Nel cuore di Roma, un nuovo capitolo per un luogo-simbolo
A pochi passi da Piazza Navona, lungo una delle vie più cariche di memoria della capitale, Alfredo alla Scrofa riporta alla luce un altro frammento di Roma sotterranea. Il celebre ristorante, universalmente riconosciuto per aver dato i natali alle fettuccine Alfredo, riapre le sue antiche cantine di epoca romana dopo quattro anni di attenti lavori di restauro. E non lo fa semplicemente come esercizio estetico, ma trasformando questi ambienti storici in uno spazio dedicato alla cultura del vino.
Un percorso iniziato più di un secolo fa, nel 1914, che oggi si arricchisce di una dimensione immersiva e sensoriale, capace di collegare il patrimonio gastronomico della città eterna alla sua anima vinicola, riscoprendo materiali, architetture e suggestioni conservate sotto strati di tempo.
Un archivio liquido della memoria
Le nuove Cantine di Alfredo custodiscono oggi oltre 500 etichette, italiane e internazionali, selezionate con cura da due figure centrali nella nuova impostazione del ristorante: Marco Zambardi e Alessandro Novelli, entrambi Head Sommelier, chiamati a interpretare la profondità del vino come ponte narrativo tra passato e presente. Un lavoro che non si limita alla selezione, ma che si estende ai percorsi di degustazione guidata, all’incontro con i produttori e alle masterclass dedicate anche ai wine lovers più esperti.
Lo spazio non è pensato solo come appendice funzionale del ristorante, ma come luogo a sé, dove il vino diventa parte integrante del racconto identitario di Roma, filtrato dalla sensibilità e dall’esperienza accumulata in oltre un secolo di storia familiare.
“La cantina è un’elevazione del ristorante”, afferma con orgoglio Mario Mozzetti, Master Mantecatore e proprietario. “Dona maggiore forza al nostro progetto: raccontare Roma attraverso le sue eccellenze, riportare l’anima della città dentro ogni bicchiere, così come facciamo con ogni piatto”.
Architettura della memoria, tra rovine e nuove visioni
Il lavoro architettonico curato da Stefano Rosini ha seguito una filosofia chiara: valorizzare il preesistente, senza nascondere i segni del tempo. “Abbiamo scelto – racconta Rosini – di far parlare le finiture murarie originarie, i vuoti e le stratificazioni. Non un lifting, ma un restauro consapevole, capace di far emergere la storia senza sovrascriverla”.
La materia viva dei muri racconta di un’altra Roma, fatta di stratificazioni silenziose, di passaggi umani e scambi commerciali, ma anche di cultura del convivio che attraversa i secoli. Quegli stessi valori che oggi, con una nuova veste, trovano casa nelle cantine di Alfredo, in un’atmosfera dove l’esperienza culinaria si completa con una dimensione multisensoriale.
Un restauro che è anche progetto culturale
Per Carlo Paragona, direttore del ristorante, “lo spazio cantina rappresenta un traguardo, ma anche un nuovo inizio. È il completamento di una visione, che non riguarda solo la ristorazione, ma l’intero universo Alfredo”. E infatti, l’ambizione va oltre l’offerta enologica: le cantine saranno sede di incontri culturali, presentazioni e collaborazioni con istituzioni legate al mondo del vino, della storia e dell’enogastronomia.
Il luogo si propone come un crocevia culturale: per i romani che riscoprono un frammento del loro patrimonio; per i turisti che trovano un punto di accesso autentico alla romanità; per gli appassionati di vino che qui possono incontrare i territori attraverso le voci dei produttori.
Tra radici e futuro: un’identità che evolve
Le fettuccine Alfredo, simbolo iconico della cucina romana e celebratissime all’estero, restano al centro dell’esperienza. Ma oggi, il ristorante rilancia il proprio ruolo nella narrazione culturale di Roma, non solo come custode della tradizione gastronomica, ma come luogo vivo di confronto tra storia, innovazione e gusto.
Nel sottosuolo della città, lungo le pietre che hanno visto scorrere imperatori e mercanti, prende forma un progetto che parla al presente. Dove il vino non è solo bevanda, ma linguaggio. Dove le mura raccontano, e i calici ascoltano.



