Gli stipendi dei dipendenti della ristorazione in Italia sono troppo bassi e rende difficile trovare personale formato professionalmente per queste attività. D’altra parte il prelievo fiscale è ai più alti livelli mondiali e questo pesa negativamente sulle economie delle aziende del settore.
Secondo il Contratto collettivo nazionale di lavoro per la ristorazione prevede una retribuzione minima mensile per un cameriere professionista di 1.500 euro lordi(ossia circa 1.250 euro netti), con 14 mensilità e 40 ore di lavoro settimanali. Il settore riguarda circa 900mila lavoratori. “Ovviamente — spiega Silvio Moretti, direttore servizi sindacali Federazione italiana pubblici esercizi — questi sono valori minimi, la domanda di mercato e le esperienze professionali possono far aumentare notevolmente queste cifre e anche il numero di ore di lavoro può essere differente in certi casi”. Questa cifra evidenziata dalla Fipe, in effetti, è anche quella proposta attraverso gli annunci sui siti di recruitment secondo Jobbydoo e calcolata sulla base delle offerte di lavoro per camerieri professionisti pubblicate negli ultimi 12 mesi.
Gli stipendi netti mensili risultano tra i più bassi d’Europa
Da un’indagine del Corriere della Sera emerge che in un ristorante stellato (o comunque di alto livello) la retribuzione media netta di un cameriere al mese è di circa € 1.750/2.000. Nelle pizzerie la paga mensile netta è di € 1.200 e negli agriturismi di € 1.050. Un cameriere part-time prende all’incirca € 680 netti al mese, mentre un apprendista cameriere guadagna mensilmente € 700. Paghe da fame, con cui non ti costruisci una vita e neanche un avvenire. Cose di cui anche il datore di lavoro si rende conto ma non riesce ad aumentarle perché aumenterebbe in proporzione anche la spesa dei contributi da versare allo Stato.
Alziamo gli stipendi se vogliamo personale efficiente e motivato
Matteo Gaffuri titolare della Duomo srl, una società con diversi caffè e ristoranti in centro a Como, tra i quali il Caffè Martinez e il Mariett, con 109 dipendenti tutti assunti a tempo indeterminato, sostiene che per risolvere la crisi del personale nella ristorazione bisogna alzare gli stipendi.
“È vero c’è ricambio, è vero c’è sempre bisogno di nuove risorse, le nostre squadre però non soffrono così tanto la mancanza di personale. Il motivo, credo, è perché riconosciamo paghe importanti. Anche 2.800, 3mila euro al mese. Inoltre inseriamo nel tempo persone non per forza con una formazione completa, non per forza con una specializzazione. Si può imparare facendo. Però il guadagno qui in centro c’è perché c’è turismo ed è di alto livello”.
Il personale non sarà mai formato a sufficienza come lo può fare ogni datore di lavoro sul posto
Le sue affermazioni destano scalpore perché i suoi colleghi vorrebbero si alzare gli stipendi degli impiegati ma riducendo i contributi, che ogni datore di lavoro paga allo Stato. Sono i contributi, che pesano per quasi il 50%, che strozzano l’impresa e affamano il lavoratore. Secondo Matteo Gaffuri stipendi più alti “creano stabilità, serenità, oltre che responsabilità, così non fosse non potrei demandare, fare le ferie sicuro che chi si impegna lo fa con serietà e preparazione. Oggettivamente dare garanzie al personale significa avere un ritorno affatto scontato”.
In linea di principio alcuni imprenditori non sono contrari alla formazione del personale e alla ricerca di dipendenti qualificati ma ritiene che la vera formazione si faccia sul luogo di lavoro. In tal senso andrebbe riconosciuta al datore di lavoro una partecipazione per la formazione del personale, perché toglierebbe l’incombenza allo Stato.
Lo stipendio medio è di 25mila € l’anno, 12.82 € l’ora! Siamo alle soglie del salario minimo europeo
Lo stipendio medio nella ristorazione in Italia è di 25.000 euro l’anno, ovvero a 12,82 € /ora. Il range tra novizi ed esperti vede stipendi minimi di 21.567 € contro 68.2509€ l’anno. Ma quanti sono i soldi effettivi che vanno in tasca al dipendente? In Italia ci sono delle differenze anche da regione a regione.
Lo stipendio di un cameriere marchigiano è di 2.588 € al mese, mentre già in Piemonte ne guadagna 1.833 e in Lombardia, Veneto, Toscana e Liguria 1289 € al mese. Se scandagliamo le ritenute sugli stipendi, facendo l’esempio del Lazio, su uno stipendio lordo di 3.500€ al mese ci sono trattenute Irpef per 984€, Tasse regionali 85.38 €, Tasse comunali per 24.50€ e Inps per 322€ con una trattenuta finale di 1.418 €uro (il 40.4%) e uno stipendio netto di 2.084€ (59,6%).
La situazione del Lazio si ritrova anche in altre regioni ma con una imposta regionale più bassa di circa 20€. La più bassa di tutte però è in Alto Adige, dove la detrazione regionale è di soli 14.35€ e le altre restano immutate. Alla fine il cameriere di Bolzano avrà un totale di trattenute sullo stipendio di 3.500€ pari a 1.345€ (38.4%) e uno stipendio netto di 2.155€ (il 61.6%).
Ma non basta, anche il datore di lavoro deve pagare una tassa sulla retribuzione del dipendente
Ma questo non è tutto. Il datore di lavoro poi deve pagare anche lui delle tasse sullo stipendio del dipendente e per 3.500€ lordi ne paga 1.050. Alla fine le tasse totali su 3.500€ lordi saranno di 2.395€ con un’aliquota fiscale del 52.6%!
Quindi, dato che sia l’impiegato che il datore di lavoro pagano delle tasse sullo stipendio del dipendente, se prima le tasse sembravano essere del 38.4%, ora sono in realtà del 52.6%. Il 14.2% in più di quanto sembrava inizialmente. Solo in Italia si pagano più volte le tasse sugli stessi importi già tassati.
In Russia le tasse su uno stipendio di un cameriere sono del 13%. In Svizzera del 14.6%. In Francia del 22.2%. In Germania del 35.6%. In Grecia del 33.4%. In Spagna del 256.67%. In Austria del 29.4%. Negli Usa del 20.7%. In Brasile del 26.2%. In Costarica del 16.3%. In Belgio però sono dl 50.8% quasi come da noi.



