In Italia, l’evasione fiscale rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita economica e alla giustizia sociale. Recenti studi condotti dall’Osservatorio delle Partite IVA del Ministero delle Finanze, e analizzati dal Sole 24 Ore, offrono una panoramica dettagliata delle categorie e professioni più inclini a non dichiarare correttamente i propri redditi. Questa analisi, basata sui dati dell’indice sintetico di affidabilità fiscale (Isa), mette in luce le attività che maggiormente sfuggono al controllo del fisco.
La classifica dell’evasione in Italia
Utilizzando un algoritmo che considera vari parametri come il settore economico, l’area geografica e le dinamiche dei costi principali (energia e lavoro dipendente), il Sole 24 Ore ha stilato una classifica delle attività a maggior rischio di evasione. L’analisi ha confrontato i redditi medi dei contribuenti giudicati “affidabili” (con un voto Isa superiore a 8) con quelli che hanno un voto più basso, evidenziando significative disparità.
- Lavanderie: Tra le 7.645 lavanderie italiane, si riscontra una significativa discrepanza tra i redditi dichiarati e quelli effettivi, suggerendo una forte tendenza all’evasione.
- Ristoranti e Bar: Questi settori presentano alti livelli di redditi non dichiarati, contribuendo significativamente al gap fiscale.
- Macellerie e Panetterie: Anche questi esercizi mostrano un’alta propensione a evadere, con redditi medi dichiarati molto inferiori rispetto a quelli reali.
- Noleggio Auto e Impianti Sportivi: Questi settori, insieme ai centri di assistenza domiciliare per anziani e disabili, evidenziano gravi lacune nella dichiarazione dei redditi.
I numeri dell’evasione, affidabili e inaffidabili
Dai dati emerge che l’84% delle categorie economiche analizzate ha pagelle fiscali inferiori a 8, con un reddito medio dichiarato di 22.165 euro, rispetto ai 78.142 euro dei contribuenti “affidabili”. Alcuni settori mostrano differenze ancora più marcate: chi affitta o compravende immobili dichiara in media 12.339 euro tra gli “inaffidabili”, contro i 63.307 euro degli affidabili. Nel settore delle costruzioni, si passa da 27.049 euro a 90.626 euro, e negli studi medici da 39.249 euro a 94.428 euro.
Un elemento centrale della discussione sull’evasione fiscale è l’affidabilità degli algoritmi basati sugli indici Isa. Sebbene questi strumenti siano utili per monitorare e valutare la compliance fiscale, non sono esenti da critiche. Durante la pandemia da Covid-19, ad esempio, molte attività hanno subito drastiche riduzioni del fatturato, rendendo i dati storici meno rappresentativi della situazione attuale. Questo ha messo in luce i limiti di un sistema che si basa prevalentemente su dati passati per determinare l’affidabilità fiscale dei contribuenti.
Le proposte di riforma
Una delle proposte per migliorare il sistema tributario riguarda il passaggio a un regime di tassazione per cassa, dove le imposte verrebbero calcolate mese per mese in base alle entrate e alle uscite effettive, anziché su base annuale e previsionale. Questo metodo, reso possibile dai progressi tecnologici e dalla disponibilità di dati in tempo reale, potrebbe ridurre significativamente le possibilità di evasione.
Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate
L’efficacia della lotta all’evasione dipende anche dalla capacità dell’Agenzia delle Entrate di svolgere controlli accurati e tempestivi. Dal 2012 ad oggi, l’organico dell’Agenzia ha subito una riduzione significativa. Attualmente, il personale in servizio è di 27.840 unità, a fronte di una dotazione organica prevista di 44.380. Il recente concorso per oltre 4.000 nuovi posti mira a colmare questo divario, ma la formazione di un investigatore fiscale richiede anni di esperienza, rendendo urgente l’incremento del personale specializzato.
La tecnologia e la revisione delle metodologie di calcolo delle imposte possono giocare un ruolo cruciale nel migliorare la trasparenza e l’efficienza del sistema fiscale. Allo stesso tempo, è fondamentale potenziare le risorse umane dell’Agenzia delle Entrate per garantire controlli efficaci e una maggiore giustizia fiscale.



