Sgombriamo subito il campo dalle campagne terroristiche contro il consumo moderato di vino. È vero che le donne bevono sempre più alcol degli uomini. Il problema però sono i liquori lontano dai pasti, perché stressate, vittime di solitudine o con problemi familiari. Ma anche perché hanno difese fisiche minori degli uomini!
L’alcol può essere uno dei fattori di rischio per malattie gravi. La letteratura medica lo ha evidenziato molto chiaramente negli ultimi anni. In sé l’alcol è una sostanza tossica, cancerogena, calorica e il suo consumo smodato e associato alle dipendenze, come nel caso delle droghe.
Parliamo dell’abuso di vino e non di consumo moderato
Ovviamente stiamo parlando di abusi e non di un consumo moderato. Lungi da noi sposare le assurde campagne terroristiche contro il consumo del vino, o la birra, che invece hanno una presenza alcolica limitata e soprattutto non vanno fatti oggetto di dipendenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che l’alcol, e ci si riferisce soprattutto ai liquori, contribuisce a 3 milioni di morti ogni anno e a una serie di malattie e cattive condizioni di salute per milioni di individui. Il consumo di alcol sarebbe responsabile del 5,1% delle patologie a livello mondiale, il 7,1% begli uomini e il 2,2% nelle donne.
Affoga nell’alcol le proprie pene chi soprattutto ha problemi economici, psichici e sociali
Le popolazioni svantaggiate e particolarmente vulnerabili hanno tassi più elevati di morte e ospedalizzazione per patologie alcol-correlate. Nella fascia di età 20-39 anni, il 25% dei decessi è legato a problemi alcol-correlati. L’alcol è un bene rifugio per sfuggire a una vita di sofferenza e di privazioni. Questo vale soprattutto per le popolazioni più povere e con problemi di sopravvivenza e privazioni sociali e materiali.
Per quanto riguarda l’Italia, nel 2020, dati ISTAT evidenziano la tendenza all’aumento nei consumi di bevande alcoliche al di fuori dei pasti, in particolare fra le donne consumatrici occasionali. La quota di donne consumatrici è passata dal 38,8% al 45,3% in dieci anni, quella delle donne consumatrici fuori dai pasti dal 14,2% al 22,4%.
La sessuologa Graziottin mette in allarme le donne: metabolizzano l’alcol meno dell’uomo
Nel suo blog, Alessandra Graziottin, sessuologa, nel 2018, analizzando l’aumento dell’uso di alcol tra le donne, lanciò un grido di allarme per il pericolo serio sanitario che questo dato rappresentava già allora e che col tempo s’è andato aggravando. “Innanzitutto perché, nella donna, la tossicità è doppia rispetto all’uomo: il fegato femminile ha infatti una capacità di metabolizzare l’alcol nettamente inferiore all’uomo. Se si esce a cena, e si bevono due bicchieri a testa, a lui fanno poco danno, alla donna molto di più, soprattutto se l’abitudine di bere è quotidiana. Un bicchiere di vino a pasto? «Normale!», dicono in molte. No, è troppo, se abbiamo a cuore la nostra salute e quella del cervello in particolare.”
Le donne bevono alcol per alleviare lo stress e per gestire emozioni negative
I tassi di disturbo da abuso di alcol sono aumentati dell’84 per cento tra le donne, negli ultimi dieci anni, rispetto a un aumento del solo 35 per cento negli uomini. E vale la pena di diffondere ciò che la medicina sa sulle differenze di genere nella relazione tra stress e consumo di alcol. Si è notato una tendenza anche nelle giovani generazioni a intensificare il consumo di drink analcolici ma anche alcolici. La ricerca ha evidenziato anche una differenza di genere nel consumo di alcol.
La motivazione dell’aumento della dipendenza dall’alcol sarebbe nel disagio che provoca lo stress psichico e fisico dovuto alla interazione con l’ambiente. Quando la persona avverte che le richieste dell’esterno, degli altri, sono superiori alle sue possibilità e non riesce a fare fronte alle necessità per motivi economici, o di tempo o di peso eccessivo di responsabilità scappa. Figli, marito, genitori infermi, orari ed impegni di lavoro o, peggio, assenza di lavoro, sono tutti pesi che possono portare a una fuga. È quella nell’alcol è una delle più facili ma anche pericolose vie di fuga.
L’assunzione cumulativa di alcol può creare problemi alle cellule nervose
Scrive ancora la Graziottin: “Se poi aggiungiamo le “happy hour” alcoliche in compagnia, l’effetto sommatorio, ossia il danno cumulativo dell’uso frequente di alcol, diventa davvero inquietante. Che cosa succede al cervello? Le cellule nervose, i neuroni, sono i pilastri viventi della nostra capacità di amare, di pensare, di emozionarci, di valutare i pericoli, ed essere reattivi velocemente, di fare progetti e realizzarli, di ricordare. L’alcol ha una tossicità acuta e cronica. In acuto, quando cioè si beve a digiuno, o molto, il tasso alcolico sale rapido. Il primo effetto è piacevole. E’ mediato dal Sistema Nervoso Enterico (SNE), detto cervello viscerale o “little brain”, con riduzione dell’ansia e un effetto euforizzante (il 95% dei recettori della serotonina si trova nel SNE, localizzato anche nella parete dell’intestino). Pian piano scattano tuttavia la tossicità e la dipendenza, più rapida e per dosi minori, nella donna, perché ha meno enzimi epatici capaci di metabolizzare e quindi neutralizzare l’alcool.”
La sobrietà alcolica è l’amica della salute delle donne, a tutte le età!
Sono particolarmente nefasti gli effetti dell’alcol sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), detto ”big brain”, in particolare sull’area cognitiva, con lesione della capacità di attenzione e di memoria, della velocità di reazione, con aumento degli incidenti, e sul centro del sonno, di cui viene alterata l’ architettura, precisa come una partitura musicale, con un sonno che diventa superficiale, con risvegli frequenti, e tachicardie notturne, più acute dopo la menopausa.
Nel caso dei giovani il pericolo dei danni è anche maggiore
Si è verificato che gli adolescenti iniziano a bere troppo presto, così come ad assumere droghe via via più pesanti, e sta crescendo il consumo dell’alcol tra di loro.
Il cervello di un giovane è molto plastico e sensibile, per cui sviluppa più rapidamente la dipendenza, sia biologica, sia psichica. Inoltre, se l’uso di alcol si accompagna a un effetto desiderato, per esempio orgasmi più facili per l’azione ansiolitica e di disinibizione, il binomio “alcol più sesso” diventa rapidamente obbligato.
È un fenomeno studiato negli Stati Uniti e in moti paesi del Nord Europa. Ragazzi e ragazze escono il venerdì sera per ubriacarsi e fare sesso completamente disinibiti. Perdono le difese, diciamo che volutamente le aggirano e cercano nel mix “alcol-sesso-musica-sballo” un modo per divertirsi. Di fatto poi il divertimento non si realizza.
Ci si vuole disconnettere dalla realtà quotidiana insopportabile, per perdere la propria identità e ricominciare lunedì con il solito tran tran nauseante.
Si creano dei circuiti nervosi, rigidi come i binari di un treno, che “obbligano” la persona ad andare in un’unica direzione, come un treno. Cambiare direzione, per liberarsi della dipendenza da alcol, in seguito diventa ancora più difficile di quando si è iniziato da giovanissimi. Spesso i genitori sono gli ultimi ad accorgersi di questo, quando ormai il treno è in corsa su un binario morto.
Il 60% delle donne beve almeno una bevanda alcolica all’anno
Il sessanta per cento delle donne beve almeno una bevanda alcolica in un anno. Tra le donne che bevono, il 13 per cento beve più di sette bicchieri a settimana. Per le donne, questo livello di consumo è al di sopra dei limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le linee guida definiscono un bere moderato come non più di un bicchiere al giorno per le donne e non più di due bicchieri al giorno per gli uomini. Le linee guida dietetiche sottolineano che bere più di un bicchiere al giorno per le donne può aumentare il rischio di incidenti stradali, altre lesioni, ipertensione, ictus, violenza, suicidi, e alcuni tipi di cancro.
La reazione del corpo di una donna è diversa da quella di un uomo, i pericoli sono maggiori
Per le donne sono consigliati livelli di alcol più bassi che per gli uomini, perché le donne sono più a rischio. L’alcool viene disperso nell’acqua nel corpo. Più acqua è disponibile, più è diluito l’alcool. Di norma, gli uomini pesano più delle donne, e le donne hanno meno acqua nel loro corpo rispetto agli uomini. Pertanto, il cervello di una donna e gli altri organi sono esposti di più all’alcol e ai sottoprodotti tossici che si ottengono quando l’organismo metabolizza ed elimina l’alcool. Una Unità alcolica è il modo pratico per misurare il quantitativo di alcol presente in una bevanda, è bene che diventi familiare.
Una unità alcolica corrisponde a:
Un birra da 33 cl di gradazione normale (4.5 gradi),
Un bicchiere da tavola di vino (11-12 gradi),
Un bicchierino (40 ml) di superalcolico (Grappa, Cognac, Vodka).
Il contenuto di alcol di diversi tipi di birra, vino, distillati e può variare anche in modo sostanziale.
Il bere moderato può avere effetti sulla salute a breve e lungo termine, sia positivi che negativi
Bere moderatamente può ridurre il rischio di malattia coronarica, soprattutto tra le donne di età superiore ai 55 anni. Tuttavia, ci sono altri fattori che riducono il rischio di malattie cardiache, tra cui una dieta sana, l’esercizio fisico, non fumare, mantenere un peso sano. Bere anche se moderatamente offre molto poco di buono per la salute dei giovanissimi. Dovrebbe essere impedito loro fino alla maggiore età.
Attenti all’interazione coi farmaci
L’alcol può interagire con una vasta gamma di farmaci. Può ridurre l’efficacia di alcuni farmaci, e può combinarsi con altri farmaci e causare o aumentare gli effetti collaterali di questi ultimi. Può interagire con i farmaci usati per il trattamento di diverse patologie come malattie del cuore e dei vasi, le malattie del sangue, problemi digestivi, e il diabete. In particolare, l’alcol può aumentare gli effetti sedativi di qualsiasi farmaco che provoca sonnolenza, tra cui gli sciroppi sedativi della tosse e le medicine per il raffreddore, i farmaci per l’ansia e la depressione.
Facciamo in modo che una cosa piacevole si trasformi in una gioia e ci arricchisca
Il tumore al seno, l’epatopatia alcolica, le malattie del cervello, il cancro, sono tutti effetti possibili di un uso smodato dell’alcol, come le malattie del cuore, bisogna avere più riguardo e più rispetto per sé stessi, facendo del bere un’arte e non una dipendenza. Si beve per degustare e per comprendere tutti i valori di ciò che si sta bevendo, la ricchezza e la bellezza che è racchiusa nel nettare che è davanti a noi. Facciamo in modo che una cosa piacevole si trasformi in una gioia e ci arricchisca.



