Sab, 19 Settembre 2026

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Cibi ultraprocessati: facciamo come con le sigarette: nuocciono gravemente alla salute!

I cibi ultraprocessati, dovrebbero essere tassati a causa dell’impatto sulla salute e sulla mortalità, sostiene in un’intervista al Guardian, Carlos Monteiro, epidemiologo brasiliano. Procurano fino a 32 effetti dannosi per la salute: tema discusso il 29 giugno al Congresso sulla Obesità di San Paolo.

Tutti quegli alimenti che contengono quantità pericolose di grassi idrogenati, zuccheri, additivi che possono causare danni alla salute di chi li consuma, sono un pericolo per la società. Come lo è il fumo e l’alcol e come lo sono le droghe. Per questo lo Stato deve tutelare il cittadino e imporre tasse durissime per limitarne l’acquisto. Se dal consumo di queste sostanze, come si è appurato, derivano malattie che comportano un costo per la comunità, è giusto che lo Stato si tuteli, perché le spese per la salute sono un aggravio sulla bilancia dei pagamenti.

“Nuocciono gravemente alla salute” dovrebbe essere scritto su ogni confezione di questi cibi

Non basta, servono campagne per informare i cittadini, una volta per sempre, sul rischio che corrono e che spesso fanno correre ai loro figli, principali consumatori di snack, patatine fritte, hamburger, merendine, bibite gasate dolci, torte e gelati. Carlos Monteiro, ricercatore e docente dell’Università di San Paolo in Brasile, ha dedicato la sua vita alla ricerca su questo argomento. Ha stilato 10 trucchi per riconoscere un cibo ultraprocessato e li ha raccontati al Guardian, un quotidiano britannico. La proposta finale è che si ponga su ogni confezione o bottiglia la frase “Nuoce gravemente alla salutecome si fa per il tabacco. Dopodiché spetta a ciascun cittadino decidere se farsi del male o evitare danni alla salute propria e dei propri figli.

Cibi ultraprocessati – Imagen de Дарья Яковлева en Pixabay

Fino a 32 effetti dannosi per la salute tra cui anche tumori e diabete 2

Secondo Monteiro “i rischi per la salute derivati dal consumo di cibi ultraprocessati non sono affatto pochi” I risultati dello studio pubblicato sul British Medical Journal, parlano di 32 effetti dannosi per la salute, tra cui quello di malattie cardiache, tumori, diabete di tipo 2, obesità, compromissione della salute mentale. Questo tema viene portato alla luce dal professore durante il Congresso Internazionale sull’Obesità in scena fino al 29 giugno a San Paolo. “Gli ultraprocessati stanno soppiantando gli alimenti più sani e meno trasformati in tutto il mondo, causando un deterioramento della qualità della dieta. Stanno guidando la pandemia dell’obesità”.

La causa principale dell’obesità infantile e adulta nel Regno Unito e negli Stati Uniti

Secondo Monteiro si dovrebbero anche bandire le pubblicità che promuovono il consumo di questi cibi. Nel Regno Unito e negli Stati Uniti i cibi ultraprocessati sono la causa principale dell’obesità crescente nella popolazione.

Dovrebbero essere introdotteavvertenze sulla parte anteriore della confezione simili a quelle utilizzate per i pacchetti di sigarette. Senza contare la diffusione degli ultraprocessati nellescuole “dove non si dovrebbero affatto vendere questi cibi, che dovrebbero essere tassati pesantemente, per utilizzare poi le entrate per sovvenzionare alimenti freschi e sani. I cibi ultraprocessati sono venduti, infatti, sempre a basso costo: i giganti dell’industria sanno di dover mantenere dei prezzi competitivi, “e per massimizzare i profitti, gli alimenti devono avere dei costi di produzione inferiori, ed essere distribuiti su larga scala.

Oltre a causare malattie gravi, gli ultraprocessati – proprio come le sigarette – sono prodotti da multinazionali che investono grosse somme in strategie di marketing aggressive. Soldi, tra l’altro, ottenuti con i loro prodotti attraenti e nocivi, spesi in attività di lobbying contro la regolamentazione.

Bibite – Imagen de (Joenomias) Menno de Jong en Pixabay

Ad essere maggiormente colpiti gli strati poveri e meno informati. Uno studio in India lo svela

Come spesso succede a risentirne maggiormente sono gli strati più deboli della popolazione, le categorie marginalizzate, i bambini, le persone disinformate, chi ha meno soldi per scegliere cibi più sani.

Uno studio del 2023 condotto dalla Ong indiana Comitato di vigilanza popolare sui diritti umani, ha chiesto misure politiche urgenti per rendere disponibili sul mercato prodotti più sani, oltre a introdurreavvertenze chiare sugli alimenti confezionati che fanno male alla salute. Oltre il 90% degli intervistati che hanno dichiarato di consumare abitualmente cibi ultraprocessati, aveva un guadagno medio giornaliero pari o inferiore a 400 rupie (circa 4 euro e mezzo), e il 40% di questi proveniva dalla comunità emarginata di Musahar, tra le più povere che ci siano. La maggior parte, poi, non era neanche scolarizzata. Chi è nato dalla parte “fortunata” del mondo può scegliere per la propria salute e nonostante questo non sempre lo fa, ma chi non può scegliere è condannato due volte all’ignoranza e alla malattia.

La pubblicità del junk food tiene imbavagliate tv e stampa. Senza la spesa pubblicitaria tante testate chiuderebbero

C’è un ulteriore aspetto che resta sullo sfondo ma sarebbe bene dichiaralo a gran voce. Le compagnie che producono questi snack, bibite gasate dolcificate, merendine, gelati industriali ecc… investono miliardi di dollari ogni giorno nella pubblicità che vanno a ingrossare le entrate di televisioni, stampa, agenzie pubblicitarie di tutto il mondo. Per questo la stampa è refrattaria a dire la verità su questi argomenti. Il pericolo di vedersi sfuggire introiti sostanziosi da parte di tutte le aziende produttrici di junk food è molto reale. Facciamo solo un esempio Coca Cola ha investito negli ultimi 5 anni oltre 20 miliardi di dollari in annunci pubblicitari, secondo l’analisi di Learnbonds. Coca Cola lavora con svariate agenzie a livello creativo, mentre il suo partner media di riferimento è la Mediacom di Rocco Comisso. Nestlé la multinazionale svizzera che produce e vende alimenti e bevande ha un investimento stimato nel 2022 di 2.429 miliardi di dollari. La Pepsi Cola, principale concorrente della ditta di Atlanta, bel 2022 ha investito 2 miliardi e poco meno la McDonald’s.  Stiamo citando solo alcuni dei marchi più importanti del settore dei cibi ultraprocessati.

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