee, ospedali, edifici pubblici ed anche termovalorizzatori.
Dighe foranee ne esistono già in Spagna, Francia e anche in Italia ma nessuna è paragonabile a questa
Altre dighe foranee sono state realizzate in Spagna e in Francia ma sono tutte di dimensioni ridotte rispetto a questa di Genova. Algeciras, in Spagna, che ha una profondità di – 40 metri è larga solo 2 km. Marsiglia ha una larghezza maggiore, arrivando a 7,2 km ma è profonda solo 30 metri. Barcellona infine che ha una larghezza di soli 5,4 km è profonda 25 metri, la metà di Genova.

Il Porto di Genova dal sito Diga Foranea su Facebook
L’impatto ambientale c’è ma ogni sforzo viene fatto per salvaguardare fauna e sottofondo marino
Un grande interrogativo è quale sia l’impatto ambientale di un’opera come questa. La barriera nasce per proteggere i bacini e le aree portuali, ma l’ambiente marino è tutt’altra cosa che un porto. Una parete di calcestruzzo nel mare non può non modificare la vita dei microorganismi e della fauna ittica che lì vive.
Si è provveduto quindi a monitorare le varie fasi di costruzione della infrastruttura in maniera da poter controllare anche eventuali problematiche ambientali.
Dal marzo di quest’anno poi, il consorzio guidato dal Gruppo Webuild ha promosso una collaborazione con l’Acquario di Genova per tutelare l’ecosistema marino nel cantiere subacqueo della Nuova Diga Foranea e sostenere un approccio eco-responsabile nel settore delle infrastrutture. Tale collaborazione prevede il trasferimento temporaneo presso l’Acquario di Genova degli organismi marini prelevati dai fondali dove si sta operando.In prospettiva di una loro successiva ricollocazione nelle stesse acque, al termine dei lavori.
Il potenziamento del porto va poi collegato con il corridoio che collega Genova alla Rete Europea dei Trasporti
L’intero progetto rientra in un programma straordinario di potenziamento delle infrastrutture del Porto di Genova. Sovvenzionato da un cofinanziamento dal governo con fondi integrativi al Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (“PNRR”). Beneficerà inoltre del “Decreto Aiuti (DL 17 maggio 2022, n. 50)” (Decreto aiuti) emanato dal governo italiano.
Migliorando l’utilizzo del porto di Genova da parte dei grandi traffici intercontinentali, si rafforzerà di conseguenza anche il Corridoio Reno-Alpi della Rete Transeuropea dei Trasporti (TEN-T). Un altro progetto che fa parte del Corridoio che da Genova raggiungerà Rotterdam è il Raccordo Terzo Valico dei Giovi Genova, che è stato costruito sempre da Webuild. Il Terzo Valico, che contribuirà a far sfruttare al meglio l’incremento dei traffici del Porto di Genova in una rete logistica integrata, ha visto i lavori di scavo raggiungere l’81% di avanzamento e lo scavo di 73,4 chilometri di gallerie su un totale di quasi 91 chilometri previsti per il progetto.



