Sab, 19 Settembre 2026

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Con lo spreco alimentare in Italia potremmo sfamare 44 milioni di persone

Un gruppo di volontari, milanesi e romani, dell’associazione volontaria Recup redistribuisce il cibo non venduto nei Mercati a chi ne ha bisogno. Così ogni settimana aiutano 4000 famiglie che hanno necessità. Anche questa generosità e creatività antispreco è Made in Italy.

Quando andiamo al supermercato di solito scegliamo la migliore frutta, senza ammaccature, quella con la migliore colorazione. Non è un principio sempre valido perché la frutta più bella è quella con più pesticidi, ma è così che funziona. L’occhio vuole la sua parte e compriamo più con la vista che con il saper scegliere. Dove va a finire quello che nessuno compra? Lo si ammassa ai bordi del magazzino e spesso viene gettato via, anche se si tratta di prodotti in gran parte commestibili. Uno spreco inaudito.

E’ così che nasce il progetto Recup, per volontà di Rebecca Zaccarini. L’obiettivo di Recup è quello di combattere lo spreco alimentare e donare gli alimenti alla comunità che ne ha bisogno. Attraverso il recupero e la ridistribuzione nei mercati rionali del cibo, che a fine giornata i commercianti sono obbligati a buttare nella spazzatura anche se commestibile.

Sono 300 volontari attivi su 8 mercati a Milano e 7 a Roma

Recup è quindi un’associazione impegnata a contrastare lo spreco alimentare, la crisi climatica e l’esclusione sociale attraverso la partecipazione attiva di tutta la comunità. È nata nel 2016 a Milano e nel 2021 anche a Roma. Dal 2020 entrano stabilmente a recuperare alimenti nel Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso di Milano. In media raccolgono 11 tonnellate a settimana di prodotti alimentari che smistano ad almeno 4000 famiglie. Dal 2022 l’Associazione Recup è composta da circa 300 persone operative su 8 mercati a Milano e 7 mercati a Roma. Nel 2023 oltre 50 aziende hanno partecipato al programma di volontariato aziendale.

L’idea è nata in Francia ma subito ha preso piede anche da noi

L’attività è iniziata nel 2014. Durante il periodo di Erasmus in Francia la fondatrice Rebecca prese parte a dei gruppi di recupero del cibo al mercato. Al suo rientro in Italia decise di portare anche a Milano questa buona pratica, adattandola alla realtà locale. Così a ottobre 2016 è stata ufficialmente costituita l’Associazione Promozione Sociale (APS) Recup. È composta da volontari di diversa estrazione sociale: studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, tutti di diverse nazionalità.

Così si è creata una comunità di mutuo soccorso tra volontari e beneficiari

Sono ormai due anni che i volontari di Recup evitano questo spreco ingiustificabile: i ragazzi chiedono ai commercianti la merce avanzata a fine mercato, ovvero la frutta e la verdura rimaste invendute e, una volta raccolte in cassette, le portano in un punto preciso dove vengono lasciate a disposizione della gente che ne ha bisogno. I beneficiari sono gli stessi esecutori del lavoro: in questo modo si crea un concetto di collaborazione e comunità tra persone diverse, una possibilità di scambio interculturale e intergenerazionale che prima mancava.

Hanno insegnato ai bambini a inventare i colori naturali dagli scarti di frutta e verdura

Il progetto inoltre incentiva cittadini e aziende a dare una seconda opportunità al cibo invenduto. Grazie ai mercati si tira fuori la creatività dei bambini in laboratori legati all’educazione alimentare e all’economia circolare, ad esempio imparando a creare colori naturali provenienti da scarti di frutta e verdura.

Da aprile 2020 i volontari di Recup hanno partecipato al programma Dispositivo Aiuto Alimentare del Comune di Milano durante l’emergenza Covid. Dal 2020 sono attivi tutti i giovedì dalle 8:15 alle 11:30 recuperando ortofrutta dai grossisti donandola ad altre associazioni ed enti del terzo settore.

Molte aziende alimentari, meritevoli di un plauso, collaborano con l’associazione

Collaborano con loro aziende come Bonduelle, Bottega Veneta, Deloitte, Fondazione Snam, Fondo Italiano d’Investimento, Green Media Lab, Gruppo Orsero, Miscusi.

I dati della quantità di cibo recuperati sono sbalorditivi: al mercato di via Esterle/Cambini a Milano, grazie a Recup in collaborazione con Quartieri Ricicloni, il bilancio del recupero di frutta e verdura ancora commestibili di un solo lunedì ammonta a 194 chilogrammi. In generale, si può parlare di una media di 100 chili di prodotti “salvati” ogni giorno, che poi viene ritirata direttamente presso diversi punti di ritrovo al mercato stesso e consumati. 

Con lo spreco alimentare in Italia si potrebbero sfamare oltre 44 milioni di persone.

Lo spreco alimentare nel mondo è una realtà drammatica che vede finire nella pattumiera miliardi di tonnellate di cibo all’anno. Basti pensare che nel nostro paese, nel giro di un anno, si spreca tanto cibo quanto potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana. Un anno di spreco alimentare sfamerebbe quasi 44,5 milioni di persone.

Queste iniziative si rendono quindi indispensabili per sostenere famiglie in difficoltà e non disperdere ricchezze inutilmente. La nostra è una società che spreca, emargina, sfrutta ma non è pensabile che restiamo impassibili di fronte a queste ingiustizie.

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