Mar, 21 Aprile 2026

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Un’impresa italiana ha come obbiettivo far divertire gli altri in tutto il mondo. Disney, Universal studios, Warner Bros e Merlin Enterteinment sono i loro clienti. Ad Abu Dhabi hanno attrezzato il parco tematico Ferrari World. Anche questo è Made in Italy. Tecnologia assieme alla manualità artigiana.

Porta il divertimento nei parchi giochi di tutto il mondo. È un’azienda italiana! Il Gruppo Zamperla, leader globale nel settore dell’intrattenimento. Crea attrazioni che portano meraviglia e godimento a grandi e bambini. Un’azienda che lavora sulla tecnologia, la sicurezza e l’innovazione, cercando di strabiliare e di coinvolgere sempre di più i propri clienti e il pubblico ma con una buona dose di creatività italiana.

Un fatturato di 100 milioni di euro in giro per il mondo

Deve all’export più del 95% dei suoi 100 milioni di fatturato. Con 450 dipendenti e quattro stabilimenti produttivi. In 58 anni ha realizzato 9000 attrazioni nei Parchi di tutto il mondo. Viaggia sulle 250 commesse all’anno per un valore di milioni di euro. Sono commesse tutte diverse tra loro. Questo è un settore dove non esiste la produzione in serie.  A fine 2019 è stato inaugurato il parco italiano Luna Farm all’interno di Fico Eataly World a Bologna. Da noi “giostra” sembra una brutta parola e si tende a sostituirla con divertimento o intrattenimento, ma all’estero non hanno di questi scrupoli e il “giostraio” è apprezzato per ciò che sa fare: parchi giochi per far divertire tutti.

L’impresa lavora con le più grandi industrie dell’intrattenimento

Fondato da Antonio Zamperla nel 1966, il gruppo si è evoluto in un faro di design fantasioso e abilità tecnologica. Una testimonianza è il ruolo fondamentale nel far rivivere l’iconico Luna Park a Coney Island (New York) nel 2010.

Oggi, Zamperla è fianco a fianco con i giganti dell’industria dell’intrattenimento: Disney, Universal Studios, Six Flags, Warner Bros e Merlin Entertainment, solo per citarne alcuni. Progettano e realizzano attrazioni con passione, ponendo al primo posto la sicurezza e la qualità.

Nel 2021 nasce il parco tematico Ferrari World ad Abu Dhabi. Dove si può frecciare a 240 km/h in 4,9 secondi sulle montagne russe più veloci del mondo. Dopo aver scalato un’altezza da cardiopalma di 52 metri e con la scarica di adrenalina di 4,8 G alle stelle, si taglia il traguardo come un vero campione della Scuderia Ferrari.
Un giro in Formula Rossa è un’esperienza che cambia la vita di chi la prova. Il visitatore potrà così battere record incredibili in un paio di minuti, pagando solo il prezzo dell’ingresso.

Una piccola impresa di provincia che ha conquistato il mondo

La Zamperla S.p.A. è nata nel lontano 1966. Era una piccola azienda costruttrice di giostre meccaniche ad Altavilla Vicentina. Si specializza sia nella produzione di giostre trasportabili (ottovolanti) che in attrazioni per installazione fissa, concepite per grandi parchi divertimento e per centri d’intrattenimento e svago al chiuso.

Nel 1972 il figlio Alberto affianca il padre nella gestione della società, in qualità di responsabile ufficio vendite e si occupa prevalentemente del mercato europeo, per poi aprire nel 1976 un ufficio vendite a Montreal. In seguito, nel 1979, visto che la maggior parte delle vendite era rivolta al mercato degli Stati Uniti, questo ufficio viene spostato nel New Jersey, fondando la Zamperla Inc.

Nel 2005 il fondatore, Antonio Zamperla, è il primo italiano a venir iscritto nell’International Association of Amusement Parks and Attractions Hall of Fame, l’albo d’onore dei grandi personaggi dell’industria del divertimento, dove spiccano nomi del calibro di Walt Disney e George Ferris (l’inventore della ruota panoramica).

In Italia le loro installazioni le potete ammirare anche a Gardaland

La Zamperla ha installato attrazioni nel Walt Disney Parks and Resorts, Six Flags, nel grande parco Cedar Point, in quelli tematici Paramount ed Universal Studios e nel parco di Coney Island. La società ha 150 dipendenti ed esporta il 96% del proprio fatturato in oltre 120 Paesi avendo sedi e filiali in tutti i continenti. Vantano 2700 assistenze tecniche gestite ogni anno nei 120 paesi dove la ditta fornisce servizi grazie a 54 tecnici qualificati.

In Italia ha installato varie attrazioni in diversi parchi, tra gli altri a Gardaland e Magic Land a Valmontone (Roma).

Zamperla ha lavorato anche per altri parchi non altrettanto fortunati. Quello di Molfetta Miragica, è stato chiuso per bancarotta nel 2019. Quello dell’Isola di San Biagio a Venezia, Veniceland, non ha mai visto la luce, anche per l’opposizione dei veneziani e di molte istituzioni culturali e ambientaliste come Italia Nostra e il Fai, preoccupate del paesaggio della città lagunare.

Il progetto Veniceland avrebbe creato un problema attirando ancora più turisti in laguna

La società Zamperla aveva pronto un progetto per bonificare l’isolotto, utilizzato come discarica per anni, che ospitava un inceneritore chiuso nel 1985. L’investimento previsto era di 80 milioni di euro per costruire uno spazio dove costruire il parco. Avrebbe avuto come tema la storia di Venezia, con decine di giostre, montagne russe e una ruota panoramica di quasi 50 metri. Tutto alimentato con energia rinnovabile e in grado di dare lavoro a 500 persone. L’opposizione al progetto si è basata soprattutto sull’idea di avere rispetto per Venezia e non banalizzare la sua storia. Rendere la città, già spettacolare di per sé, una specie di ricostruzione in stile Las Vegas o Disneyland non era una cosa di cui si sentiva il bisogno, anche perché non era il caso di attirare ancora più presenze di turisti in Laguna.

Il Parco di Coney Island a New York ha visto Zamperla realizzare tutte le 19 attrazioni

All’estero la fama di questo marchio è molto superiore che da noi. Merito, soprattutto, del progetto sviluppato a Coney Island, uno dei quartieri una volta più disagiati di Brooklyn. L’ex sindaco di New York City, Micheal Bloomberg, decise di riqualificarlo (mettendo 6 milioni di dollari, contro circa 30 della società privata Central Amusement International) e appoggiò il progetto del Luna Park e Scream Zone, dove la società di Altavilla Vicentina ha giocato un ruolo di primo piano, progettando e realizzando tutte le 19 attrazioni. Oggi il parco, aperto nel 2010, è visitato ogni anno da circa 6-700mila persone. Circa 600 persone, tra stabili e stagionali, ci lavorano fisse. In verità l’ambiente americano si presta moto più del nostro a questo genere di installazioni, che non devono confrontarsi con la storia e con la bellezza e i problemi di sopravvivenza delle città d’arte.

Crescono nel mondo le realizzazioni di parchi giochi affidate all’impresa vicentina

Nel mondo le realizzazioni della Zamperla sono state diverse. La società ha creato parchi di divertimenti in Russia, un luna park nell’area di una centrale nucleare dismessa in Germania, a Kalkar, e uno nella martoriata Baghdad. Un mega-parco è sorto ad Astana, in Kazakhstan, e ha centinaia di commesse dalla Cina, Filippine e Arabia Saudita. Ha anche creato parchi in Paesi come la Corea del Nord.

Ma soprattutto ha legato il suo nome ai parchi della Disney. Le occasioni a volte nascono per caso. Se sai fare incontrerai altre opportunità come nel 1988. “La Disney seppe che eravamo esperti di fibre di vetro e chi chiese di aggiustare un Dumbo in California. Quel contatto ci permise di ottenere poi una commessa di otto giostre su tredici per Eurodisney”.

Lavorare all’estero impone qualità e risorse ma c’è più flessibilità

È proprio con Disney si sentì di poter credere in un futuro positivo Alberto Zamperla, allora amministratore delegato della società ed egli stesso artefice dell’espansione internazionale. “La Walt Disney ha chiesto di avere con noi un rapporto più assiduo, volto allo sviluppo delle novità. Non è facile lavorare con loro perché richiedono una qualità alta e molte risorse.” Per quanto riguarda l’Italia invecela scarsa flessibilità che c’è da noi rende difficile accettare progetti importanti che poi finiscono”. Alberto è scomparso il 17 novembre del 2022 lasciando il testimone al figlio.

Lavoriamo con la tecnologia ma alla fine c’è sempre l’artigiano che dà il tocco finale al lavoro

Antonio Zamperla jr., figlio di Alberto e attuale AD, sostiene che questo è un settore ad alto investimento tecnologico, dove “il mercato si muove verso giostre che interagiscono col pubblico. Presto si potrà capire se e quanto un a persona si sta divertendo in base all’analisi del battito cardiaco o dalle espressioni facciali”. L’azienda utilizza robot antropomorfo per la fresatura dei materiali e può verificare una saldatura a migliaia di km di distanza. “La tecnologia però non elimina la mano dell’artigiano a cui spetta il compito di rifinire il prodotto. Di dargli un’anima, insomma come Geppetto con Pinocchio”.

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