In Italia si calcolano 17 milioni le persone in sovrappeso e 4 milioni gli obesi. Sono persone più a rischio vita delle altre. Tra queste molti bambini. Tutto, o gran parte, sarebbe dovuto a una alimentazione sbagliata
Le persone in sovrappeso o obese sono più esposte a patologie e all’aggravamento di quelle preesistenti. Secondo le ultime stime disponibili (2019) dell’Institute for Health Metrics and Evaluation a sovrappeso e obesità sarebbero attribuibili oltre 5 milioni di decessi in tutto il mondo (pari al 9% di tutti i decessi) e complessivamente oltre 40 milioni di anni vissuti con disabilità. Nel nostro Paese, si stima che sia responsabile di oltre 64.000 decessi (ovvero del 10% di tutti i decessi) e di oltre 571.000 anni vissuti con disabilità.
La tendenza del sovrappeso c’è anche tra i bambini per colpa dei genitori
Anche in riferimento alla popolazione infantile, l’Italia è in Europa il Paese con una maggiore presenza di bambini in sovrappeso o obesi. Le cause sono una alimentazione scorretta e inadeguata attività fisica. Ovvio che questo sia responsabilità diretta della famiglia permissivista e menefreghista. Si lascia che il bambino si alimenti con merendine e cibo spazzatura e poi si aggredisce il maestro quando gli dà brutti voti. Sono due comportamenti che denunciano l’incapacità di svolgere il ruolo di genitori di molte famiglie italiane.
Il 43% degli Italiani, quindi quasi la metà, risultano in sovrappeso
In Italia, sempre da ricerche pubblicate dal sito dell’Istituto Superiore di Sanità, nel biennio 2020-2021 il 43% della popolazione adulta risulta essere in eccesso ponderale, ovvero il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso. Si tratta in numeri assoluti di 17 milioni di adulti in sovrappeso e oltre 4 milioni di obesi.

Torta Imagen de falco en Pixabay
Il cibo spazzatura è uno dei principali responsabili dell’eccesso di grasso e della infiammazione dell’ipotalamo
Il cibo spazzatura provoca il sovrappeso ma a loro volta sovrappeso e obesità modificano le dimensioni dell’ipotalamo rendendolo più grande rispetto alle persone con peso nella norma, inibendo così il senso di sazietà. Questa la scoperta di un team di ricercatori dell’Università di Cambridge, pubblicata sulla rivista NeuroImage. Lo studio è stato realizzato utilizzando un algoritmo di intelligenza artificiale che ha analizzato le scansioni cerebrali di risonanze magnetiche di 1.351 giovani adulti
Secondo i ricercatori, una dieta malsana può causare l’infiammazione di quest’area del cervello, portando ai cambiamenti strutturali visibili nelle scansioni cerebrali
Gli errori più comuni degli italiani a tavola: si mangia sempre peggio!
“Tra gli errori più frequenti, la scelta di frutta e verdura fuori stagione, il consumo di snack e succhi, che sono poveri in fibre e ricchi di zuccheri raffinati, così come l’eccesso di carne, in particolare quella rossa”, osserva Alessio Molfino, esperto della Società italiana di Nutrizione clinica e metabolismo. L’Unesco ha riconosciuto la dieta Mediterranea emblema della nostra cultura e patrimonio dell’umanità. Ma viene seguita pochissimo e non è nemmeno più chiaro sapere cosa effettivamente sia, quali siano i prodotti che la identificano, giacché cambia a seconda di quale zona del Mediterraneo si considera. In soldoni si mangia male!
L’alimentazione sbagliata fa tante vittime quante ne faceva il tabacco
Abbiamo fatto una lunga battaglia contro il fumo e l’uso del tabacco come principale causa di morte per tumore e ora apprendiamo che l’alimentazione scorretta causa tanti morti quando il tabacco. Allora si ricomincia sempre da capo? Questa volta la battaglia è contro gli zuccheri e l’uso eccessivo di alimenti salati.
Lo studio del Crea Alimenti e Nutrizione, pubblicato su Frontiers in Nutrition si basa su un campione di quasi tremila persone nel nostro Paese, evidenzia come solo il 13% degli italiani sbaglia a tavola. “La chiave per diminuire l’impatto delle principali cause di morte e malattie croniche – ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus al vertice sui Sistemi Alimentari Onu tenutosi a Roma – è adottare stili alimentari più semplici, basati su cibi freschi e non processati, locali e coltivati in modo sostenibile”

Cibi ultra processati Imagen de Sr. M. Jutta en Pixabay
Vogliamo tornare a mangiare cibi sani, freschi e di stagione?
Sarebbero proprio quelli previsti dalla cosiddetta dieta Mediterranea, che tra gli ingredienti tipici italiani annovera l’olio extravergine d’oliva, i legumi, il pesce azzurro o i cereali integrali, poca e scelta carne rossa. Altra caratteristica della dieta mediterranea è la presenza di cibi non processati, non soggetti a mutamenti sostanziali in fase di costruzione industriale, per renderli appetitosi e durevoli nel tempo. Mangiare una busta di snack è più comodo che sbucciare una mela o una pera, ci si sporca di meno le mani ed è anche più piacevole al palato, ma ti distrugge il fegato e intasa le arterie. Che vogliamo fare? Ce le vogliamo sporcare le mani? Vogliamo tornare alla fetta di pane con un formaggio stagionato, o con una bella fetta di prosciutto crudo invece delle merendine zuccherate accompagnate da una bibita gassata e dolcificata?
Osservate i carrelli della spesa e noterete quanto il junk food sia presente nella dieta nostra e dei nostri figli
Cosa sono i cibi ultraprocessati? Detta così chissà che ci si immagina e invece sono purtroppo attorno a noi, sulle mensole dei supermercati. Li vedo riempire i carrelli delle madri cattive che vogliono avvelenare i propri figli piccoli. I quali si divertono con quei cibi colorati e saporiti e dopo averli assaggiati ne diventano dipendenti, addicted, come fossero droghe, come fosse alcol, come fosse fumo. È chiaro?
Sono quelli che contengono proteine idrolizzate, maltodestrine, grassi idrogenati e additivi come coloranti, conservanti, antiossidanti, anti-agglomeranti, esaltatori di sapidità ed edulcoranti, il cui fine principale non è migliorare le proprietà nutrizionali degli alimenti ma esaltarne il sapore, l’aspetto e prolungarne la durata.
Bisognerebbe imparare a leggere le etichette e riconoscere i cibi da evitare. Se ne compriamo meno l’industria cambierà produzioni
Il mercato si può cambiare, noi consumatori non siamo vittime, ci comportiamo da ingenue vittime come le gazzelle nella savana di fronte al leone. Ma se vogliono, le gazzelle possono sfuggire alla cattura, basta stare attenti e correre più velocemente. Per correre dobbiamo sapere cosa c’è in quello che compriamo e darci alla fuga quando leggiamo grassi trans o percentuali di zuccheri notevoli. Però ciascun adulto dovrebbe imparare a decifrare le etichette, visto che quelle sostanze verranno ingerite e determineranno la sua salute. Indurre aziende che sono potenti multinazionali a cambiare linea è molto complicato, ma già loro si stanno accorgendo che non possono seguire su questa strada della “qualità zero” e cominciano ad acquisire società che sono orientate sul biologico o sulla salubrità dei cibi. Più crescere la coscienza ambientalista in Italia e nel Mondo è meno cibi ultraprocessati si venderanno.
La scuola potrebbe insegnare il significato dei termini merceologici
La scuola potrebbe insegnare ai ragazzi i significati di certe terminologie merceologiche, metterli in guardia. Si tratta di salute. Uno dei doveri dello Stato è la tutela della salute dei propri cittadini. Sicuramente i ragazzi una volta compresa la storia farebbero presente a mamme e papà, a casa, quando gli propinano queste cose, che si tratta di veleni. Sono gli snack, merendine, tapas, stuzzichini, che vanno per la maggiore nelle feste di compleanno, a bordo piscina o nel salotto. Sono le bevande gassate e zuccherate, quelle che chiamiamo Cole (che nei video su Youtube vengono utilizzate per stasare lavandini) e che vedete in tutti i carrelli della spesa, o le limonate e le aranciate che hanno solo un 10% di succo e per il resto è zucchero, gas e acqua. Sono i pasti pronti per il consumo e i cibi fast-food. Quelli che comprate perché non avete tempo per cucinare o non sapete farlo e così fate alla svelta. Farete alla svelta ma per star male. Ma non solo: un alto livello di intervento industriale si può riscontrare anche in cibi “insospettabili”, come ad esempio gli yogurt alla frutta, i cereali per la colazione, i cracker e buona parte dei sostituti vegetali della carne, attenti vegani! Per evitare la carne vi prendete ingredienti non certo salutari.



