La Fiat Topolino elettrica della Stellantis non sarebbe Made in Italy perché costruita in Marocco. La Guardia di Finanza ne sequestra 134 sbarcate al porto di Livorno e denuncia il responsabile della compagnia.
La Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno sequestrato mercoledì 15 maggio 119 Fiat Topolino normali e altre 15 “dolcevita” provenienti dal Marocco. La motivazione del sequestro da parte delle Fiamme Gialle è che l’auto ha sulla portiera ben visibile gli adesivi con la bandiera dell’Italia e questo indurrebbe in inganno l’acquirente che pensa di comprare un prodotto Made in Italy mentre è un mezzo costruito in Marocco e portato a Livorno su una nave merci. La legge parla chiaro e lungi da me l’idea di criticare l’operato dei finanzieri ma ormai sul concetto di Made in Italy si rasenta il ridicolo.
Subito è intervenuta la casa italo-francese che ha fatto sapere, tramite un portavoce, che “è stato deciso di intervenire sui mezzi in sequestro con la rimozione dei piccoli adesivi previa autorizzazione delle Autorità”. Se il problema è un adesivo lo possiamo ben capire.
Le leggi sono superate dalla realtà ma che il modello sia italiano non ci sono dubbi
Abbiamo una casa ex italiana, la Fiat che ormai è confluita dentro una multinazionale con sede in Olanda, ma che si descrive italo-francese, perché nasce dalla fusione di una italo americana (Fiat Chrysler Automobiles) e il gruppo francese PSA (Peugeot- Citroën) in grado di produrre oltre 6 milioni di vetture e con presidente un rampollo degli Agnelli John Elkan e vicepresidente Robert Peugeot. Un colosso che tratta diversi marchi compresi Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Chrysler, Dodge, Jeep, Citroën, Opel, Vauxall ed altre minori. Una società che decide di produrre dove più le conviene, eludendo e aggirando le tasse di governi miopi o con le mani legate e favorendo Paesi privi di scrupoli o più generosi, in barba a qualsiasi concetto etico o identitario e badando solo al profitto. È il capitalismo bellezza! Direbbe Humphrey Bogart con il cappello sulle 23 e una smorfia sul viso come una specie di sorriso.
Leveranno la bandierina ma resta il problema. Cos’è adesso Made in Italy?
Di che vogliamo parlare? Tutte le vecchie categorie del primo novecento vanno a farsi benedire. Sempre secondo Stellantis l’adesivo “aveva la sola finalità di indicare l’origine imprenditoriale del prodotto – ha chiarito il portavoce – Infatti, il design della nuova Topolino, che è una auto storica per Fiat sin dal 1936, è stato ideato e sviluppato a Torino da un team di professionisti del Centro Stile Fiat di Stellantis Europe S.p.A., società italiana. Peraltro, la Società sin dal momento della presentazione del nuovo modello è sempre stata chiara nel dichiarare che questo viene fabbricato in Marocco. Riteniamo dunque di avere operato nel pieno rispetto delle norme, comunicando in modo trasparente il Paese di produzione delle Topolino, senza alcun intento decettivo nei confronti dei consumatori”.
Il brand è italiano ma non c’entra niente con la Topolino del dopoguerra
Mi sento di dove dare ragione a Stellantis, e non capita spesso, anche perché che la Topolino sia un brand italiano non lo devo spiegare a nessuno, tutti lo capiscono al volo. La fabbrica chiarisce benissimo che l’ideazione e la storia del mezzo appartengono alla creatività italiana, che poi tutto sia stato acquisito in una compagnia appunto “multinazionale” questo appartiene alla legalità e alla finanza, ed è da distinguere rispetto alla creatività e alla storia della vettura. Che poi “questa” Topolino c’entri qualcosa con la vecchia automobile che furoreggiò negli anni dopo guerra, è tutto un altro discorso.
Hanno trattato la Topolino come se fosse una imitazione stile Parmesan
Il reato contestato è vendita di prodotti industriali con segni mendaci, per il quale, sottolinea il quotidiano Il Tirreno, risulta indagato il procuratore della Stellantis Europa. Per gli inquirenti, le bandiere tricolori sulle portiere sarebbero state ritenute “segni ingannevoli per il consumatore finale”. In effetti nessuna auto della Stellantis potrebbe essere definita italiana, francese, americana solo in base all’origine storica, ma allora volendo riconoscere una “patria” quale sarebbe? Dobbiamo presumere l’Olanda, inquanto sede ufficiale della Compagnia multinazionale. Ma non avrebbe nessun senso attribuire una Chrysler o una Maserati all’Olanda, ce ne rendiamo conto?
Le macchine comunque si trovano ora in stato di deposito giudiziario ai terminal Leonardo Da Vinci e alla Cilp, la Compagnia impresa lavoratori portuali, dove sono sbarcate.
Non è un’auto ma un quadriciclo. È elettrica e ha un’autonomia di 75Km!

Fiat Topolino – foto da Stellantis
La nuova Topolino, dicono i produttori, è più sicura di una bicicletta e di un motorino e può essere guidata da chiunque a partire dai 14 anni, perché omologata come quadriciclo.
Molto attesa dagli operatori del settore come novità di quest’anno, indubbiamente è una macchinetta simpatica e molto in stile urbano ma non è un’automobile. Tutto è ristretto, ridotto, minimizzato. Sembra un giocattolo ma costa quasi 10mila euro, che scendono a 7.500 euro con gli ecoincentivi statali. Già vedo i liceali (figli di papà) che riempiono a lisca i parcheggi vicino alle scuole. Nella sua gamma c’era già la Citroën Ami, più corta di 12 cm, di cui è stretta parente per ragioni legali e di proprietà. Sicuramente la Topolino ha un proprio design per quanto riguarda sia anteriore che posteriore e richiama allo stile della prima Fiat 500. Simpatico il portapacchi dietro. Può sorreggere pesi fino a 15 kg e Fiat stessa vende una valigia in linea col modello della vettura. Carina l’idea ma può servire giusto per riporre i libri della scuola, non certo per un viaggio, che sarebbe oltretutto sconsigliabile.
Si ricarica in 4 ore ma serve la colonnina a disposizione. Entra nella ZTL e non paga il parcheggio
Ha un motore che eroga 6 kW, cioè 8 CV. La velocità è limitata a 45 km/h come da normativa per i quadricicli leggeri e lo 0-45 km/h si fa in circa 10 secondi. Nella speranza che non si mettano a fare a gara ai semafori con le Porsche Cayenne.
La batteria ha una capacità di 5,4 kWh e consente un’autonomia reale di 75 km. Si ricarica in meno di 4 ore attraverso la presa Schuko integrata che consente una potenza massima di carica di 1,7 kW. Ci si può dotare anche di adattatori per sfruttare wallbox o colonnine pubbliche, ma il loro utilizzo su suolo pubblico è soggetto a limitazioni.
Insomma un mezzo divertente e, considerate le dimensioni ridottissime e i vantaggi della trazione elettrica, ottimo in città. Sappiate che non si paga sulle strisce blu, può accedere alle ZTL e quando scatta il blocco auto in città puoi viaggiare ugualmente. Ma non credo sia il mezzo giusto per entrare in autostrada.
Si può acquistare anche in leasing, con un anticipo di 2.300 € e una rata di 36 € al mese per tre anni compresi 5.000 km. Alla fine del contratto, si sceglie se restituire la Topolino oppure saldare la rata finale per diventarne proprietari. Secondo me farà concorrenza più ai motorini che alle Smart.



