L’Italia è disseminata da piccole perle che sono i borghi, i piccoli paesini di origine medievale, i quali conservano intatta la struttura originaria, le case, le chiese, i castelli o le rocche, quando ci sono, e intorno un paesaggio naturale idilliaco, nel quale è cresciuta una gastronomia sana e ricca di sapori che li rendono ancora oggi mete appetibili.
Da dove deriva il nome del borgo? probabilmente dal nome romano Castrum Frontini, anche se poi nel VI secolo la rocca venne occupata dai longobardi che l’hanno resa famosa.
Una storia di conflitti e di vicissitudini con i signori della zona e col papato
Successivamente nel 1124, venne fondato il Castello, come conseguenza della creazione della provincia ecclesiale di Massa Trabaria, territorio alle sorgenti del Metauro dotato dal Papa di sovranità politica. Il nome di Castrum Frontini appare nel 1209 nel diploma del 7 ottobre di Ottone IV.
Finché nel 1213, arriva anche San Francesco a fondare il convento di Montefiorentino.
Nel 1305, durante il trasferimento della curia pontificia ad Avignone, il Papa perde il controllo di questo castello di confine, di cui si appropriano i Brancaleoni di Casteldurante (che sarebbe l’attuale Urbania). Così ci rendiamo conto da dove Monicelli trasse il nome del condottiero farsesco del famoso film con Gassman. Nel 1332 Nerio della Faggiola, lo occupa per vent’anni, fino a quando tornerà sotto la Santa Sede nel 1355. Allorché i frontinesi giurarono fedeltà nelle mani del cardinale Albornoz.
Nel 1440, Frontino diventa dominio di Antonio di Montefeltro e quindi di Federico, conte e poi duca di Urbino. Undici anni dopo il castello respinge l’assalto di Sigismondo Malatesta, storico nemico dei Montefeltro.
Sotto la guida del capitano Vandini, nel 1552, Frontino resiste all’assedio dei fiorentini comandati da Giovanni delle Bande Nere. Da lì inizia un periodo di prosperità e relativa pace e la popolazione rimane fedele al ducato dei Montefeltro.

Frontino, uno scorcio del paese da Visit Frontino facebook
Cose da vedere e da fare
Al Parco faunistico (tel. 339 8523356; info@parcosimone.it) di Pian dei Prati, è possibile organizzare passeggiate e trekking a contatto diretto anche con animali selvatici. Frontino appartiene alla Comunità Montana del Montefeltro e all’area del Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello. Alle sue spalle si trova il monte Carpegna. Tra l’altro è anche il nome di un prosciutto di nicchia molto gustoso della zona. Trovandosi in collina il borgo può vantare la possibilità di scorci panoramici. Una vista che spazia su un orizzonte infinito, che comprende i monti della Luna, del Nerone, del Catria, dello Strega, del San Vicino, come le piccole valli in cui sono incastonati altri borghi ugualmente belli e significativi.
Qui non siamo in pianura e le campagne, sono costrette da ripidi pendii e massi di calcare ma danno un’agricoltura ugualmente ricca di cereali, farine e carni saporite, erbe aromatiche e officinali, frutti di antiche specie. In qualche caso scomparse o ritrovate come specie abbandonate dai contadini perchè di scarsa resa e adesso riscoperte per il gusto. L’abbandono delle campagne ha fatto si che anche qui le vecchie strutture rurali siano in gran parte adibite ad abitazioni o agriturismi, per accogliere turisti.
Museo del Pane, ambientato in un vecchio mulino ad acqua
Il restauro del mulino della comunità, a Ponte Vecchio, ha consentito di individuare una struttura per ospitarvi il museo del pane. Sono ancora in attività due vecchie macine in pietra e le relative attrezzatura, azionate a energia elettrica. Una volta non era così. Era la corrente del fiume che muoveva le pale e faceva ruotare le macine. In un altro locale è in funzione un antico impianto molitorio ancora azionato ad acqua, come abbiamo spiegato, per scopi didattici. Una serie di 21 pannelli illustra la storia del pane e del lavoro dei mugnai, che trasformavano il grano in farina. E’ inoltre in allestimento uno spazio che raccoglie attrezzature e utensili dell’antica attività artigiana e agricola.
Museo Franco Assetto, un artista torinese vissuto qui a lungo
Ospitato in un palazzo del centro storico, è dedicato all’artista torinese Franco Assetto (1911-1993) che donò al Comune buona parte delle sue creazioni. La sua opera ha attraversato il surrealismo, l’arte etnica, l’informale materico, la pop art, con connotazioni personali che hanno portato anche alla realizzazione di “sculture d’acqua” (tre fontane a Fortino, Piandimeleto e San Sisto), gioielli, ceramiche, “sculture murali” in mogano e plastica, disegni in carta ritagliata.
Eventi gastronomici e culturali imperdibili
La Sagra del Tartufo Nero avviene il primo fine settimana di agosto. Non è il bianco pregiato ma pur sempre un fungo ipogeo profumato in grado di arricchire primi e secondi della cucina locale.
La Sagra del Fagiolo, c’è la prima domenica di settembre. Quindi due date in grado di suscitare l’interesse di turisti e villeggianti della costa adriatica non distante dal Montefeltro.
Ancora in settembre, la terza domenica, si svolge il Premio nazionale di cultura Frontino – Montefeltro. Fondato nel 1981 da Carlo Bo, critico letterario e rettore dell’Università di Urbino, come luogo di incontri e di amicizia, è diventato una manifestazione prestigiosa che ogni anno si svolge presso l’ex convento di Monte Fiorentino.
La specialità locale e il prodotto del territorio
La specialità locale è un dolce a base di uova e latte, tip un flan, che viene chiamato il bustreng. Chje tra l’altro non saterebbe male in un abbinamento col tartufo nero. Al fagiolo, altro protagonista dell’agricoltura locale, è dedicata una sagra. Nel borgo si acquistano i prodotti da forno biologici, nelle aziende agricole i prodotti caseari e la carne bovina.



