Sab, 18 Aprile 2026

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Il burro fa bene o fa male? Scopriamolo grazie a un’azienda napoletana, eccellenza del settore

Il burro, grasso animale, è stato spesso oggetto di campagne diffamatorie, a favore di altri alimenti come la margarina, che invece deriva interamente da sintesi chimica. A nostro avviso da evitare assolutamente. La realtà è un’altra e dipende sempre da come viene trattato l’animale a monte e da come si ottiene la materia prima, il latte.

Nei pressi della Circumvallazione esterna di Napoli, non lontano da Scampia, può sembrare starno ma pure c’è una delle eccellenze italiane verificate, la Vi.GA. srl che opera nel settore lattiero caseario. L’azienda è nata nel 2007 come prosecuzione di una ditta familiare che operava nel medesimo settore.

Si produce Burro vaccino all’82% conseguendo anche riconoscimenti ufficiali

Si produce burro vaccino 82% di materia grassa, Olii di burro: Burro Anidro, Burro chiarificato e Butter oil. Nell’anno 2015 ha ricevuto un riconoscimento al festival del Burro 24° edizione Premio Zangola D’Oro, qualificandosi al 1° posto per il miglior burro di bufala in Italia. La Vi.GA. è un membro dell’Assocaseari, associazione del settore di competenza.
Inoltre, l’azienda, è stata certificata con l’ente riconosciuto di Agroqualità e dispone del codice come esportatore autorizzato per la Corea del Sud.

Nell’anno 2023 ha ricevuto un ultimo riconoscimento, entrando a far parte dell’Associazione Unione Industriale di Napoli che fa capo a Confindustria.

La materia prima deve rispettare parametri di qualità ed essere italiana al 100%

L’azienda ViGA si avvale di personale qualificato, cosa che di per sé non è sufficiente a garantire l’eccellenza del prodotto finale ma in aggiunta si preoccupa di acquisire una materia prima di elevata qualità, nel rispetto di determinati parametri produttivi e che siano esclusivamente di origine Italiana. Così da garantire un prodotto certificato e totalmente Made in Italy.

Inoltre si avvale di un sistema aziendale tecnologicamente avanzato ed impiantistiche d’avanguardia. L’obbiettivo è la riscoperta di quei sapori che si credevano perduti ma che, con la giusta accortezza, possono essere nuovamente portati alla luce.
Il prodotto poi viene regolarmente sottoposto ad analisi di laboratorio che forniscano dati certi e sicuri per garantirne pregio ed integrità.

Pane e burro – Imagen de congerdesign en Pixabay

Il Burro fa ingrassare? Vero o falso?


Certamente in linea generale un grasso animale non può essere il toccasana di una dieta dimagrante. Essendo composto dall’83% di grassi, dev’essere consumato nelle dosi adeguate, ossia circa 10 g al giorno. Con questa quantità non si corrono rischi. In termini pratici sarebbero corrispondenti a un paio di fette di pane ricoperte di burro (poi se ci volete mettere la marmellata sono problemi vostri ma così si assumono zuccheri) più una colazione con una pastasciutta condita con il burro.

La ricerca medica sostiene che, anche esagerando, con il consumo di burro di un solo giorno a settimana, non è possibile addossare a questo prodotto un aumento di peso. Solo se lo si consuma costantemente per tutti -o più giorni – della settimana, le cose cambiano radicalmente.

Cosa dicono gli studi scientifici sul prodotto burro al riguardo?



Il sito Assolatte ha pubblicato tempo addietro un resoconto dettagliato sui benefici del burro. Un studio americano (Zemel – Libro bianco sul latte e i prodotti lattiero caseari) ha dimostrato che consumando regolarmente dei prodotti lattiero caseari che contengono molto calcio, come il burro appunto che ne contiene ben 25 mg, si favorisce il processo di lipolisi, ossia la degradazione dei grassi contenuti all’interno della cellula, che consiste in poche parole nella diminuzione della massa grassa nel corpo.

In un altro studio durato 12 anni e pubblicato sullo Scandinavian Journal of Primary Health Care (Holmberg S, Thelin A. High dairy fat intake related to less central obesity), si è dimostrato che le persone analizzate hanno avuto meno probabilità di diventare obese consumando latte, burro e panna ad alto contenuto di grassi, rispetto a coloro che non hanno consumato latticini con molti grassi, o coloro che ne hanno consumato raramente.
Il fatto è che il burro è formato da acidi grassi a catena corta, che grazie alla loro struttura semplice vengono bruciati immediatamente dall’organismo, invece di depositarsi e formare massa grassa. Quindi dipende di che tipo di burro parliamo e che tipo di vita fa la persona che lo assume. La sedentarietà ingrassa più degli alimenti grassi.

ViGA Burro artigianale – dal loro sito facebook


Il Burro incrementa il rischio di patologie cardiovascolari? Falso!

Si pensa che il consumo del Burro sia responsabile dell’aumento di infarti e malattie cardiovascolari. Secondo studi effettuati in materia, questo rischio addirittura diminuisce aumentando i consumi di latticini. Lo studio che cito è stato pubblicato sull’European Journal of Nutrition: Kratz M1, Baars T, Guyenet S. The relationship between high-fat dairy consumption and obesity, cardiovascular, and metabolic disease. Qui si sono incrociati i dati di 16 studi osservazionali sull’ipotesi che i latticini con molti grassi contribuissero all’obesità e al rischio di malattie al cuore, ma si è concluso che le prove non possono avvalorare questa tesi.
Il burro infatti contiene molti nutrienti utili all’organismo, e in particolare al sistema cardiovascolare, come ad esempio la vitamina A, che protegge la tiroide e le ghiandole surrenali, entrambe utili alla protezione del cuore. Nel burro inoltre è presente la lecitina, una sostanza che regola in modo adeguato l’assorbimento del colesterolo e degli altri grassi.



Il colesterolo è una sostanza molto nociva per la salute. Il burro lo contiene? Si ma dovreste mangiarne molto per risentirne


Come disse Paracelso è la dose che fa il veleno”. Si il burro contiene colesterolo, ma nella misura di 250 mg ogni 100 g di prodotto.  Ossia la dose giornaliera massima di colesterolo che un adulto può consumare in un giorno. Però per consumare 100 grammi di burro ci vorrebbe impegno e capacità non indifferenti, data la quantità esagerata. Consumandone invece 10 g , come raccomandano i nutrizionisti, si beneficia di tutti gli effetti positivi che ha il colesterolo sul nostro organismo, come ad esempio quello antiossidante, che aiuta a mantenere in salute le arterie. Il colesterolo inoltre è la base di molte componenti del nostro corpo, come le membrane delle cellule del cervello e gli ormoni.

Burro – ViGA Srl Napoli – dal loro sito Facebook


Il Burro aumenta il rischio di contrarre il cancro. Falso!



Trattasi di leggenda metropolitana, ovvero diceria. Si scambiarono i grassi che contiene il burro con quelli idrogenati che sono contenuti invece nella margarina, prodotto non naturale che si estrae da oli vegetali. 

In uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition: Patricia G Moorman and Paul D Terry. Consumption of dairy products and the risk of breast cancer: a review of the literature non si sono trovate prove avvaloranti il collegamento tra il consumo di latticini e il cancro al seno. Invece, è stato provato che la vitamina D, i CLA e il calcio, tutti contenuti nel burro, possono proteggere l’organismo contro questo tipo di cancro.

Già che ci siamo diciamolo, questi grassi idrogenati si trovano in molte confezioni di cibi favoriti dai bambini, snacks e anche nei gelati non artigianali. Cercate sempre nelle etichette la presenza di “grassi trans” ed evitate quei prodotti che li contengono.

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